Antibiotico resistenza: è allarme mondiale.


batteriL’utilizzo degli antibiotici è finito già da diversi anni sotto la lente di ingrandimento di esperti e studiosi i quali vogliono monitorare la reale efficacia di questi farmaci.

La loro scoperta risale al 1928 e da allora si è sempre parlato di una classe di molecole di fondamentale importanza per la cura di alcuni problemi. In particolare, gli antibiotici hanno dimostrato notevole efficacia nei confronti delle infezioni batteriche, ma col tempo questo discorso ha subito un netto cambiamento. Infatti, se prima si parlava di molecole infallibili e in grado di curare bene le infezioni virali, oggi il fenomeno della antibiotico resistenza sta diventando sempre più preoccupante. Per capire bene il tipo di allarme e soprattutto i motivi che spingono alla preoccupazione basti pensare che esistono oltre quindici classi di antibiotici. Ognuna di queste classi è specifica nei confronti di batteri e virus determinati, ecco perché non si può parlare di antibiotico perfetto capace di sconfiggere qualsiasi infezione.

Il fenomeno dell’antibiotico resistenza è di grandissima attualità e sta inducendo a forti preoccupazioni.

Questa viene determinata nel momento in cui un antibiotico non ha più la sua originaria efficacia nei confronti di un batterio: ciò è legato ad una maggiore resistenza e capacità di sopravvivere anche in presenza dell’antimicrobico stesso. L’antibiotico-resistenza è comunque un qualcosa che può essere intrinseco nel batterio: ciò non determina preoccupazioni, ma anzi ha permesso di sviluppare una serie di molecole alternative e specifiche verso determinati agenti infestanti. Il problema principale è legato soprattutto all’antibiotico resistenza indotta da modificazioni genetiche. Nel momento in cui cambiano le condizioni ambientali, il batterio potrebbe acquisire una maggiore resistenza, ecco perché se pur si somministra l’antibiotico esso potrebbe non avere alcun effetto sulla salute dell’uomo. La preoccupazione che induce tale fenomeno è testimoniata dall’elevato numero di morti causati in tutto il mondo da cure non abbastanza mirate e forti per eliminare qualsiasi rischio legato a determinate infezioni. I batteri, infatti, continuano a proliferare e non subiscono alcuna alterazione nella loro crescita, inducendo in casi molto gravi anche alla morte.

molecole antibioticoProprio il numero elevato e sempre crescente di morti per via di infezioni virali è stato posto all’attenzione di esperti.

Dall’Università di Harvard arriva uno studio che parla addirittura della possibilità che i batteri possano diventare imbattibili, determinando conseguenze drammatiche all’interno degli organismi umani, ma anche animali e vegetali. Un tema che diventa così di grandissima attualità ed inizia ad interessare sempre di più sia persone che fanno parte del mondo della sanità, sia cittadini comuni che vogliono capire bene come e in che modo poter utilizzare un antibiotico. La settantesima sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite avrà proprio l’antibiotico resistenza come argomento principale e si pone come obiettivo quello di focalizzare le prospettive future e gli interventi da mettere in atto anche in tempi brevi. Si tratterà di un vero e proprio meeting che analizzerà attentamente tutti gli aspetti della resistenza antimicrobica invitando alla partecipazione sia le organizzazioni non governative che esponenti della società civile, così come le istituzioni.

Il primo obiettivo del meeting delle Nazioni Unite è quello di divulgare e soprattutto sottolineare l’importanza di questo aspetto degli antibiotici, molto sottovalutato anche nelle zone occidentali.

L’allarme vero e proprio è stato lanciato da Keiji Fukuda, medico ed esponente di rilievo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che si occupa proprio della resistenza antimicrobica. Il medico ha parlato chiaro, sottolineando come prima del 2016 l’unico allarme di resistenza antimicrobica era da collegare unicamente a patologie molto gravi come l’ebola, l’HIV ed altre malattie croniche diffuse anche in paesi ricchi. Una situazione che potrebbe diventare molto più allarmante del previsto anche per via del pericolo che non viene affrontato in maniera corretta, a partire dalla mancata divulgazione. Fukuda ha specificato come i dati in ottica futura sono drammatici se le cose continueranno così: si potrebbe arrivare ad oltre un milione di morti nel 2025. Tali numeri hanno spaventato tutti, ecco perché ci si attende una pronta risposta anche da ricercatori ed esperti dei colossi farmaceutici mondiali.

Un allarme che non è assolutamente improvviso e né tanto meno legato a casi fortuiti e sporadici.

Infatti, come sottolineano gli esperti, già nel 2015 la resistenza agli antimicrobici è iniziata a salire agli onori della cronaca per un caso molto particolare. All’epoca fu uno studio riportato sull’importante rivista scientifica, The Lancet Infectious Diseases, a sottolineare la pericolosità del cosiddetto batterio degli incubi. Si trattava di un ceppo particolarmente virulento di Escherichia coli che rientra in quella categoria di batteri presenti nell’intestino dell’uomo. Il pericolo maggiore che deriva da questo ceppo di batterio è soprattutto legato allo sviluppo di una infezione che può determinare addirittura la morte in casi molto gravi. Infatti tale ceppo è assolutamente resistente ad ogni tipo di antibiotico, anche la colistina che è considerata come salvavita. In Cina furono rinvenuti diversi casi mortali di infezione grave da batterio degli incubi, ecco perché sono avanzati gli studi sulla resistenza dei batteri nei confronti degli antimicrobici.

antibiotico resistenzaAllarme proseguito anche con il caso, ormai celebre, della donna infetta dallo stesso ceppo negli Stati Uniti, e precisamente in Pennsylvania.

