La salute al femminile: gli ospedali con il bollino rosa

20071210145250_od_onda_def.jpgIn Italia, come nella stragrande maggioranza degli altri Paesi europei, le donne rappresentano le principali utenti dei servizi sanitari. Le donne infatti vivono più a lungo degli uomini ma sono proprio loro che tendono ad ammalarsi di più. Non si sta parlando solo di malattie prettamente femminili; rispetto agli uomini nelle donne c’è una maggiore incidenza di malattie come diabete (+ 9%), cataratta (+ 80%), ipertensione arteriosa (+ 30%) alzheimer (+ 100%), cefalea ed emicrania (+ 123%), fino ad arrivare all’osteoporosi (addirittura 736 % in più).

Simili statistiche hanno costretto il mondo della scienza a unariflessione che ha portato alla nascita di un nuovo tipo di medicina:la medicina di genere, che tiene conto delle fisiologiche differenzetra uomini e donne sia nella teoria che nella pratica clinica.

La medicina di genere permette di evidenziare anche nel campo della ricerca farmacologica le diverse risposte all’assunzione dei farmaci da parte dell’organismo femminile rispetto a quello maschile. Si è infatti osservato che alcuni farmaci usati sui maschi non hanno gli stessi risultati sulle donne. Prendiamo ad esempio l’aspirina: in piccole dosi ha un effetto protettivo contro l’infarto, ma non contro l’ictus, questo vale però solo per il sesso forte perché nelle donne funziona esattamente al contrario. A livello di sperimentazione clinica il campione femminile è sempre stato poco rappresentato, si tende a non reclutare le donne per testare nuovi farmaci perché troppo soggette a variazioni ormonali che potrebbero interferire sull’effetto delle sostanze da testare.
Malgrado la scarsa partecipazione femminile alla sperimentazione, l’azione e l’utilizzo dei medicinali viene comunque considerato uguale nei due sessi, si è sempre pensato che un farmaco testato sugli uomini vada bene anche per le donne. Nell’ambito della farmacologia le cose stanno però cambiando e si parla sempre più di farmaci "gender-oriented", ossia diversamente testati su uomini e donne.

Ma l’esigenza di una medicina che tenga conto della diversità tra uomini e donne non può non riguardare anche le strutture ospedaliere. In Italia ospedali con un particolare occhio di riguardo alle donne ci sono e sono valutati in base a dei criteri di eccellenza che vanno da uno a tre bollini rosa. Merito del progetto OspedaleDonna dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna (O.N.Da.). L’O.N.Da. nasce con l’obiettivo di "promuovere una cultura della salute di genere intesa nel senso di creare la consapevolezza che l’appartenere al sesso femminile o maschile influenza la salute e la percezione della salute" e altresì "stimolare la ricerca sulle principali patologie che colpiscono l’universo femminile".

Ogni anno l’Osservatorio Nazionale raccoglie le candidature degli ospedali sparsi in tutta la penisola e premia con i bollini rosa quelle strutture che dimostrino di avere particolari requisiti:
1 bollino rosa: attenzione riservata a malattie femminili con la presenza di reparti di ostetricia e ginecologia avanzati, reparti specializzati per la cura e la prevenzione dei tumori al seno, all’ovaio e all’utero, o reparti specializzati in malattie in forte aumento tra le donne come il tumore ai polmoni, le malattie cardiovascolari e neurovegetative. Un altro fondamentale requisito è l’esistenza di servizi dedicati alle esigenze delle donne, come aree per restare con i propri bambini durante gli orari di visita, parcheggi riservati a chi è in dolce attesa o la possibilità di effettuare il parto in acqua.
2 bollini rosa: attività di ricerca e pubblicazioni scientifiche con argomenti riguardanti patologie femminili.
3 bollini rosa: presenza di donne in posizioni di rilievo dirigenziale nella direzione scientifica, in quella generale o sanitaria, personale infermieristico prevalentemente femminile, centralità della paziente e struttura a misura di donna sotto il profilo architettonico.
Su un totale di 115 candidature pervenute, quest’anno sono stati 96 gli ospedali premiati, 52% al Nord, il 22% al Centro e il 26% nel sud e nelle isole.
Si può consultare l’elenco dettagliato degli ospedali premiati sul sito: http://www.ondaosservatorio.it/