Dislessia

Buongiorno dottoressa,
vorrei raccontare la mia storia…
mia figlia ,un’ allegra e bellissima bambina che ha 8 anni,non ha mai avuto particolari difficoltà di linguaggio 
solo arrivata alle elementari abbiamo iniziato a sospettare qualcosa.
Durante i primi 2 anni di scuola elementare ha avuto diverse difficoltà,nella lettura,scrittura e comprensione del testo,ha sempre avuto delle difficoltà fisse con le lettere ” A” ed “E” “B” e “D” e “V ” ed “F” in pratica sia nella lettura che nella scrittura inverte queste lettere,nonostante le si dica mille volte che sbaglia,lei continua a farlo,come se non potesse farne a meno.
Io mi sono preoccupata già in prima elementare ma le maestre mi dissero che probabilmente doveva ancora maturare ,e che bisognava rispettare i suoi tempi,
così con diverse difficoltà siamo arrivate alla 3à.
La bambina ovviamente era molto frustrata ,nonostante si impegnasse tanto i risultati scarseggiavano e lei si deprimeva,spesso tornava a casa piangendo,io la rincuoravo e le dicevo che prima o poi i risultati dei suoi sforzi si sarebbero visti ma niente.
Così all’ inizio di ottobre del 2011 dopo un ennesimo test scritto fallito,mi sono insospettita,
erano domande facili di cui conosceva le risposte ma aveva sbagliato
Tornata a casa le ho riproposto le stesse domande a voce e lei mi dava le risposte esatte(ma sul foglio aveva scritto tutt’ altro)così sono andata dalle maestre .le quali hanno finalmente concordato con me ammettendo che qualche problema reale esisteva ,mi dissero che poteva trattarsi di qualche forma di dislessia.
Cosi ho girato un pò su internet per cercare di capire come muovermi,le insegnanti dal canto loro hanno sottoposto la bambina a dei test appositi e segnalato la cosa .
Da parte mia mi sono trovata in un oceano senza salvagente,senza sapere dove andare,cosa fare,a chi rivolgermi,
è un mondo quello della dislessia sconosciuto di cui si parla poco,troppo poco.
Come dicevo i qualche modo ho cercato di agire,ho sentito prima il pediatra(ma ne sapeva meno di me)
poi il centro italiano dislessia e qui mi hanno dato qualche suggerimento sulla trafila da fare,
sempre da sola ho insistito con il pediatra (che diceva che avrei dovuto aspettare la scuola)per avere le impegnative necessarie per avere una diagnosi ,e poi ancora e sempre da sola mi sono mossa,chiamando nei vari ospedali per capire modi e tempistiche.
La cosa che mi ha scioccata sono i tempi, da un minimo di 7 mesi ad un massimo di 2 anni di attesa solo per avere una prima visita,(privatamente la cosa diventa complicata e dispendiosa)
Alla fine sono riuscita a prenotare una visita in un centro apposito,( 7 mesi sono quasi trascorsi,il 15 maggio finalmente abbiamo questo incontro .)
Durante questi mesi mia figlia ha avuto sentimenti contrastanti,dapprima un rifiuto della cosa
si è sentita diversa dagli altri e ne ha sofferto,si arrabbiava se anche solo mi sentiva parlare al telefono con gli ospedali o a scuola con le maestre.
poi con un pò di tempo sia a casa che a scuola è stata tranquillizzata ,le si è spiegato che non ha nulla di meno degli altri solo che ha bisogno di trovare un metodo di studio diverso per capire .E riuscita a comprendere ed accettare questa sua difficoltà raggiungendo almeno in parte una pacifica serenità.
Da parte mia ho incontrato altre mamme per avere suggerimenti su come comportarmi,sul modo piu’ efficace per aiutarla come ad esempio leggerle io un testo a voce alta per poi lasciarle assimilare il contenuto e rispondere alle domande da sola,senza problemi.Sono stata piu’ paziente a disponibile ma senza fare io al posto suo,questo mai.
Lei si è impegnata al 100% ed è riuscita ad ottenere risultati splendidi.

Nonostante la sua difficoltà mia figlia è una delle prime della sua classe con una media di 9/10 in tutte le materie
ma la cosa piu’ bella è vedere la sua soddisfazione personale perché finalmente riesce a dare il 100%
(prima si impegnava al 100% e otteneva un 50% .)
Siamo solo all’ inizio del percorso dobbiamo ancora avere una diagnosi precisa e capire bene come e cosa fare ma in tutta questa faccenda ho capito una cosa,la serenità è stata la chiave di tutto.
Certo un pò di informazione in piu’ farebbe comodo.
Cristina





Cristina bungiorno!
Scusa se rispondo solo ora, ma l’email relativa al suo messaggio era finita nello spam e, non avendo ricevuto altri messaggi durante questo periodo, non mi sono accorta che c’era il suo in attesa!

Comunque….. eccomi!

Credo che abbia fatto un quadro preciso di quello che accade alle famiglie ed ai bambini con un disturbo specifico di apprendimento; i pediatri che, a volte, non sanno consigliare; le maestre che attendono non si capisce quale “maturazione”; le famiglie che cercano di attivarsi spesso senza punti di riferimenti precisi. Lei ha ragione quando dice che la serenità è la chiave, ma io aggiungerei anche l’accettazione del problema come superabile, se ci crediamo noi ci crederanno anche i nostri figli e daranno il massimo per dimostrare le loro capacità a tutti.

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