Capricci o disagi?

Gent.ma dott.ssa,

siamo due genitori un po’ preoccupati ed un po’ esasperati. Nostro figlio, di anni 3 e 8 mesi, ha da sempre avuto un temperamento dolce, ma determinato. Si esprime in maniera molto teatrale, sia nel consenso che nel dissenso. Ultimamente… il dissenso prevale. Con lui è difficile tutto. Uscire, vestirsi, andare in vacanza, mangiare, giocare, deve essere tutto come lui idealizza, immagina, desidera, boh?… insomma, è un contestatore.

Ammetto che, conto a memoria tre volte, in questi ultimi 2 anni, ho dato di matto, nel senso che ho urlato e l’ho sculacciato forte, contrariamente a come cerco di reagire solitamente, con pazienza e tante parole di spiegazione e tentativi di compromesso… la gente che assiste alle sue reazioni mi critica, dicendomi che se continuerò ad essere accomodante, saranno guai in futuro… Sono molto combattuta, ma mi pare che i metodi duri non diano buoni risultati, per lo meno non nell’immediato, anzi, direi che provocano urla e pianti, da farsi venire il mal di stomaco. Dice che siamo brutti, che non ci vuole più e prova a picchiarci, a modo suo..

La prego, ci aiuti… grazie.

Carissima mamma,

è importante considerare che i bambini, in particolare dai due ai quattro anni, hanno un bisogno naturale di imporsi per sperimentare il proprio potere, per mettersi alla prova e capire quanto, in realtà riescono ad ottenere. Un atteggiamento rigido e ricorrere a sculacciate provoca la reazione contraria a quella desiderata, in quanto aumenta nel bambino, che apprende per processo imitativo, sentimenti di aggressività; tenderà quindi a divenire ancora più oppositivo.
Ovviamente anche un atteggiamento permissivo non permette al bambino di comprendere quali sono i suoi limiti e soprattutto non facilita l’importante processo di acquisizione delle regole.

Posso quindi consigliarle di:

– assumere un atteggiamento coerente (evitare di passare dalle sculacciate ad un atteggiamento permissivo, in quanto disorienta il bambino);

– cercare di stabilire delle regole in famiglia e di farlo insieme al bambino… le regole stabilite dovranno essere rispettate (mostrarsi molto determinate, usare un tono calmo ma estremamente deciso);

– stabilire insieme anche eventuali premi e punizioni… quando riesce a rispettare le regole stabilite è molto importante che il bambino sia gratificato (sia verbalmente che con premi precedentemente stabiliti);

– i premi e le punizioni non dovrebbero comprendere (il cibo e la privazione di videogiochi o tv in quanto causerebbe una distorsione e un accrescimento del loro valore);

– proporre le regole in modo piacevole e giocoso coinvolgendolo (ad esempio può essere divertente creare insieme a lui utilizzando stoffa e cartone delle medaglie o delle monete d’oro da appendere alla parete ogni volta che riesce a raggiungere i suoi obiettivi.
 
Sperando di averle offerto qualche utile suggerimento la saluto


Monica Balli

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Pedagogista, si occupa da anni di consulenze on line , consulenze familiari, educazione familiare di gruppo, interventi per bambini e ragazzi con difficoltà scolastiche ed educative.