Daltonismo e lavoro

Buongiorno,

mio marito è affetto da daltonismo e lavora come campionarista in una ditta tessile, lavoro che svolge da circa sei anni.

La responsabile dell’azienda ha suggerito di avviare le pratiche per il riconoscimento di invalidità al fine dell’iscrizione delle liste dei lavoratori appartenenti alle categorie protette, a suo dire, al fine di ottenere sgravi fiscali.
Chiedo pertanto un suo parere, in merito all’idoneità a svolgere le mansione predette in seno alla ditta di appartenenza.
In pratica, temo che l’azienda possa servirsi di questa patologia per procedere ad un licenziamento per riduzione di personale.
 
La ringrazio anticipatamente
 
Letizia

Dunque, partiamo da una considerazione.
Suo marito svolge un lavoro (campionarista in una ditta tessile) per il quale si rendono le necessarie visite mediche d’idoneità svolte (anche da me) abitualmente per lavori a rischio?
Io non credo proprio, per la qualifica che lei ha citato, a meno che suo marito non lavori davanti ad uno schermo di computer almeno 4 ore al dì (o 20 settimanali): in questo caso occorrerebbe la visita del medico del lavoro, con controllo degli occhi e  della vista ogni 5 anni o ogni due (dopo i 50 anni).
 
Adesso facciamo due ipotesi:
a) Non svolge un lavoro a rischio. E chi osa dire che non è idoneo: chi ne ha diritto? Nessuno, neanche il titolare dell’azienda dove lavora; per cui parlare di eventuale non idoneità alla mansione è improprio ed illegale: l’azienda non può servirsi di questa patologia per procedere ad un licenziamento per riduzione di personale. Per queste problematiche esiste il codice civile ed i sindacati.
b) Svolge un lavoro davanti al videoterminale. Anche in questo caso ove il medico competente lo giudicasse non idoneo per questa mansione (attenzione, dimostrando però che la sua salute peggiorerebbe continuando con quest’applicazione e non che non riesce a veder i colori…), l’azienda ha il dovere di trovare un’altra collocazione.
Com’è noto avverso a questo eventuale giudizio di non idoneità, è ammesso ricorso presso la ASL di zona-Servizio di Medicina del Lavoro.
 
Comunque il tutto mi sorprenderebbe: possibile che il problema del daltonismo viene scoperto così tardi dal medico competente?
In definitiva, se la responsabile dell’azienda ha fatto quel discorso, lei fa benissimo a sospettare che sotto ci sia qualcosa per ridurre il personale.
Tra l’altro, occorrerebbe che suo marito venisse riconosciuto invalido civile in misura superiore al 47% (molto difficile) per poi essere iscritto alle categorie protette, per poi ottenere un altro lavoro: e francamente in questo Stato nessuno garantisce niente.
 
Auguri.
 
Dr. Guido Marchionni