L'inizio della scuola media
Posted: Tue Sep 20, 2016 9:50 am
Scrivo per raccontare un po' l'inizio di questa nuova avventura per Nicolò.
E' partito con grande entusiasmo e lo vedo dal fatto che mi racconta molto di più di quanto non avesse mai fatto alle elementari.
In classe è molto partecipativo durante le lezioni e alza spesso la mano per intervenire e rispondere; anche questa cosa mi suona diversa da come si comportava alle elementari, dove, mi riferivano i maestri, era spesso distratto, con la testa fra le nuvole.
Mi lascia però un po' pensierosa il rapporto con i compagni.
Ieri mi ha confessato di passare l'intervallo seduto al banco perchè ha vergogna ad andare a conoscere gli altri; non è ancora riuscito a sbloccarsi e tende a restare un po' isolato.
Io gli ho dato qualche consiglio su come "rompere" questo muro iniziale ma, essendo io stata bambina timiderrima e vergognosa, capisco benissimo quella sensazione di ansia e di indecisione a farsi avanti con il gruppo.
C'è di buono che ha confessato di essere molto timido alla prof di inglese, la quale gli è subito stata simpatica e sembra che lei lo abbia un po' spronato.
Vedremo oggi come è andata...
io lo vedo da un lato tanto entusiasta ma dall'altro estremamente insicuro...
ieri sera, poi, ho guardato il quaderno di storia dove aveva scritto qualche riga in classe; ha scritto malissimo ed in modo molto disordinato e quando gliel'ho fatto notare (senza sgridarlo ne' rimproverarlo) è scoppiato a piangere dicendo che non era riuscito a scrivere perchè la prof dettava in fretta.
Mi è sembrata una reazione un po' esagerata e non sono riuscita a capire se era un pianto di stanchezza, di sfogo o perchè magari era stato ripreso allo stesso modo dalla prof a scuola.
Non so, lo sto osservando e cerco di farmi raccontare il più possibile; forse sono io troppo apprensiva ma in confronto agli altri suoi amici mi sembra fragile e talvolta immaturo...
E' partito con grande entusiasmo e lo vedo dal fatto che mi racconta molto di più di quanto non avesse mai fatto alle elementari.
In classe è molto partecipativo durante le lezioni e alza spesso la mano per intervenire e rispondere; anche questa cosa mi suona diversa da come si comportava alle elementari, dove, mi riferivano i maestri, era spesso distratto, con la testa fra le nuvole.
Mi lascia però un po' pensierosa il rapporto con i compagni.
Ieri mi ha confessato di passare l'intervallo seduto al banco perchè ha vergogna ad andare a conoscere gli altri; non è ancora riuscito a sbloccarsi e tende a restare un po' isolato.
Io gli ho dato qualche consiglio su come "rompere" questo muro iniziale ma, essendo io stata bambina timiderrima e vergognosa, capisco benissimo quella sensazione di ansia e di indecisione a farsi avanti con il gruppo.
C'è di buono che ha confessato di essere molto timido alla prof di inglese, la quale gli è subito stata simpatica e sembra che lei lo abbia un po' spronato.
Vedremo oggi come è andata...
io lo vedo da un lato tanto entusiasta ma dall'altro estremamente insicuro...
ieri sera, poi, ho guardato il quaderno di storia dove aveva scritto qualche riga in classe; ha scritto malissimo ed in modo molto disordinato e quando gliel'ho fatto notare (senza sgridarlo ne' rimproverarlo) è scoppiato a piangere dicendo che non era riuscito a scrivere perchè la prof dettava in fretta.
Mi è sembrata una reazione un po' esagerata e non sono riuscita a capire se era un pianto di stanchezza, di sfogo o perchè magari era stato ripreso allo stesso modo dalla prof a scuola.
Non so, lo sto osservando e cerco di farmi raccontare il più possibile; forse sono io troppo apprensiva ma in confronto agli altri suoi amici mi sembra fragile e talvolta immaturo...