Come difendere i bambini dal sole e dal caldo

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difendere i bambini dal soleCome proteggere i bambini dal sole?

Questo tutte le mamme dovrebbero saperlo. Non esporre al sole diretto neonati e lattanti fino a 6 mesi. Con molta moderazione dopo. Mai sotto l’ombrellone nelle ore più calde (dalle 11 alle 16 ora legale, minimo), se vi trovate al mare, perché i riflessi del sole sull’acqua e sui granelli di sabbia non sono evitati dall’ombra dell’ombrellone. Adottare un’alimentazione leggera con molta frutta e molti liquidi e sali minerali. Scegliere le ore di primo mattino e dopo le 4 del pomeriggio (ora legale!) per il bagno e i giochi sulla sabbia e proteggere il bambino anche se il cielo è nuvoloso, almeno il bambino molto piccolo. Proteggere gli occhi con cappellini a visiera e occhialini da sole se l’età lo consente (occhiali di buona marca a norma CE con filtri solari garantiti) e tenere indumenti di cotone larghi e leggeri sulla pelle. Creme solari a protezione superiore o uguale a 15 rispalmate più volte al giorno (non fidarsi di quelle waterproof). La sera, dopo il bagnetto, abbondante doposole e latte o crema idratante di buona marca. Usare sempre indumenti chiari e di fibre naturali, mai sintetiche. Anche durante le ore permesse, non lasciare mai il bambino al sole per un lungo periodo continuativo ma “staccare” periodicamente sotto pineta o alberi in genere. Fare molta attenzione al sole dei fine settimana: la pelle non è abituata al cambiamento di clima e all’esposizione alla luce. Attenzione alle zone ventilate che mascherano la percezione del caldo e favoriscono una lunga permanenza al sole con rischio di colpo di sole (che non dipende dal calore effettivo o percepito). Nelle prime ore del mattino e verso il tramonto tutte queste precauzioni possono essere allentate e i bambini si abbronzeranno lo stesso (carote albicocche e meloni!).

Forse non tutti sanno che sotto il sole la nostra pelle è raggiunta da vari tipi di radiazioni. Quelle che maggiormente ci interessano sono i raggi ultravioletti A e B e i raggi infrarossi. I raggi ultravioletti A penetrano in profondità, fino allo strato cutaneo che contiene i melanociti, attivandoli e aumentando la produzione di melanina: sono i raggi che abbronzano. Poi ci sono gli ultravioletti B che si fermano sugli strati più superficiali della cute e stimolano la dilatazione dei capillari: sono responsabili degli arrossamenti e delle ustioni. Infine vi sono gli infrarossi che scaldano e fanno percepire il senso di calore a chi sta sotto il sole: potenziano gli effetti dei raggi UVB.

Una buona protezione della cute durante tutta l’infanzia è un’ottima prevenzione dei tumori cutanei degli adulti, che si possono manifestare anche dopo più di vent’anni dalle lunghe esposizioni al sole (tumori degli ultraquarantenni che da giovani amavano rosolarsi per ore sotto il sole!)
Una buona prevenzione si attua con idonee creme contenenti filtri solari: esse hanno come scopo quello di assorbire una elevata frazione di radiazioni ultraviolette soprattutto B, quelle che ustionano, onde evitare l’arrossamento cutaneo permettendo comunque il passaggio degli UV A che stimolano la melanina. In realtà, però, i filtri solari non sono poi così selettivi e effettivamente ritardano l’abbronzatura. Il numero che contraddistingue il fattore di protezione di un filtro solare non ha lo stesso significato da marca a marca: esistono infatti diversi criteri di classificazione dell’entità della protezione ( SPF = Sun Protectio Factor ). Per intenderci: a parità di capacità protettiva dai raggi ultravioletti B i valori espressi con la metodica americana sono più alti rispetto ai valori espressi con la metodica europea o italiana; così, una crema italiana o europea con fattore di protezione 10, per esempio, proteggerà come una crema americana con fattore di protezione 15. E’ bene ricordarsi questo quando si viaggia all’estero e si acquistano cosmetici sul posto

Colpo di sole

Può manifestarsi dopo una prolungata esposizione ai raggi solari. E’ dovuto all’effetto delle radiazioni ultraviolette ed infrarosse sul corpo e sulla testa. Si manifesta con un malessere generale improvviso, un forte mal di testa accompagnato o meno da giramenti di testa e vertigini, nausea, pelle secca e molto arrossata e temperatura corporea alta, superiore ai 38°C.

