Separazione e figli
Posted: Tue Apr 05, 2011 12:23 pm
Figli e separazione
So che ne avete già parlato.
Però ho letto su una rivista (non ricordo quale, credo Donna Moderna) un articolo di Antonella Boralevi
Su una indagine fatta in Francia, da cui emerge che i figli di genitori separati crescono con disagi ben identificabili. Non che diventino delinquenti, ma che comunque siano infelici e che necessitino di assistenza da parte di psicologi, psichiatri e affini.
La Boralevi si poneva una domanda che mi ha colpito. Forse perchè sono in separazione e quindi sento molto il problema.
Si chiedeva se le donne di qualche generazione fa, tenendosi il marito per tutta la vita, non fossero ignoranti o sottomesse. Forse, suggerisce la Boralevi, il loro era semplice buon senso.
Io vengo da formazione cattolica ma con buon senso, non integralista.
La separazione era considerata di sicuro non bene, però in casi estremi veniva consigliata anche dai sacerdoti stessi, come male minore per i figli nel caso che la convivenza fosse impossibile.
Io personalmente la vivo come una sconfitta, per me e per il mio quasi ex marito.
Ho tentato, calpestando il mio orgoglio, di portare avanti una convivenza di facciata, ma mi son resa conto che per i marmocchi era peggio. Sempre in tensione, con mille occasioni per far scattare la scintilla della discussione.
Però sto affrontando le difficoltà di dover spiegare la cosa al bimbo più grande, ed è dura. Lui non riesce a capire, vede ciò che vuole e non la realtà. Preferisce i genitori uniti ma litigiosi ai genitori divisi. E mi pare anche ovvio, lui spera di poterci mettere d’accordo, quando discutiamo cerca di farci fare la pace.
Io mi sento così piccola, vorrei poterlo aiutare ma purtroppo non c’è alternativa.
E contemporaneamente vedo che certi atteggiamenti negativi abituali a mio marito li sta riproponendo anche lui, in piccolo. E questo non mi piace. Non voglio che impari certi comportamenti. Ed è forse questo che mi ha convinta a prendere questa strada.
Che ne pensate?
Davvero le famiglie di prima erano migliori pur nell'ipocrisia sentimentale?
So che ne avete già parlato.
Però ho letto su una rivista (non ricordo quale, credo Donna Moderna) un articolo di Antonella Boralevi
Su una indagine fatta in Francia, da cui emerge che i figli di genitori separati crescono con disagi ben identificabili. Non che diventino delinquenti, ma che comunque siano infelici e che necessitino di assistenza da parte di psicologi, psichiatri e affini.
La Boralevi si poneva una domanda che mi ha colpito. Forse perchè sono in separazione e quindi sento molto il problema.
Si chiedeva se le donne di qualche generazione fa, tenendosi il marito per tutta la vita, non fossero ignoranti o sottomesse. Forse, suggerisce la Boralevi, il loro era semplice buon senso.
Io vengo da formazione cattolica ma con buon senso, non integralista.
La separazione era considerata di sicuro non bene, però in casi estremi veniva consigliata anche dai sacerdoti stessi, come male minore per i figli nel caso che la convivenza fosse impossibile.
Io personalmente la vivo come una sconfitta, per me e per il mio quasi ex marito.
Ho tentato, calpestando il mio orgoglio, di portare avanti una convivenza di facciata, ma mi son resa conto che per i marmocchi era peggio. Sempre in tensione, con mille occasioni per far scattare la scintilla della discussione.
Però sto affrontando le difficoltà di dover spiegare la cosa al bimbo più grande, ed è dura. Lui non riesce a capire, vede ciò che vuole e non la realtà. Preferisce i genitori uniti ma litigiosi ai genitori divisi. E mi pare anche ovvio, lui spera di poterci mettere d’accordo, quando discutiamo cerca di farci fare la pace.
Io mi sento così piccola, vorrei poterlo aiutare ma purtroppo non c’è alternativa.
E contemporaneamente vedo che certi atteggiamenti negativi abituali a mio marito li sta riproponendo anche lui, in piccolo. E questo non mi piace. Non voglio che impari certi comportamenti. Ed è forse questo che mi ha convinta a prendere questa strada.
Che ne pensate?
Davvero le famiglie di prima erano migliori pur nell'ipocrisia sentimentale?