Il batterio è stato isolato ed è ancora in fase di analisi presso alcuni dei principali laboratori della nazione. Il primario obiettivo è quello di poter chiarire precisamente le prospettive della terapia antivirale e soprattutto il tipo di farmaci che è preferibile utilizzare nei diversi casi. La lente d’ingrandimento degli scienziati è posta in primo luogo sulla possibilità di proliferazione di questi batteri che da molti vengono considerati come dei superbatteri, capaci di resistere bene a molti antibiotici. Si stanno valutando le condizioni ambientali in cui essi riescono a crescere e soprattutto quali possono essere le cause che hanno determinato lo sviluppo di questo ceppo pericolosissimo di Escherichia coli. Un allarme non da poco è stato lanciato sempre dalla rivista The Lancet Infectious Diseases che ha parlato di pericoli notevoli per il futuro: continuando così, la situazione spalancherebbe le porte ad un’era post-antibiotica, ovvero in cui questi farmaci potrebbero risultare quasi del tutto inutili.

Le previsioni sono preoccupanti ed allarmanti: stando alle stime più recenti provenienti dagli istituti di ricerca degli Stati Uniti, si parlerebbe di un morto ogni cinque secondi nel 2050.

Nell’ottica della ricerca anche l’Italia potrebbe assumere una posizione di un certo rilievo, anche perché basti pensare che la rifampicina, antibiotico fondamentale per curare la tubercolosi, è stato scoperto proprio da studiosi italiani. Le analisi saranno approfondite in tutti i paesi dell’occidente, anche perché gli esperti lanciano un monito di non poca rilevanza legato alla pericolosità della resistenza agli antibiotici. Ancora non è stata trovata la correlazione tra alcuni germi ed il sistema immunitario e soprattutto la maggior parte delle ricerche svolte finora non hanno ancora chiarito perché l’organismo riesca a rispondere bene verso alcuni batteri e non verso altri senza l’aiuto di sostanze esterne.

Ma molti centri di ricerca e studi hanno cercato di effettuare delle analisi per capire le cause principali che comportano l’antibiotico resistenza.

Infatti tra le prime cause addotte dagli esperti di immunologia e farmacologia, sembra che ci sia l’abuso degli antibiotici. Come confermano gli studiosi, sono ormai sempre più i casi in cui le persone si affidano ad antibiotici per sconfiggere anche infezioni di poco conto che l’organismo potrebbe combattere da sé. Non solo, poiché oltre ad usarli quando non servono, gli immunologi denunciano anche un loro utilizzo scorretto nel momento in cui servono realmente. Questi sono due dei principali fattori che determinano la resistenza agli antimicrobici, inoltre non solo per quanto riguarda la cura dell’uomo, ma anche in ambito veterinario. Basti pensare che l’Italia in questo non ha certo un buon comportamento: secondo le stime condotte dalla trasmissione televisiva Report, l’allevamento intensivo conta 30 milioni di animali per un consumo complessivo di oltre 1300 tonnellate. Numeri impressionanti e che fanno capire quanto i microorganismi possano sviluppare sempre più facilmente la resistenza nei confronti degli antibiotici. Proprio l’Italia, non solo per il consumo veterinario, ma anche per quello umano, rientra tra i paesi che utilizzano maggiormente antibiotici.

antibioticiMa quali soluzioni si potrebbero adottare nell’immediato?

Questa è indubbiamente la domanda che maggiormente gira nella testa delle persone comuni che vogliono capire di più in merito a questo argomento. L’esperto di immunologia, Alberto Mantovani, ha parlato chiaramente e ha aperto una nuova strada che potrebbe rivelarsi assai interessante. Infatti ha parlato dell’importanza dei vaccini e della concreta possibilità di ridurre nettamente il consumo di antibiotici sfruttando l’azione dei vaccini. Una possibilità concreta e da poter adottare immediatamente senza dover aspettare i risultati delle ricerche in corso che potrebbero richiedere anche diversi anni. Due sono gli esempi riportati da Mantovani: uno riguardante lo pneumococco che grazie al vaccino può essere efficacemente contrastato dall’organismo senza dover ricorrere all’utilizzo degli antibiotici. Altro caso di non poca importanza è quello dell’influenza che, ancora oggi, causa un notevole numero di morti in paesi poco sviluppati economicamente: col vaccino si riuscirebbe a limitare moltissimo l’uso di determinati antibiotici.

La resistenza agli antibiotici è così diventato argomento di notevole attualità e su cui le indagini degli studiosi sono in continuo svolgimento.

Gli scienziati dell’Università di Harvard hanno realizzato un video in cui hanno mostrato nello specifico tutti i meccanismi che hanno fatto sì che si sviluppasse l’antibiotico resistenza. Lo studio dimostra che comunque la resistenza rientra tra le caratteristiche insite del batterio, ecco perché basta poco per farla scaturire e sviluppare. Il fattore principale resta lo stile di vita scorretto e perciò l’obiettivo delle Nazioni Unite è quello di coinvolgere sempre più le istituzioni e le case farmaceutiche internazionali per divulgare precisamente tutto ciò che riguarda gli antibiotici. Non tutti sono a conoscenza di questo allarme, ecco perché deve ripartire dai vertici il cambiamento per ottenere dei risultati soddisfacenti guardando al futuro. Le prospettive sono preoccupanti in quanto continuando così si andrebbe verso un numero sempre crescente di pazienti infettati gravemente. I tempi per poter rimediare ci sono e molto ci si aspetta anche dalle analisi dei centri di ricerca.


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