La giornata di una bambina: le vignette che ci aiutano a capire i diritti negati all’infanzia

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Il 20 novembre è stata celebrata la Giornata Internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Per far si che non resti solo una data, ActionAid Italia ha realizzato un approfondimento con tanto di vignette per mettere a fuoco il problema dei diritti negati ai bambini e anche per far capire l’importanza di ogni nostro singolo aiuto. Ma come raccontare in modo veramente efficace la giornata di una bambina che vive in uno dei Paesi più poveri del mondo? La risposta è semplice, attraverso quattro vignette realizzate da Gud, che rappresentano i momenti principali della giornata di una bambina che vive nei Paesi più poveri. Un modo semplice e chiaro per mostrare quali siano i diritti dei bambini e come differente è la giornata rispetto a quella dei nostri figli.

Tutto inizia dalla prima mattina quando le bambine più fortunate possono recarsi a scuola. Fortunate sì, perché molte a scuola neanche vanno, costrette a dover lavorare dalle prime ore dell’alba. Non ci sarà mamma o papà pronti ad accompagnarla a scuola e neanche uno scuola-bus ma dovrà camminare anche per diversi chilometri prima di arrivare a lezione. Senza contare tutti i pericoli che potrà incontrare, da sola, per la strada. Proprio la lontananza da scuola e i troppi chilometri da percorrere, sono un deterrente che porta all’abbandono scolastico prematuro.

Dopo queste lunghe traversate non ci sarà una pausa pranzo o una merenda a riempire la pancia. Infatti secondo i dati del World food programme, ogni giorno ci sono circa 66 milioni di bambini che frequentano le lezioni a stomaco vuoto. Un numero esageratamente alto, un numero che supera ad esempio l’0intera popolazione italiana.

Terminata la scuola, mentre i nostri figli hanno attività scolastiche o doposcuola di ogni genere, nei Paesi più poveri i bambini devono andare al proprio lavoro: secondo i dati dell’International labour organization, nel mondo ci sono circa 168 milioni di bambini e giovani che sono costretti a lavorare. Come dicevamo prima, i più fortunati lavorano dopo aver frequentato la scuola, mentre altri non vanno proprio a scuola, dedicandosi da subito al lavoro che quasi sempre è agricolo, nei campi.

Perché la vignetta parla espressamente di una bambina femmina? Perché soprattutto nei Paesi più poveri del mondo, le bambine, una volta ragazze e poi donne, hanno un ruolo subalterno e secondario rispetto agli uomini. Il loro futuro è fatto solo di matrimonio, avere dei bambini, accudirli e badare alla casa. Niente di più.

Proprio per questo, nello specifico attraverso la giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza ma anche per tutto il resto dell’anno, si cerca di sensibilizzare ognuno di noi per aiutare bambine come la protagonista delle vignette di cui vi abbiamo appena parlato. Il modo migliore per aiutare?  Attraverso l’adozione a distanza.

Per visionare le vignette dedicate alla Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza è possibile consultare il sito ActionAid Italia.

La giornata di una bambina: le vignette che ci aiutano a capire i diritti negati all’infanzia
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