Bambino di 3 anni con frequente mal di pancia, potrebbe essere gelosia?

Buongiorno Dott.ssa, le scrivo per una problematica che ci accompagna da due-tre settimane.
Ho un bambino di 3 anni e mezzo il quale presenta fastidi alla pancia, non dolore forte perché poi comunque gioca.
Nel mia ignoranza, mi sembra che possa avere aria intrappolata nelle pancia(alcune volte erutta e libera aria dal sederino) e sento come “bollire” il pancino.
La pediatra dice che non è niente, anche perché non ci sono altri sintomi (diarrea, vomito ecc.) e ogni tanto di dare dei fermenti lattici.
Ho provato anche Mylicon..ma con scarsi risultati.
Mi chiedo se possa essere anche un male da gelosia, ho un altro bimbo di quasi sette mesi.
Attendo una Sua risposta.
Saluti

Il mal di pancia è uno dei problemi che si riscontra più frequentemente nei bambini.

Anche quando si tratta di disturbi d lieve entità, è sempre bene riflettere su un possibile problema organico prima di pensare ad un problema di natura psicosomatica, comunque plausibile data la strettissima correlazione tra l’apparato digerente e il cervello, cioè le emozioni e ugualmente si può dire della pelle.

Per escludere qualsiasi origine organica del mal di pancia bisogna che il fastidio o il dolore si manifesti regolarmente solo di giorno o comunque quando il bambino è sveglio perché un dolore notturno che sveglia il bambino, soprattutto a 3 anni, non può considerarsi solo psicologico. Non deve trattarsi di un dolore circoscritto in un solo punto dell’addome ma deve essere un senso di tensione diffusa; non deve, ovviamente, essere accompagnato da febbre o diarrea o vomito o da prurito o infiammazione perianale. Si dovrebbe poi escludere che il bimbo abbia ossiuri o altri parassiti intestinali compresa la giardia.

Non deve essere presente sangue nelle feci né visibile, cioè macroscopico, né occulto e non dovrebbe essere presente muco. In tal caso bisognerebbe pensare soprattutto ad allergia alle proteine del latte vaccino o ad altre patologie legate ad infiammazione della mucosa intestinale. Bisognerebbe escludere l’intolleranza al lattosio o ad altri alimenti, la celiachia, ecc. Bisognerebbe anche escludere che il bimbo mangi in modo scorretto, beva bevande troppo dolcificate come i succhi di frutta oppure gasate come coca cola, aranciata, ecc. o altri alimenti che sarebbe bene evitare perché possono favorire la fermentazione intestinale.

Dal punto di vista della malattie infettive, le tonsilliti, le otiti e le infezioni alle vie urinarie possono esordire o essere accompagnate da dolori addominali o anche gastrici. Lo stomaco, infatti, in caso di faringotonsillite, riceve batteri e virus provenienti dalle alte vie respiratorie con la saliva deglutita, mentre in caso di otite catarrale si può innescare il riflesso oto colico che provoca dolori e spasmi intestinali. Alcune malattie infettive come la varicella possono esordire o essere precedute da dolori addominali.
Le turbe gastrointestinali sono le patologie psicosomatiche più frequenti sia negli adulti che nei bambini e il bambino, di per sé, tende a somatizzare le emozioni in modo molto evidente. In modo particolare, nella prima infanzia ma anche in seguito, gran parte della relazione, armonica o meno, tra madre e figlio ruota intorno all’alimentazione, dalla prima poppata della vita in poi. Problemi di stomaco come reflusso o eruttazioni o gonfiore, dal punto di vista simbolico psicosomatico possono corrispondere a situazioni o rapporto tra madre e figlio “poco digerito”, cioè mal accettato, qualcosa che il bambino vive come una situazione ingiusta oppure che suscita in lui una collera che, quando non espressa in altro modo, viene somatizzata a livello gastrico.

A volte i problemi gastrici si manifestano quando il bambino non si sente accettato o ascoltato o non più al centro delle attenzioni della madre. In questo caso, l’ipotetica gelosia per il fratellino piccolo avrebbe ragione d’essere. I bambini somatizzano a livello del colon, invece, quando hanno paura della reazione che può avere uno dei genitori in seguito ad un suo comportamento oppure quando si sentono eccessivamente responsabilizzati da chi li vorrebbe troppo perfetti o troppo maturi per la loro età.

Può succedere che questo avvenga all’arrivo del secondo figlio quando si tende a dire al primo che ora è un ometto e deve comportarsi da bambino grande, magari anche aiutando la mamma nell’accudimento del fratellino mentre fino a pochi mesi prima era lui stesso ad essere vezzeggiato e coccolato come ora succede al più piccolo. I bambini possono altresì somatizzare a livello del colon un clima familiare ansioso o nervoso o distratto da altri problemi a tal punto da trascurare i suoi ritmi e i suoi bisogni o comunque a non dar loro la stessa importanza di prima. In questo caso spesso cercano di attirare l’attenzione degli adulti con comportamenti lagnosi o fastidiosi.

L’adulto che non ha il tempo necessario per prestare tutta l’attenzione desiderata, tende a sostituirla con gratificazioni di altro tipo come regalini vari o, più spesso, con immediate gratificazioni di tipo alimentare (dolciumi, gelati, bibite, ecc.) perdendo così di vista le regole di una alimentazione corretta ed equilibrata. Questo può chiudere il circolo vizioso: disturbi intestinali legati a tensioni emotive, desiderio di maggiori attenzioni, mancanza di tempo per darle, sostituzione del tempo con gratificazioni materiali, sovralimentazione, disturbi intestinali. Io non conosco il bambino né il suo ambiente familiare, ma scrivo questo come stimolo ad una riflessione sul problema dolori addominali, troppo complesso per essere liquidato in poche righe.

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