Vuole sempre e solo il sugo di pomodoro

Gentilissima pediatra,

la mia primogenita di 20 mesi continua ad avere uno strano rapporto con il cibo.

In questi ultimi 4 mesi ha cominciato a rifiutare le pappe liquide e si è fossilizzata sulla pastina asciutta con il sugo di pomodoro. Accetta solo due formati e poi devo cercare di nascondere carne, formaggio e verdure nel sugo…ma basta che ci sia una componente che la infastidisca e si rifiuta di mettersi a tavola.
Abbiamo sempre evitato forzature, scenette e quant’altro lasciandole il diritto di autoregolarsi.

Vista la sua magrezza, il pediatra ci ha fatto fare esami per valutare la celiachia o altro e tutto bene a parte l’aver ereditato da mio marito l’anemia (portatrice sana). È carente di ferro ma non so come darle l’integratore perché a malapena beve l’acqua, per cui non riesco a mimetizzare il ferro.

In questi giorni ho tentato di uscire dal circolo vizioso del monogusto per cercare di aiutarla a conoscere nuovi sapori, le ho fatto la pastina asciutta condita con altre cose, panna e prosciutto (tagliato finissimo) oppure con il tuorlo d’uovo ma non li assaggia, appena vede il piatto punta i piedi per non sedersi sul seggiolone, risultato: due pranzi e una cena di seguito saltati.

Stasera cederò inserendo nuovamente il sugo rosso. Come devo prendere questo suo puntiglio?

E il giorno che che non andrà più bene il sugo rosso (come anche già capitato)? Sicuramente non ha un gran appetito, ma dopo questi mesi di osservazione sono giunta alla coclusione che si è impuntata.
Devo iniziare a svezzare il secondo, ma non ho ancora terminato con la prima. Chiedo consigli concreti, perché con il sorriso sulla bocca le ho veramente tentate tutte.

Qualche volta, visto che non aveva mangiato la sua cena, l’abbiamo messa a tavola con noi, ha fatto qualche debole tentativo di avvicinare il cibo alla bocca ma in realtà non lo metteva neanche dentro… Sono sconsolata.

Mamma bis


Non porti problemi più del necessario: continua a mascherare carne, prosciutto, legumi e verdure nel pomodoro cucinato nel modo che la bimba preferisce. Controlla soltanto che mangi in modo equilibrato e valuta la possibilità di inserirla all’asilo nido dove tanti capricci non si possono fare e i bimbi, per non essere da meno dai compagni che mangiano tutto, spesso scordano le loro preferenze e si adattano con maggiore facilità.

Limita i cibi dolci e i fuori pasto affinché l’appetito della piccola, già piuttosto scarso, non si perda del tutto e se proprio deve assumere ferro lo prenderà per bocca con poche gocce giornaliere di qualche preparato farmacologico diluite in qualche cucchiaino di spremuta di arancia o mandarino o succo di frutta, oppure mischiato nella pasta col pomodoro che lei ama tanto.

Quando il fratellino crescerà, forse avrà un comportamento diverso nei confronti del cibo e lei, per non essere da meno, vedrai che cambierà atteggiamento.

Ma tu, ora, comincia a non preoccuparti più se lascia il piatto pieno quando trova qualcosa che non vuole: saltare un pasto ogni tanto non porta a nessuna conseguenza particolare e se, da una parte, ti conviene preparare sempre la stessa cosa che sai che alla bimba piace, dall’altra, quando decidi di cambiare pietanza o quando non hai proprio tempo di prepararle il sugo di pomodoro, proponile pure un’altra cosa offrendogliela con buonumore: se la rifiuterà non sarà successo nulla, la sera o il giorno dopo avrà più fame e mangerà con più appetito.

Ma potresti anche "sporcare" le cose nuove con il solito sugo di pomodoro, anche quando a ricetta non lo prevederebbe e stare a vedere la sua reazione.

Potresti anche prepararle qualche pezzettino di pane con sopra formaggio spalmabile o altro che la bimba possa prendere autonomamente e mettere in bocca da sola per insegnarle timidamente alcuni rudimenti di autonomia: anche la frutta a pezzi si presta bene a questi tentativi. Ma l’ultima cosa da fare è proprio quella di perderti d’animo e di sentirti sconsolata per questo tipo di problema!

Come avrebbero fatto, secondo te, le mamme di una volta, quando in famiglia si apparecchiava comunemente per almeno otto o dieci persone, ad andare dietro a tutte le singole pretese di ogni figlio? Eppure i figli crescevano comunque egregiamente, forse anche più liberi e felici e senz’altro con pochi grilli per la testa.

Quindi non farti tanti scrupoli e considera una tappa normale dei bambini la loro diffidenza ostinata nei confronti di nuovi cibi o di cibi dal colore diverso dal consueto. Può darsi benissimo che fra qualche mese il rosso dovrà essere bandito dalla tavola per fare posto al rigorosamente bianco, non puoi saperlo.

Un caro saluto,

Daniela