Prevenzione senologica

prevenzioneseno.jpgPrima di parlare di prevenzione in ambito oncologico e, nella fattispecie, in senologia, occorre precisare la distinzione che classicamente si fa tra prevenzione primaria e secondaria.
Con la prima si intendono le procedure e le norme che si mettono in atto per evitare le cause di malattia, con la seconda invece si intendono tutte le pratiche che consentono il riconoscimento precoce dei primi sintomi e segni di malattia in una fase in cui la malattia stessa è considerata più facilmente curabile e guaribile.
È evidente pertanto che sarebbe auspicabile agire sempre nell’ambito della prevenzione primaria, quella cioè che rimuove le cause, piuttosto che nella diagnosi precoce, la quale, per quanto precoce può essere, consente un intervento che è però già tardivo rispetto all’insorgenza di malattia, seppur confinata e curabile.
In altri termini: è preferibile non fumare piuttosto che curare un piccolo tumore polmonare diagnosticato tempestivamente.

Perché, però, si possano rimuovere le cause occorre innanzitutto conoscerle e cioè non è sempre possibile.
In ambito senologico, ad esempio, non vi sono cause del tumore mammario unanimemente riconosciute e si preferisce quindi parlare di fattori di rischio, la cui presenza aumenta le probabilità di insorgenza del tumore ma la cui assenza non la preclude.

Tra questi fattori di rischio si distinguono:

fattori costituzionali e fisiologici come la familiarità, il menarca precoce, la menopausa tardiva, la nulliparità, la prima gravidanza in età avanzata, il mancato allattamento, l’eccesso ponderale in menopausa.

fattori ambientali e comportamentali come le radiazioni ionizzanti in giovane età, la dieta ipercalorica e ricca in grassi e povera in fibre, l’eccessivo consumo di alcoolici, la contraccezione orale, la terapia ormonale in menopausa, la sedentarietà.

Si evince facilmente che se poco c’è da fare per evitare i fattori di rischio costituzionali, diverso è il discorso per quelli ambientali e comportamentali per i quali, nell’ottica della prevenzione senologica e di un corretto stile di vita, qualche indicazione si può dare e cioè:
limitare le indagini radiologiche soprattutto alla colonna e al torace in giovane età
limitare al necessario il trattamento ormonale sostitutivo
ridurre l’apporto calorico alimentare limitando l’assunzione di grassi e zuccheri
aumentare l’apporto alimentare di frutta e verdura
ridurre l’assunzione di bevande alcooliche
– impegnarsi in attività fisiche costanti e regolari

Sempre nell’ambito della prevenzione primaria, un discorso a parte merita la prevenzione farmacologica che viene effettuata con "inibitori ormonali" ma che attualmente, pur avendo concluso la prima fase sperimentale, resta comunque indicata per casi altamente selezionati di pazienti ad "alto rischio" per assetto genetico, per diagnosi di lesioni mammarie precancerose, ecc.

Se poi si passa dalla prevenzione delle cause alla prevenzione secondaria, o meglio, alla diagnosi precoce, allora i risultati gratificanti nella lotta al tumore mammario sono sicuramente più tangibili.
In questo caso le indicazioni sono meno generiche e si concretizzano in programmi di controlli senologici articolati sulla base dell’età della paziente, delle caratteristiche strutturali delle mammelle e della "storia senologica" personale, vale a dire sulla presenza o meno di familiarità, sulla presenza di lesioni mammarie, sull’assunzione di terapie ormonali, e così via.

Tralasciando i casi delle pazienti, nelle quali i programmi di controllo vanno selezionati di volta in volta, in linea generale alle donne asintomatiche per patologia mammaria si possono schematicamente suggerire i seguenti accertamenti proposti per classi di età:
al di sotto dei 40 anni: esame clinico + ecografia mammaria con cadenza annuale, in assenza di reperti che possano richiedere una integrazione anche mammografica o cito-istologica
tra 40 e 50 anni: esame clinico + mammografia + eventuale ecografia ogni 12-18 mesi
oltre 50 anni: gli attuali programmi di screening prevedono l’effettuazione dell’esame mammografico ogni 2 anni anche se c’è ampio consenso nel suggerire di sottoporsi a visita senologica + mammografia con cadenza preferibilmente annuale.

In conclusione, la prevenzione senologica, oggi, si concretizza in maniera prevalente nei programmi di screening e si affida, pertanto, alla diagnosi precoce che ha consentito di abbattere drasticamente la mortalità per carcinoma mammario, rendendo quest’ultimo una malattia curabile nella grande maggioranza dei casi.
Perché però il tumore mammario possa essere diagnosticato e trattato tempestivamente, occorre che le donne si sottopongano a controlli e indagini costanti e regolari, vincendo la pigrizia e a volte l’ansia che spesso accompagna tali controlli.