In viaggio con il pancione

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ist1_5596120-depressed-pregnant-woman-carrying-suitcases.jpgViaggiare con il pancione puòessere un’ottima occasione per la futura mamma: da una parte puòdistrarsi dalle ansie che l’assillano durante la dolce attesa edall’altra può godere degli ultimi giorni di "libertà"prima dell’arrivo del bambino.

Il periodo

Come gli stessi medici consigliano, ilperiodo migliore per viaggiare è quello del secondo trimestre:dal quarto al sesto mese, infatti, diminuisce il rischio d’aborto,in genere spariscono anche fastidi come nausee e vomito, la pancia èancora piccola e la mamma può muoversi ancora agevolmentesenza sentire eccessivamente il peso.

Personalmente ho viaggiato durantel’ottavo mese: è stato un po’ faticoso (soprattutto perchéavevo già una bambina di due anni e mezzo da seguire e ilperiodo del viaggio coincideva con l’estate), ma ècertamente un’esperienza che ripeterei. Ho conosciuto donne chehanno attraversato l’Australia in auto al settimo mese digravidanza, altre che hanno volato con un pancione di nove mesi: sonocasi un po’ estremi, ma non impossibili. L’importante èvalutare attentamente le proprie condizioni fisiche, consultarsi conil ginecologo e non strafare.

E sempre a proposito del periodo digestazione, se avete intenzione di prendere l’aereo informatevi inanticipo: alcune compagnie, infatti, non accettano donne incinte dopol’ottavo mese o anche prima… per non correre rischi di parti involo!

Precauzioni

Se non ci sono controindicazioni orischi particolari, quindi, viaggiare in gravidanza puòrivelarsi un’esperienza piacevole, purché si abbia il buonsenso di seguire alcune precauzioni, che il vostro medico di fiduciasaprà certamente darvi.

Meglio scegliere le stagioniintermedie, come primavera ed autunno, evitare luoghi troppo caldi escegliere comunque destinazioni dove sia possibile essere assistitein caso di "emergenza" ed evitare quelle in cui ci siano rischiper la salute della mamma e del bambino (infezioni, epidemie, ecc.).

Mezzi di trasporto

Per quanto riguarda i mezzi ditrasporto, c’è una regola unica per tutti: non trascorreretroppo tempo sedute ed immobili. Quindi meglio evitare voliintercontinentali (o se proprio lo si desidera, muoversi in aereo ilpiù spesso possibile) e viaggi in barca se fino a due giorniprima si è sofferto di nausea gravidica.

Nel caso di viaggi lunghi, fare sostefrequenti, sgranchirsi con una piccola passeggiata e un po’ distretching, bere molto e tenere sollevate le gambe.

Inutile dire, infine, che èmeglio lasciar perdere la moto o la bicicletta: come mi disse ungiorno la mia ginecologa "Pensa solo che se cadi e ti fratturi unosso, il primo problema è quello di doverti sottoporre ad unaradiografia!"

Cibo

Seguite le stesse norme igieniche edabitudini alimentari di qualsiasi altro viaggiatore, magari conqualche accortezza in più se vi recate in alcuni Paesi arischio di infezioni: niente cibo crudo, acqua solo in bottiglia,niente ghiaccio e consumate solo il cibo di cui siete certi dellaprovenienza e del luogo di preparazione.

Il bambino nella pancia

Nonostante la ricerca compia passi dagigante, nessun medico ha finora pensato di monitorare le reazioni diun bambino nella pancia di una mamma viaggiatrice.

Ma, sempre sulla base della miaesperienza, posso dire che più mi muovevo e più il miopiccolo riposava tranquillo. Come avviene il più delle volteper molte donne, mio figlio scalciava solo quando stavo seduta o misdraiavo, perché una mamma che cammina culla il suo bambino.

Cosa portare

Tutto ciò che in genere usateanche a casa e che può rendere più comodo il viaggio,in particolare:

  • scarpe comode

  • medicinali e integratori (se ne assumete)

  • una cartella con gli esami medici (meglio una copia) nel caso in cui dobbiate effettuare un controllo

  • prodotti di igiene usati abitualmente (meglio non cambiarli durante il viaggio, in gravidanza a volte si sviluppano intolleranze e allergie)

In viaggio con il pancione
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