Vaccino antimeningococco: è consigliabile?

Gent.ma Dottoressa,
ho letto le sue accurate spiegazioni in merito alle vaccinazioni ed in effetti tranquillizzano parecchio.
Però, c’è un però…
La mia bimba ha 18 mesi. Ha già fatto le vaccinazioni e richiami della esavalente + antipneumococc. e la trivalente. Manca solo l’antimeningococcica che, consigliatami dal pediatra insieme alla trivalente, non l’hanno somministrata. L’ASL ha anche detto che nella prov. di milano non ci sono segnalazioni particolari di meningite e quindi che posso tranquillamente aspettare.
Adesso mi trovo un po’ spiazzata: devo prenotarla o è meglio rimandare?
Lei cosa mi suggerisce?
Ultimamente mi è venuto un po’ il panico da vaccino (mi rendo conto che è un problema mio!).
L’ultima volta ha avuto febbre molto alta per tre giorni. Tutto nella norma.
Faceva anche un po’ fatica a camminare, nel senso che le gambine erano molto rigide.
So che sono effetti che possono manifestarsi, ma quando me ne sono accorta mi sono un po’ preoccupata.
Non so che fare.
La ringrazio per l’attenzione.
Cordiali saluti.

Monica

 
 
La vaccinazione antimeningococcica è attualmente fortemente consigliata.
 
Il vaccino è prodotto e conosciuto ormai da alcuni anni, sufficienti per capire che sono rarissimi i casi di reazioni avverse preoccupanti dopo somministrazione del vaccino. La febbre e le eventuali reazioni nel punto di inoculazione come gonfiore, dolore e arrossamento sono, forse, un po più frequenti in seguito a questa vaccinazione rispetto ad altri vaccini ma assolutamente non preoccupanti a meno che il bambino non sia soggetto a convulsioni febbrili importanti. L’età maggiormente a rischio di contrarre questa infezione è quella compresa tra 0 e 4 anni con un picco attorno a 12-24 mesi e dalla pubertà fino all’età giovanile, cioè diciamo fino circa ai 30 anni poco meno. I vaccini antimeningococco attualmente reperibili in Italia immunizzano contro il meningococco C, oppure, il vaccino quadrivalente, immunizza contro i ceppi A, C, Y, W135 del meningococco. In Italia circolano prevalentemente due tipi di meningococco, quello B, per il quale non esiste vaccino e quello C che è responsabile di quasi la metà delle meningiti meningococciche del nostro paese.
 
La meningite meningococcica, essendo una infezione batterica e non virale, ha buone probabilità di essere aggredita e guarita dagli antibiotici in nostro possesso ma si tratta di una malattia subdola perché in alcuni casi può avere un decorso fulminante che porta a morte nel giro di poche ore o pochi giorni dall’inizio dei sintomi senza dare tempo agli antibiotici di agire e in altri casi la malatia può esordire con sintomi generici e sfumati di tipo influenzale che impediscono una diagnosi tempestiva e quando i sintomi si fanno più evidenti a volte potrebbe essere troppo tardi per iniziare una terapia antibiotica specifica. Tenuto quindi conto di tutte queste considerazioni, anche se ormai, almeno finora e da alcuni decenni, la meningite meningococcica non si presenta più in forma epidemica se non con sporadici focolai molto circoscritti, essa comunque causa nel nostro paese almeno un migliaio di casi all’anno che non sono pochissimi tenuto conto del rischio di mortalità in seguito a questa infezione che è piuttosto alto per le ragioni elencate prima, tenuto conto della fascia di età in cui si trova la tua bimba che è quella a maggior rischio, tenuti conto i relativamente poco preoccupanti effetti collaterali, io non vedo il motivo per non vaccinare la bimba anche se il vaccino non comprende ancora il ceppo B del meningococco che, assieme al C, è responsabile della quasi totalità delle meningiti meningococciche nel nostro paese.
 
Il ceppo C che caratterizza il vaccino, corrisponde comunque almeno al 50% delle meningiti e il vaccino consigliato, contenente antigeni del meningococco C – il vaccino è acellulare quindi non può provocare la malattia ma si limita ad indurre la produzione di anticorpi specifici – diventa così protettivo nei confronti di almeno il 50% delle meningiti meningococciche del nostro paese, il che non è poco. L’altro vaccino quadrivalente non può essere somministrato prima del compimento del secondo anno di vita e comunque non avrebbe una grossa utilità in Italia in quanto gli altri ceppi di meningococco di cui contiene gli antigeni non sono di solito presenti nel nostro paese e alle nostre latitudini ma si trovano confinati in altre zone del globo come Africa o Asia. Tale vaccino è pertanto consigliato solo per chi prevede di viaggiare in quelle zone a rischio. Pertanto, pur non essendo obbligatoria ma solo consigliata, io non vedo motivi sufficienti per non praticarla. La malattia solitamente si manifesta nei mesi invernali e l’acquisizione di una buona immunità protettiva si ottiene dopo due o tre settimane dalla inoculazione del vaccino. Pertanto, considerata l’età della tua bimba, se decidessi di falra, dovresti non andare oltre settembre prossimo. Dai 4, 5 anni in su, i bambini entrano in una fascia di età relativamente poco suscettibile statisticamente a questa infezione, quindi, in un certo senso, o adesso o mai più, intendendo per mai più la scarsa motivazione di praticare questa vaccinazione nella fascia di età compresa tra il quinto e il dodicesimo anno a meno che non insorga un pericolo nuovo legato ad una improvvisa epidemia. Ma vaccinare un bambino in periodo epidemico potrebbe risultare poco efficace perché il vaccino, appunto, ha bisogno di tempo prima di promuovere la produzione di anticorpi a livello protettivo. Esso andrebbe praticato, quindi, almeno un mese prima dell’inizio della stagione invernale.
 
Un caro saluto, Daniela