Armi in USA: Il grande Paradosso


armi america“Non è una questione di armi…Ma per fortuna c’era qualcun altro che aveva un’arma pronta..”, esordisce Trump.

Una bella consolazione. Un grande insegnamento da tramandare ai posteri…

Ma cos’è una pistola? È uno strumento di morte.

A cosa serve? Ad uccidere l’altro.

Cosa spinge un uomo a voler uccidere un altro uomo? L’ipotesi più logica è che sia la PAURA.

Paura in tutte le sue forme: incolumità personale o collettiva, salvaguardia del potere economico, del potere in senso lato su altri singoli, gruppi, etnie…

Chiamiamola pure difesa, autodifesa, guerra, atto di follia, o come si voglia.

Fomentiamo la paura e il gioco è fatto. Infatti, se io rispondo alla paura armandomi, creo paura in una spirale infinita, fino a che qualcuno, prima o poi, premerà quel grilletto anche solo per prurito all’indice.

Tutto questo però non sottosta alla legge della paura, pur facendo leva sulla stessa, ma a quella del business, veto deux ex machina della disumana storia umana.

Di questo abbiamo ben ragione di aver paura.


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Sono mamma di tre bambini in età scolare: una splendida dislessica dallo spiccato pensiero divergente, una discalculica alla quale scappano i numeri e un potenziale plusdotato al quale scappa sempre la pipì nei momenti meno opportuni. Ma, ecco, non mi piacciono le etichette e preferisco essere mamma e basta di tre bambini speciali (come lo sono tutti i bambini) e come tale sono soprattutto colf tuttofare, autista, cuoca, infermiera di PPS (primissimo pronto soccorso), psicologa, sociologa, pedagogista, “docente” di filosofia domestica spiccia, sognatrice, eccetera, eccetera. Esattamente come tutte le mamme del mondo. Poi, per divertimento insegno inglese e scrivo. Ma prima ho girato un po’ di multinazionali europee, ma non sono un animale aziendale. Sono nata nella bella città di Genova, un po’ di tempo fa, quanto basta per non dirlo. Vivo vicino a Bassano del Grappa, ma è di Genova e della Liguria che mi porto dentro il blu del mare, il vento sulla faccia e il profumo…della focaccia! La passione per la scrittura nasce con i primi pensierini delle elementari e da allora non ricordo giorno in cui non abbia scritto qualcosa. Scrivo un po’ di tutto: poesia, racconti, fiabe, filastrocche, romanzi, articoli tematici. Ovviamente amo leggere di tutto e soprattutto leggere ad alta voce. Mi diverte tantissimo! Leggo presso scuole, biblioteche, associazioni. Con grande soddisfazione, a volte, leggo anche i miei libri. Sono finalista in diversi premi letterari con pubblicazione di alcuni miei racconti e poesie, tra cui le antologie edite da Historica edizioni e da Giovane Holden. Ho pubblicato il romanzo breve "Memorie e riscatto di un pigro viaggiatore", il saggio “Quando la comunicazione va a ramengo. La comunicazione interrotta” e alcuni libri illustrati per bambini e ragazzi. Tutte storie di bambini in un mondo, ahimè, a misura di adulto: “Il bambino che non voleva parlare”, “Il Chupacarta, ladro di compiti”, “Nel paese di Pitagòria”. Ma c’è sempre qualcosa “in forno”. Da qualche anno studio anche il meraviglioso mondo divergente dei DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento: dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia) o come li chiamo io: Diverse Strategie di Apprendimento. Da qui nascono anche molte delle mie storie. Ora qualcosa di nuovo bolle in pentola… La mia formazione accademica: MA Applied Linguistics (University of Reading, UK) Laurea in Lingue e Letterature Straniere Moderne (Università di Genova) Master Professional per HR Master Outdoor Management Training Master “I disturbi specifici di apprendimento, una didattica per tutta la classe” (AID-USR Veneto) Workshop “Io studio con le mappe” (Canalescuola, Parma) “Musica e dislessia” (Conservatorio di Castelfranco Veneto)

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