Ricorso al tribunale dei minori

Buongiorno,

sono la mamma di due bambine, quattro e tre anni, nate da convivenza more uxorio iniziata nel 2003 e cessata nel 2008. Premesso che: la casa dove vivevamo è rimasta al mio ex compagno perché situata all’interno della proprietà del padre; io e le bambine da luglio 2008 vivono in un appartamento poco distante dal mio ex compagno; lavoro da sempre a 40 Km di distanza da casa; attualmente vivo una relazione con un’altra persona con cui non convivo e che frequento con le bambine senza forzature; la preoccupazione del mio ex compagno dal momento della separazione è stata sempre quella di violare in modo continuo la scrittura privata sottoscritta a settembre del 2008 alla presenza dei reciproci avvocati, che prevedeva che le bambine abitassero presso di me, e che il padre le tenesse con sè a w. end alterni e il martedì di ogni settimana. Inoltre era previsto, che per qualsiasi variazione agli accordi di cui sopra avremmo dovuto accordarci. Purtroppo però non è mai stato così: riporto come esempio di condotta, purtroppo costante e protratta nel tempo, il fatto che fin da subito il padre. A sua libera interpretazione, ha acquisito che fosse un suo esclusivo diritto andare ogni giorno a prendere le bambine a scuola, facendo forza sul fatto che lui fosse lavoratore part-time a differenza di me che invece lavoro fino alle 16.30. In un anno, pur di recarmi anch’io a scuola, che è un piacere/diritto/dovere, è stata costretta a prendere ore e giorni di permessi non retribuiti. Perché questa situazione di conflitto non poteva durare a lungo per
molteplici motivi, e che, essendo da sola con le bimbe, richiedo avvicinare la nostra residenza al mio posto di lavoro, che ora è l’unica entrata con cui mantengo le bambine, la casa dove viviamo, e imprevisti di ordinaria amministrazione, ho deciso di trasferirmi in una località che si trova a circa 15 km dal mio lavoro e a circa 40 km (percorribile in 30-40 min. circa in quanto tangenziale) dal comune in cui viviamo ora. Il padre sì è opposto fin da subito. Pertanto, come consigliatomi dal mio avvocato, a marzo del 2009 ho avanzato ricorso al Tribunale dei Minorenni di Milano, in cui chiedo l’autorizzazione al trasferimento (tenendo conto che ho preventivamente iscritto le bambine alla materna del nuovo comune e che ho fermato con caparra l’appartamento in cui dovremmo trasferirci), l’Ordinamento sia delle modalità di visita da parte del padre, senza possibilità di libere interpretazioni, e sia del mantenimento economico visto sia finora ha provveduto alla retta del nido della più piccola che terminerà tra una settimana. Preciso inoltre che ho richiesto esplicitamente che il periodo per il trasferimento fosse quello in corso e non diverso in modo che entrambe le mie figlie, e maggiormente la più piccola, iniziassero l’anno scolastico a settembre del 2010 direttamente nel nuovo comune, senza cambi in corso dell’anno (questo il motivo per cui non ci siamo trasferite subito dopo la separazione, in quanto la più piccola avrebbe subito il cambio di asilo nido, compagni, educatrici ecc. quando già questo cambiamento lo avrebbe vissuto con l’ingresso alla scuola materna). Ora, in data 17 giugno si è tenuta la prima udienza in cui ci ha ascoltato, separatamente, il Giudice Onorario, che da quanto mi ha spiegato il mio avvocato è la figura a cui il Giudice che ha a tutti gli effetti in carico la pratica, affida lo svolgimento di alcune attività, tipo appunto le udienze con le parti. Da quest’udienza non è quindi scaturito al momento alcun esito, ma semplicemente la sottoscrizione di un verbale in cui richiedo emissione di provvedimento urgente per il trasferimento, alla luce delle motivazioni indicate nel ricorso da me presentato. A oggi non ho ricevuto alcuna risposta in merito.
Comprendo le tempistiche del Tribunale, casi più gravi da valutare e da chiudere con maggiore urgenza, come spiegatomi dal mio avvocato, ma il punto è che i tempi iniziano a essere stretti. Il 14 settembre le bambine devono iniziare la materna nel nuovo comune, devo ancora effettuare il trasloco, siamo quasi ad agosto, periodo in cui dei problemi ordinari semplici e di veloce risoluzione diventano complicati ecc…Sto tenendo in sospeso e su binari doppi praticamente tutte le cose di fondamentale importanza per una famiglia, quali siamo io e le mie figlie, la scuola, la casa. Alla luce di tutto questo le chiedo se, secondo il suo parere, in attesa del provvedimento, faccio bene a effettuare materialmente il trasloco nei prossimi giorni in modo da trovarci a settembre, che sono dietro le porte, pronte e tranquille per l’inizio dell’anno scolastico con l’inserimento da affrontare nella nuova scuola, comunicando nuovo indirizzo e recapiti al padre e al suo legale tramite raccomandata. La situazione mi creda ogni giorno che passa è sempre di più complicata gestione, sia a livello pratico che emotivo, nonostante faccia di tutto per essere ottimista e sperare che il provvedimento venga emesso veramente a breve termine.
Attendo suo cortese riscontro, tenuto conto che ho letto le sue risposte in casi simili al mio, ma nessuno di questi era in attesa del provvedimento per il trasferimento. Difatti, a dire il vero, proprio leggendo le richieste delle altre mamme e le sue relative risposte ho pensato che avrei dovuto anche io mandare la
raccomandata e trasferirmi. Poi per gli altri aspetti avrei atteso il corso del giudizio.

La ringrazio per la sua attenzione, Buona giornata
 

Illy



 Cara Illy,  fermo restando che mi auguro che ottenga il provvedimento del Tribunale prima che inizi il periodo scolastico e che lo stesso sia favorevole al trasferimento, cosa di cui non dubito, Le suggerisco di inviare comunque al padre delle sue figlie la raccomandata, con la quale gli comunica che dalla tal data sarete trasferite alla nuova residenza, indicando con precisione tutti i nuovi recapiti.   Le ricordo che dovrete mantenere inalterati gli accordi eventualmente presi per le ferie estive, per cui se è previsto che nel mese di agosto le bambine trascorrano una o più settimane con il padre, tale accordo, in assenza di modifica congiunta, dovrà essere rispettato.   Per le frequentazioni quotidiane, se, come credo, il trasferimento nel nuovo comune comporterà la necessità di variare le modalità sino ad ora attuate, proponga nella raccomandata delle nuove modalità, manifestando tuttavia ampia disponibilità in tal senso.   Infine, poiché comunque è seguita da un avvocato, prima di mettere in atto i suggerimenti che le ho indicato, le consiglio di sottoporli al suo avvocato come possibilità e di sentire se anche il collega è d’accordo sul tipo di comportamento da tenere. Questo perché io posso solo indicarle una strada che ritengo corretta in linea teorica ma il collega che ha seguito tutta la vicenda potrà meglio valutare se sia la soluzione adatta al vostro caso, anche in considerazione del fatto che è già pendente una procedura giudiziale.   Buona fortuna.   Avv. Chiara Donadon