Valore TAS elevato e iniezioni di Diaminoccillina

 

Salve dottoressa,

sono mamma di una bambina di 8 anni, tre anni fa ho eseguito delle analisi del sangue ed era tutto nella norma, tranne che il T.A.S. oltre i mille.

Il pediatra e altri medici mi hanno detto di lasciar stare e che tutto sarebbe tornato nella norma, dimentico di dirle che ho fatto queste analisi perché mia figlia lamentava dolori alle gambe solo di sera.

Oggi ho ritirato le analisi e il T.A.S. è 1445.0 e lo STREPTOZYME positivo, tampone faringeo negativo. La pediatra mi ha prescritto delle iniezioni di Diaminoccillina ogni 21 giorni per 6 mesi, come devo comportarmi? Devo proprio fare queste iniezioni? E mi può spiegare proprio in parole povere cosa non va in mia figlia.

La saluto distintamente

Ho risposto più di una volta ad un quesito simile: il TAS, titolo antistreptolisinico, è il dosaggio degli anticorpi antistreptolisina, un componente degli streptococchi, specie streptococchi beta emolitici gruppo A, ma non solo quelli. Pertanto, qualsiasi soggetto che ospita streptococchi nel suo organismo può avere un valore elevato di titolo antistreptolisinico, senza per forza dover dedurre che abbia una complicazione particolarmente grave in seguito alla presenza di streptococchi o ad una pregressa infezione streptococcica (per esempio una malattia reumatica in atto o in preparazione).

Il valore di questi anticorpi, oltre a modificarsi, cioè ad aumentare, piuttosto tardivamente rispetto all’epoca di contagio con lo streptococco, si mantiene elevato per mesi dopo la guarigione per poi diminuire lentamente a meno che, per svariati motivi, non persista un focolaio infettivo anche occulto, per esempio nelle tonsille, oppure il soggetto non vada incontro a ripetute reinfezioni o ricadute a causa, magari, di una mancanza di memoria immunitaria nei confronti di questo germe oppure a causa del fatto che viene a contatto con streptococchi di ceppi sempre diversi per i quali non ha prodotto anticorpi protettivi la volta precedente.

Un TAS elevato, quindi, visto che inizia ad aumentare solo dopo una o due settimane dall’avvenuta infezione da streptococco o dall’avvenuto contatto asintomatico con un determinato ceppo di streptococchi per raggiungere il suo massimo valore solo dopo tre o cinque settimane, cioè, mediamente, solo dopo un mese dall’infezione, conclamata o presunta che fosse e visto che, tra l’altro, il suo aumento può essere vistosamente inibito da una tempestiva terapia antibiotica, non è un dato predittivo di nulla e tantomeno di malattia reumatica, pertanto, nel caso fosse l’unico valore alterato di una serie più completa di analisi comprendenti emocromo, VES, PCR, immunoelettroforesi, RA test, ecc., cioè comprendente tutti gli indici di flogosi e le analisi specifiche per malattia reumatica, non dovrebbe proprio essere preso in considerazione.

Un valore elevato di TAS deve indurre il pediatra a visitare accuratamente il bambino: solo se la clinica dimostra una infezione tonsillare in atto, cioè in fase acuta, oppure la presenza di tonsille sicuramente infette (anche l’otorino può dare il suo parere in merito), oppure i sintomi chiari di una malattia reumatica in atto, la terapia antibiotica, tas elevato o tas non elevato, andrà impostata adeguatamente, ma solo al fine di debellare l’infezione sintomatica in atto che, come ho spiegato, potrebbe essere presente anche in assenza di un tas elevato, visto che quest’ultimo aumenta tardivamente, spesso quando la malattia, con o senza antibiotico, è già guarita. La terapia antibiotica, quindi, si decide più in base all’obiettività clinica che in base al risultato delle analisi, che devono essere considerate soltanto come supporto ad una diagnosi che si deve formulare clinicamente in base, cioè, ad una obiettività clinica e alla presenza di sintomi ben precisi piuttosto che in base al risultato di determinate analisi.

Bisogna ricordare che i ceppi di streptococco sono innumerevoli – i più comuni sono circa una ventina ma ve ne sono molti altri – e ognuno di essi ha un preciso corredo antigenico che stimola una specifica immunità, il che significa che gli anticorpi prodotti da un soggetto dopo una infezione o un contatto con un determinato ceppo di streptococchi non sono protettivi nei confronti di un altro ceppo di streptococchi: pertanto, ogni volta è come se fosse la prima volta e l’organismo, pur conservando memoria immunitaria nei confronti degli streptococchi precedenti, non può utilizzare questa memoria ad una successiva infezione streptococcica se il ceppo non è lo stesso.

Ecco perché le patologie da streptococco sono così frequenti anche in uno stesso soggetto, soprattutto nei primi anni di vita. Per non ammalarsi più, infatti, bisogna che il soggetto abbia il tempo e l’opportunità di venire in contatto con tutti o con la maggiore parte degli streptococchi patogeni esistenti e di creare così una sua immunità specifica contro ognuno di essi.

Ritornando alla tua bimba: se l’unico valore alterato di tutte le analisi effettuate, ammesso che tra le analisi vi siano tutte quelle elencate prima, cioè tutti gli indici di flogosi e quelli indicativi di malattia reumatica, io non farei proprio nulla e soprattutto non la tormenterei con le punture di Diaminocillina che, a mio parere, non hanno nessuna motivazione razionale a meno che la bimba non provenga da una famiglia dove si sono verificati dei casi di reumatismo articolare acuto e si possa supporre che anche la piccola abbia una predisposizione genetica a sviluppare una reazione autoimmune in seguito ad infezione streptococcica.

Se, però, tra tutte le analisi effettuate, non vi sono quelle ricordate sopra, pur non prescrivendo nessuna terapia particolare, io queste analisi, per sicurezza, le farei.

Per quanto riguarda i dolori alle gambe: se sono fugaci, se non coinvolgono articolazioni come ginocchio, caviglia, gomiti, cioè le articolazioni medie e grandi, se non sono accompagnati da gonfiore articolare, arrossamento, aumento di calore della zona e riduzione dell’ampiezza dei movimenti, se la bimba non ha febbre o febbricola o malessere particolare, se si attenuano o addirittura scompaiono con il riposo, un breve massaggio o qualche coccola, io li classificherei come semplici dolori di crescita, specie se si tratta di una bimba un po’ ansiosa o iperattiva oppure che da piccola ha sofferto di coliche ricorrenti o soffre, anche saltuariamente, di cefalee o, anche adesso, di dolori addominali ricorrenti anche di natura psicosomatica.

Questo è il mio parere, ma, come sempre, tengo a ripetere che non posso in nessun modo sostituirmi al medico curante visto che non ho modo di conoscere di persona e visitare la bimba.

Un caro saluto, Daniela