Depressione post partum

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Buongiorno dottore,

sono una neo mamma quarantenne, con una bimba di quattro mesi, lavoro nella pubblica amministrazione, ho effettuato delle visite mediche e mi hanno riscontrato una depressione post partum, dovuta anche alla mia situazione familiare, dato che il mio compagno lavora a migliaia di chilometri da casa e quindi mi ritrovo da sola in questo periodo molto delicato.

Mi sono stati concessi 60 giorni con l’obbligo di rimanere in casa per eventuale visita INPS, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18.
Mi chiedo come sia possibile una cosa del genere, capisco la visita, ma una persona che soffre di depressione, può essere segregata in casa? Non solo me, ma anche la mia bambina. In questo modo io sono costretta a non lasciare l’abitazione e comunque in orari assurdi. Ad esempio la spesa, a che ora la faccio? Le visite per la bambina, etc.

Con il problema che ho credo che per me sia vitale uscire anche per delle passeggiate con la mia bambina, e comunque avere la possibilità di stare in mezzo ad altre persone. Non solo, il mio compagno vorrebbe che lo raggiungessi, così potremmo stare vicini, ma posso farlo? Come mi devo comportare? La prego di aiutarmi, spero quanto prima, perché questa situazione ha peggiorato il mio stato attuale di salute. 

La ringrazio anticipatamente.  Cordiali saluti.

NeoMamma 2010
Gentile signora,
purtroppo le disposizioni attuali sono state modificate da pochi mesi, per cui mi risulta che anche con un certificato di uno specialista, attestante la "depressione nervosa" sussista l’obbligo della reperibilità che peraltro è stata allargata come orario; le consiglio di chiedere informazioni più dettagliate presso il sindacato, dato che la normativa è di recente introduzione e forse sono previste eccezioni che io nel dettaglio non conosco.
In ogni caso è opportuno che lei si faccia certificare il suo stato da uno specialista neuropsichiatra.
Auguri.
Depressione post partum
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