Punizioni a scuola

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Gentile dott.ssa,

sono la mamma di una bambina di 4 anni e mezzo, molto sveglia e attenta ed anche molto chiacchierona.
La bambina frequenta la scuola dell’infanzia, qualche volta con piacere, altre volte (ma quest’anno spesso) con riluttanza. Perciò non so se è proprio a causa di questa riluttanza che mi racconta alcuni episodi, cioè se cerca di convincermi a non portarla o se davvero accade quello che mi racconta.
Almeno tre volte in cui l’ho vista un po’ turbata, mi ha raccontato del banchetto della cattiveria al quale un bambino o l’altro viene fatto sedere per ragioni, se è vero ciò che racconta… da bambino (una boccaccia, un ordine non rispettato subito). Capisco che la maestra possa mettere in punizione un bambino, e la ragione la valuta lei, ma che lo chiami banchetto della cattiveria mi lascia molto perplessa. O meglio, mia figlia e altri bambini lo chiamano così, ma alla domanda se il nome lo avesse dato la maestra mia figlia cambia discorso.
Devo dirle francamente che la maestra in questione, seppur brava didatticamente, non riscuote nessuna simpatia tra i genitori. È polemica, sale in cattedra con tutti, non è accogliente con i bambini, impone il suo giudizio senza appello e senza ascoltare le preoccupazioni dei genitori per un problema o l’altro, decide lei quando i bambini devono andare in bagno e se non è ora non se ne parla. Quando un bambino si è sporcato perché "fuori tempo" viene lasciato seduti davanti a tutti in attesa che arrivi la mamma a cambiarlo "perché lei non è tenuta", e può passare anche un’ora. Quando i bambini hanno un raffreddore sono tenuti a debita distanza dalla maestra che non vuole essere contagiata.
Ma queste ragioni sono sufficienti per cambiare classe a mia figlia, con inevitabili spiegazioni perché andrebbe in una classe vicina e in qualche modo gemellata, o sono io che mi faccio influenzare dall’antipatia della maestra? E il banchetto della cattiveria, così chiamato se è vero, è proprio necessario? A me sembra una gogna, ma magari i sistemi educativi scolastici lo prevedono.
Dimenticavo, mia figlia è una che si adatta subito e al banchetto non è ancora stata messa, ma tende a giudicare molto molto male, e a scansare, i bambini che ci vanno.
Lei che ne pensa?
Grazie
Sandra

Gentile mamma,

la scuola e la famiglia dovrebbero lavorare in sintonia e sinergia per una buona educazione dei figli, da quello che i dice ci sono stati sempre problemi con la maestra, e che lei come mamma non condivide i suoi metodi educativi etichettanti e punitivi, e su questo mi trova d’accordo. Provi a coinvolgere le altre mamme, prima nel parlare con la maestra per capire il perché sua figlia non va a scuola volentieri, e se non ottenete alcun risultato, rivolgetevi  alla preside per farla partecipe della situazione dei vostri figli. Come ultima possibilità, se questi tentativi risultassero inutili, procederei nel cambio classe o scuola.
In bocca al lupo

Dott.ssa A. D’Agostino

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Psicologa specializzata in psicoterapia familiare e di coppia. Potete consultare il suo sito per maggiori informazioni sulle sue aree di competenze www.psicoweb.info. Per una consulenza gratuita scrivi a info@noimamme.it oggetto: Per la D.ssa D'Agostino