Vomito da un po’ di tempo

 

Buonasera dottoressa,

vorrei essere formale e cordiale, ma stasera sono una mamma disperata perché la mia piccola vomita di continuo da un po’ di tempo.

Premetto che Ginevra ha 15 mesi ed è cresciuta con rigurgiti e vomiti a causa del reflusso gastroesofageo e digestione lenta accertati da ecografia e fino ad ora ha messo gli 8 incisivi con cacca molle e acida e quindi culetto arrossato e con vomiti sporadici.

Ad oggi è stata vista da tre pediatri esperti e tutti concordi che il reflusso non era grave e che il vomito è dovuto all’ingestione di muchi intestinali.

Sta di fatto che ad oggi Ginevra cresce nei limiti della norma (80 cm per 10kg), ha le gengive gonfie e dolenti per i primi molari (credo), non mangia se non forzata o a lunghi intervalli, è piena di muchi non catarrali e sta vomitando spesso gli stessi muchi accompagnati da ciò che ha mangiato o sta mangiando.

Il problema grave, secondo la mia modesta opinione, è il fatto che non ha voglia di bere e se lo fa è perché è costretta da me.

La prego dottoressa, mi dica se è il caso di preoccuparmi (come dicono in famiglia) e se è il caso di farla vedere da un esperto gastroenterologo o chi secondo lei mi può aiutare.

Grazie

Basta una semplice visita pediatrica che accerti, magari, una faringite o una otite o una abbondante quantità di catarro che scola dalle alte vie respiratorie fino allo stomaco per giustificare il vomito e l’inappetenza della bimba. Tutto sta a capire se si gioverebbe o meno di una terapia antibiotica e di altra terapia sintomatica per fluidificare il muco e così via.

A guarigione avvenuta l’appetito tornerà da solo. Non la forzare ma proponile semplicemente liquidi a piccoli sorsi poco e molto spesso e preparale da mangiare quello che pensi possa essere a lei più gradito: magari anche un gelatino alla crema o alla frutta, yogurt o roba del genere.

Appena starà bene falle trascorrere un periodo all’aria aperta e, se dovesse frequentare il nido, tienila, magari, a casa per qualche settimana.

Un caro saluto, Daniela