Il soggetto che presenta questi sintomi va immediatamente trasportato in un luogo ombreggiato e ventilato, possibilmente fresco, sdraiato con le gambe tenute alte, oltre i 30° rispetto al bacino. Poi si cerca un lenzuolo o un grosso asciugamano, lo si bagna con acqua fredda e con esso si avvolge il corpo. Se possibile si misura la temperatura corporea e si continuano le spugnature con teli freddi e umidi fino a che la temperatura non scende sotto i 38°C cambiandoli ogni volta che, a contatto con la pelle calda, si riscaldano. Nel frattempo si fa bere acqua fresca o fredda, con o senza sali minerali, a piccole dosi e in più riprese in base alla collaborazione del soggetto. Quando la temperatura scende si consiglia di fare controllare il soggetto nel più vicino ospedale, possibilmente chiamando un’ambulanza se il luogo lo permette: manovre maldestre o cambiamento di posizione troppo precoce  potrebbero far sorgere complicazioni. L’ambulanza ha la barella e il soggetto può rimanere orizzontale.
Se la pelle presenta ustioni di primo grado (solo arrossamento) basta il freddo del lenzuolo bagnato; se di secondo grado con vescicole e escoriazioni è necessaria mantenere la pelle pulita e detersa con acqua e si applicano pomate contenenti acido jaluronico.

Colpo di calore

Può insorgere quando un soggetto soggiorna a lungo in ambiente con temperatura troppo alta e elevato tasso di umidità (uguale o superiore a 60%), non ventilato. L’organismo non riesce a mettere in atto i meccanismi di adattamento necessari o se li mette in atto non sono sufficienti (ambienti chiusi sovraffollati, paesi tropicali); questo significa che il colpo di calore  può anche manifestarsi senza sole.
I sintomi sono: irrequietezza, mal di testa, ronzìo alle orecchie, aumento della temperatura corporea sopra i 38°C, pelle calda al tatto e congestionata, viso paonazzo, respiro frequente, cuore tachicardico e aritmico, pupille dilatate, poca o nulla sudorazione, pressione bassa fino allo svenimento.
Cosa fare? Portare la persona in luogo fresco ventilato e ombreggiato, sdraiare e soollevare le gambe, svestire anche completamente o il più possibile, tamponare il corpo con acqua fredda (come per il colpo di sole) e mettere borsa del ghiaccio in testa. Smettere le spugnature con acqua fredda quando la temperatura corporea scende sotto i 37°C. Anche in questo caso meglio recarsi in ospedale per controlli.

Collasso da calore, o sincope da caldo

E’  dovuto ad eccessiva perdita di acqua e sali e da conseguente disidratazione. I sintomi sono: sudorazione abbondante, debolezza, nausea, vomito, ipotensione, polso rapido e sottile (debole), aumento della frequenza respiratoria con occasionale lieve affanno, lieve rialzo termico ma occasionale, pelle umida e piuttosto fresca.
Che fare? Reidratare con acqua e sali. Se non si hanno a disposizione, in un litro di acqua sciogliere un cucchiaino da thè di sale e due cucchiaini di zucchero. Bere a piccoli sorsi a ripetizione.

Scottature

Se dolorose, acqua fredda sotto forma di impacchi o immersione della pelle fino alla scomparsa del dolore; pulizia accurata con acqua sterile se disponibile, altrimenti acqua fatta bollire per 20 minuti e raffreddata velocemente in freeezer poi pomate grasse a base di acido jaluronico e di anestetico locale se il dolore è forte. Non rompere le vesciche per nessun motivo. Ovviamente ospedalizzazione ove necessario, anche solo per una corretta medicazione.

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Come difendere i bambini dal sole e dal caldo
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