Come gestire i capricci di tuo figlio senza perdere il controllo


“Quando il mio bambino urla e fa i capricci, mi fa scattare la rabbia. Non riesco proprio ad evitarlo. Finisco sempre per gridare anche io, o peggio”. – Caterina

Molti genitori mi dicono che quando il loro bambino diventa sfidante, “non riescono ad evitare” di perdere le staffe. Ma se non riusciamo a mantenere la calma quando ci sentiamo provocati, come possiamo aspettarci che i nostri figli lo facciano? Quando si vive con i bambini, ci si deve aspettare un comportamento infantile. Il nostro compito è quello di calmare la tempesta, non di trasformarla in uno tsunami.

Come gestire i capricci di tuo figlio senza perdere il controllo

Come possiamo favorire l’autoregolamentazione e l’intelligenza emotiva e scoraggiare le sceneggiate e dei capricci?

1. Fermati, lascia decantare (indipendentemente dai tuoi impegni del momento, almeno fino a quando non sarai più calma) e respira. Ricorda che non è un’emergenza. A volte non si può evitare di perdere le staffe ma è possibile allenarsi a notare quando questo sta accadendo, e allontanarsi dall’innesco.

Con il bambino è ancora possibile impostare delle regole. Una volta che ti sarai calmata, sarai in grado di connetterti con lui prima di intervenire, in modo da poter calmare la tempesta, invece di peggiorare le cose. (No, non apparirai debole. Apparirai come qualcuno che sa gestire i suoi momenti di rabbia. Tu sei il suo modello, ricordi?)

2. Non tentare di correggerlo quando sei arrabbiata a meno che non sia in una situazione di pericolo. Metti in salvo il bambino che si trova in pericolo senza discutere con lui. Se senti il bisogno impellente di sgridare tuo figlio, questo è il segnale che il tuo coinvolgimento emotivo è negativo. Quando il tuo bambino inizia ad apparire come il nemico, morditi la lingua e allontanati.

3. Ricordati che tuo figlio non si sta comportando male per farti un dispetto. Se sta “recitando”, sta recitando emozioni che non riesce a spiegare verbalmente. Sta ancora imparando e il suo cervello è ancora in fase di sviluppo, quindi ha bisogno del tuo aiuto per calmarsi e mettere i suoi sentimenti in parole.

4. Controlla il tuo temperamento, non quello di tuo figlio. È naturale rispondere alla sfida del tuo bambino con rabbia. Ma questo non aiuterà la situazione, semplicemente intensificherà la tempesta. Evita qualsiasi azione se noti che sei preda di emozioni negative. La tua priorità è quella di sciogliere quel nodo nel petto che ti sta facendo sentire così turbata. Una volta che ti ritroverai in uno stato di calma, anche tuo figlio sarà più ragionevole. Se non lo è, vai al consiglio #5.

5. Crea sicurezza ascoltando. Se il tuo bambino è capriccioso o il tuo adolescente sta gridando, ciò di cui ha bisogno tuo figlio è di essere ascoltato. Prova a dirgli: “Devi essere molto turbato per  parlarmi in questo modo… cosa sta succedendo? Poi ascolta.

Ti chiedi come è possibile che tuo figlio smetterà di fare capricci o di gridare se oltretutto lo “ricompensi” ascoltandolo? Se si sente ascoltato, non avrà bisogno di gridare. Non appena percepirà la sicurezza attraverso la tua voce calma e capirà che hai voglia di ascoltare il suo punto di vista, il tuo bambino inizierà a calmarsi. Non è una ricompensa. Gli stai insegnando che non è necessario gridare.

E, infine, i bambini imparano la regolazione emotiva dal nostro esempio. Ecco che quindi urlargli dietro è un insegnamento sbagliato. Naturalmente è necessario porre dei limiti ai comportamenti pericolosi, ma è possibile farlo con empatia in modo da creare sicurezza emotiva allo stesso tempo. Non è mai consigliato limitare i sentimenti. E no, mandare il bambino nella sua stanza a calmarsi non crea sicurezza emotiva: insegneresti a tuo figlio che le sue emozioni sono qualcosa di cui vergognarsi ed aver paura.

6. Ricordati che il perno di tutto è la comunicazione. Uno dei più grandi errori che i genitori commettono quando il loro bambino è arrabbiato è cercare di soffocare la sua rabbia. Ma questo farà sentire il bambino inascoltato il che aumenterà la sua furia e innescherà anche una lotta di potere.

Quindi, se ad esempio il tuo bambino inizia a scaraventare a terra tutto ciò che si trova sulla tavola, dovresti evitare di dirgli: “raccogli subito tutto!”. Lui sa che sta infrangendo le regole – ed è esattamente per questo che lo ha fatto, così che tu possa notare quanto è turbato. Cogli invece l’occasione di vedere il suo comportamento come un modo per comunicare e rispondi a ciò che sta cercando di dirti. “Mi stai mostrando quanto sei furioso lanciando cose sul pavimento. Vedo che sei molto arrabbiato. Prova a dirmelo a parole e ti ascolterò”. Resisti alla tentazione di “punirlo” fino a quando tutti non si saranno calmati.

7. Ammorbidisci il tuo cuore. E se il bambino è bloccato nella rabbia e non si ammorbidisce? Mostragli la via. Ammorbidisci il tuo cuore. Certo, hai ragione, almeno dal tuo punto di vista. Ma preferisci avere ragione, o avere amore? Lascia andare l’idea di avere ragione e prova a vederla dal suo punto di vista. Si ammorbidirà in risposta, e ti mostrerà le lacrime e le paure che si celano dietro la rabbia.

8. Fai una pausa. Non riesci ad ammorbidirti in questo momento, perché siete entrambi troppo arrabbiati? Lascia andare per ora. Di’ a tuo figlio: “Devo calmarmi un momento, poi troveremo il modo per risolvere questa situazione”. Una volta calmata, trova un modo per riconnetterti con lui. Sii un modello per il tuo bambino: forniscigli un buon esempio su come superare un momento negativo tra di voi. Usa il tocco fisico e le risate giocose per costruire la fiducia e la sicurezza.

Il segreto è tutto qui: meno drammi, più amore.


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