Quando il bambino non vuole mangiare: SOS svezzamento

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Biberon o allattamento al seno, di sicuro l’ora della pappa era più semplice o almeno in genere è così per la maggior parte dei neonati. Ma cosa avviene nel momento in cui decidiamo di procedere con lo svezzamento? Per prima cosa ricordiamoci che ogni bambino è diverso dall’altro e che non sono dei piccoli robot pronti a cambiare abitudini alimentari solo perché lo abbiamo deciso noi. Quindi armiamoci di santa pazienza e procediamo seguendo le linee guida del nostro pediatra senza farci prendere dallo sconforto e senza cadere nel ricatto psicologico della prima lacrimuccia. Passare dal latte e dal suo sapore univoco, a quello delle pappe con la loro consistenza e gusto differente, non è così facile per tutti i bambini. Mentre molti sono curiosi e assaggiano tutti, altri non ne vorranno neanche sapere di avvicinare il cucchiaino alla bocca. E qui la mamma cade. Cade perché ha paura che il proprio figlio rimanga a digiuno, che non cresca, che sia affamato e spesso non sa cosa deve fare.

Come proporre i nuovi cibi al bambino

Non tutti i bambini saranno disponibili a spalancare la bocca davanti a un cucchiaio pieno di cibo nuovo. Di sicuro il piccolo avrà comunque curiosità di sapere cosa gli state proponendo e quindi il modo migliore per fargli accettare il passaggio allo svezzamento è proprio quello di mettere un po’ dello stesso cibo in una ciotola che potrà toccare con mano. Attraverso il tatto e poi assaggiando da solo potrà entrare in contatto con il nuovo alimento e cominciare anche ad avviare la fase di crescita mangiando pian piano e a modo suo da solo. Quindi, chiudiamo gli occhi se comincerà a pasticciare e a sporcarsi con il cibo perché questo è un modo per fargli prendere confidenza con l’alimentazione vera e propria. Facendo attenzione a cosa gli proponete, ricordando che il cibo può diventare anche pericoloso se dato nel modo errato, potete cominciare anche a dargli i biscotti fatti appositamente per lo svezzamento o la crosta del pane facendo attenzione che non si rompa, così che potrà giocare e assaggiare nuovi sapori allo stesso tempo.

Ricordiamoci poi di tenere lontana l’ansia e il nervosismo perché i bambini si accorgono di ogni nostro stato d’animo e potrebbero così associare questo stress alla fase della pappa, andando contro la buona riuscita dello svezzamento.

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Eva Forte, nata a Roma il 5 Maggio 1976 si
è laureata in Sociologia delle Comunicazioni di massa nel 2001 con il Prof Mario
Morcellini. Entrata da subito nell’editoria come giornalista per diverse testate cartacee
e come esperta sociologa sulla genitorialità e i contesti familiari per vari mensili di
settore, ha aperto nel 2005 l’Associazione Mamme Domani Onlus, un portale
enciclopedico per aiutare le coppie in cerca di gravidanza e i neo genitori . Oggi scrive
su magazine online di diversi argomenti, dalla cucina alla tecnologia fino all’attualità
di cronaca. Due è il suo primo romanzo a cui è seguito un giallo “In Equilibrio” e ora è
impegnata nella stesura del suo terzo romanzo “10 amanti in cucina”. Ha due figli che
prendono il primo posto nella sua vita e la passione per la cucina, la montagna e la
pittura.