Un flash
Posted: Thu Dec 17, 2009 5:02 pm
Stamattina, con la Kily sotto le coperte con me, ho avuto un flash.
I giorni in ospedale e le dimissioni.
Il dolore acuto, le lacrime, questo fagotto che ciucciava come impazzita e che piangeva se la mettevo nella sua culletta di plastica trasparente.
Le infermiere che mi accudivano dolcissime.
Set nel letto accanto che si alzava ogni ora per vedere se avevo bisogno, che mi aiutava a cambiare lato, che mi asciugava le lacrime di dolore, che accoglieva gli amici e che cercare di scherzare con me.
Ricordo le dimissioni con un freddo incredibile fuori, le montagne limpide fuori dalla finestra, lei nell'ovetto che scompariva, tanto era piccola.
Il libricino che mi hanno dato prima di uscire, dove veniva spiegato bene l'allattamento, le posizioni, le precauzioni, i consigli.
La mano dell'ostetrica sopra alla mia fronte e lei che mi diceva "andrà tutto bene, siamo nate per allattare e per accudire i nostri figli. tu occupati solo di lei e tienila sempre con te".
Mi veniva da piangere, mi sentivo incapace, una bambina di 5 anni.
Tornavo a casa con un fardello di nemmeno 4 chili, e non-avevo-idea-di-cosa-fare.
Mi è tornata alla pancia la sensazione di "e adesso?".
Che è terribile, e me la ero dimenticata.
In realtà poi le cose sono andate benissimo, l'istinto ha avuto la meglio e non ci sono stati problemi.
Ma che effetto salire in macchina DIETRO e vedere davanti un cosino piccolo dentro ad una tuta immensa.
Ma chi sei? Ma cosa vuoi? Cosa devo fare per te?
Sono sensazioni che avevo rimosso e mi sono rimbalzate addosso stamattina...
I giorni in ospedale e le dimissioni.
Il dolore acuto, le lacrime, questo fagotto che ciucciava come impazzita e che piangeva se la mettevo nella sua culletta di plastica trasparente.
Le infermiere che mi accudivano dolcissime.
Set nel letto accanto che si alzava ogni ora per vedere se avevo bisogno, che mi aiutava a cambiare lato, che mi asciugava le lacrime di dolore, che accoglieva gli amici e che cercare di scherzare con me.
Ricordo le dimissioni con un freddo incredibile fuori, le montagne limpide fuori dalla finestra, lei nell'ovetto che scompariva, tanto era piccola.
Il libricino che mi hanno dato prima di uscire, dove veniva spiegato bene l'allattamento, le posizioni, le precauzioni, i consigli.
La mano dell'ostetrica sopra alla mia fronte e lei che mi diceva "andrà tutto bene, siamo nate per allattare e per accudire i nostri figli. tu occupati solo di lei e tienila sempre con te".
Mi veniva da piangere, mi sentivo incapace, una bambina di 5 anni.
Tornavo a casa con un fardello di nemmeno 4 chili, e non-avevo-idea-di-cosa-fare.
Mi è tornata alla pancia la sensazione di "e adesso?".
Che è terribile, e me la ero dimenticata.
In realtà poi le cose sono andate benissimo, l'istinto ha avuto la meglio e non ci sono stati problemi.
Ma che effetto salire in macchina DIETRO e vedere davanti un cosino piccolo dentro ad una tuta immensa.
Ma chi sei? Ma cosa vuoi? Cosa devo fare per te?
Sono sensazioni che avevo rimosso e mi sono rimbalzate addosso stamattina...