Vuole solo la mamma che però ricomincerà a lavorare

 

Dottoressa salve,

Antonio ha poco più di 7 mesi e mezzo. Fino a qualche settimana fa si addormentava da solo nel lettino ed era sereno, ultimamente invece al momento della nanna mi cerca intensamente e si addormenta solo tenendomi la mano.

Questo lo posso anche capire, e so che l’inizio dell’ottavo mese è particolare per un bambino (lei lo ha sempre spiegato), il fatto è che mi cerca sempre. Sta volentieri con i nonni e col papà qualche ora ma non resiste oltre e appena mi vede sono pianti e deve venire con me; se un estraneo lo guarda (e dico solo che lo guarda), mi cerca con lo sguardo e inizia a piagnucolare mentre prima sorrideva, le lascio immaginare se lo prendono in braccio… piange come se lo torturassero e mi cerca. Insomma  vuole sempre e solo me.

Il mio problema è che fra un mese inizio a lavorare, così volevo chiederle qualche consiglio su come far pesare il mio distacco il meno possibile a mio figlio. Come dovrei comportarmi iniziando da atteggiamenti banali come il saluto prima di uscire? Pensavo di lasciarlo con le nonne e due giorni a settimana portarlo al nido in modo tale che interagisca con altri bambini e impari a non dipendere solo da me o dalle nonne. Lei che ne pensa?

La ringrazio per l’aiuto, Elisa

È una fase inevitabile quella che sta attraversando il tuo bimbo: prima o poi passerà. Nel frattempo devi infondergli molta serenità, non enfatizzare le sue paure con un comportamento eccessivamente protettivo, non dare troppa importanza ai suoi pianti, cominciare a fargli sperimentare alcuni brevi distacchi da te a partire da quando sei a casa.

Per esempio, puoi lasciarlo un po’ da solo in una stanza e stare in un’altra stanza parlandogli ma non facendoti vedere: se lui ti chiama o si mette a piangere, non accorrere subito, ma lascia che aspetti prima alcuni secondi, poi alcuni minuti; in seguito andrai da lui sorridente e starai un po’ con lui.

In questo modo il bimbo imparerà che ad ogni scomparsa della mamma corrisponde un suo ritorno e acquisterà fiducia.

Poi uscirai di casa salutandolo in un modo sempre uguale e lo lascerai con una persona conosciuta tornando dopo un certo tempo, sempre più lungo e sempre sorridente. Nel frattempo il bimbo dovrebbe abituarsi a stare con una persona che imparerà a conoscere e con la quale familiarizzare (se non vuoi inserirlo al nido), ma questa persona deve saper gestire il pianto del bimbo senza mettersi in ansia o sentirsi inadeguata.

Se ogni settimana queste "prove di lontananza" saranno effettuate nel modo corretto e con la stessa regolarità che la tua lontananza assumerà inevitabilmente quando dovrai tornare al lavoro, parte del risultato si vedrà. Ma non ti mettere in ansia: la maggior parte dei bimbi a otto mesi si comporta così e tutti riescono a risolvere questa fase critica della crescita. Ripeto, comunque: il tuo atteggiamento sereno e non apprensivo sarà molto di aiuto al bimbo che vive di emozioni riflesse.

Un caro saluto, Daniela

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Medico chirurgo specializzato in Pediatria e Neonatologia con lunga esperienza Ospedaliera.