Bassa natalità in Italia: ma la colpa, di chi è?


Se in Italia nascono pochi bambini, di chi è la colpa? Spesso ci siamo posti questa domanda senza avere una risposta adeguata e a volte abbiamo cercato di dare le nostre opinioni in base alle situazioni attuali che colpiscono il nostro Paese. A riguardo sono state espresse diverse teorie, tutte valide e importanti; ma vediamo adesso quali sono e cosa ci mettono in evidenza.

crisi economicaSe diverse famiglie italiane scelgono di avere un solo figlio o persino di non averne affatto, la maggior parte della colpa è della crisi che sta affliggendo l’Italia ormai da diverso tempo. La difficile situazione economica ha fatto scendere in modo vertiginoso il numero dei matrimoni e di conseguenza anche delle nascite.

Numerosi giovani, in cerca di un lavoro sicuro, spesso scelgono di non sposarsi, mentre quelli che decidono di fare il grande passo, diventano genitori dopo i 35 anni di età. Per non dimenticare, come ci fanno notare gli esperti, che diverse regioni italiane non garantiscono la qualità e la gratuità dei trattamenti e cure.

Visite ginecologiche ed esami di routine a pagamento, il progressivo aumento dei costi dei beni primari e via dicendo…sono un valido motivo per far rinunziare alla procreazione.

  • La donna in carriera

donna in carrieraA sua volta, dare tutta la colpa alla crisi economica sul calo delle nascite, è anche un grosso errore. Da diverso tempo, infatti, esiste il fenomeno della “donna in carriera”. Con la parità dei sessi, la figura femminile ha assunto una notevole importanza nel campo lavorativo.

Molte sono le donne che decidono di dedicare la loro vita alla carriera per sentirsi più emancipate nei confronti del marito. Lavorare in due in famiglia, d’altronde si sà, rende la vita economica più facile, ma tutto questo spesso ha un suo prezzo: rinunziare alla maternità.

Alle volte, invece, sono gli stessi datori di lavoro che durante i colloqui decidono di assumere una giovane donna, a patto che questa sia libera dai vincoli della prole.

  • Invecchiamento della popolazione

invecchiamento popolazioneL’Italia è sempre più un paese di anziani. A causa della disoccupazione e delle poche offerte di lavoro, numerosi giovani sono costretti a partire all’estero in cerca di una vita migliore. Questa ondata di emigrazione ha ridotto il numero delle donne giovani e quindi in età fertile, lasciando spazio alle neomamme più mature con gravidanze più difficili e complicate.

I dati Istat ci riferiscono che sono circa centomila gli italiani che si sono trasferiti all’estero, per lo più giovani tra i 18 e i 34 anni, dei quali circa il 48,1% sono giovani donne.

  • La nuova cultura “no figli”

no figliÈ ormai tendenza per la nuova generazione italiana pensare che realizzarsi non vuol dire diventare genitori. Sembra proprio, anzi, che questa convinzione sia in costante aumento tanto da poter dimostrare che una vita completa si possa raggiungere anche da soli. Si tratta della nuova generazione “no figli”, una tendenza nata in alcuni paesi esteri, quali Giappone e Gran Bretagna e in largo sviluppo anche in Italia.

Nella città di Roma, diversi sono i ristoranti e gli alberghi che appoggiano questa categoria di clienti, escludendo le famiglie nelle quali sono presenti dei bambini inferiori ai 18 anni di età, con la banale scusa del “fanno troppo chiasso”, mentre preferiscono quelli con animali domestici i quali diventano dei veri e propri sostituti dei bambini.


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