Troppo stimolato?

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Buongiorno cara dott.ssa,

la disturbo per chiedere un parere riguardo il comportamento del mio adorato bambino.

Ha 15 mesi, è magrolino, vivace, sano e felice. È affettuoso con chiunque, distribuisce baci alla gente per strada (soprattutto alle ragazze giovani) e conquista tutti con il suo sorriso.

Noi genitori lavoriamo e la mattina sta con i nonni e gli zii, che lo adorano. Il bimbo si diverte da morire con loro, li abbraccia di continuo e con loro gioca.

Ciò che mi meraviglia è che lui non ama i giocattoli ma è attratto esclusivamente dai libri, che lui sfoglia per ore e ore, memorizzandone i contenuti. Stimolato com’è ha già imparato a riconoscere le lettere dell’alfabeto e i numeri. Quando gli viene chiesto: "qual è la A, B ecc o 1,2,3 ecc.." lui risponde indicando con il ditino.

Anche a casa nostra vuole trascorrere il tempo sfogliando libri con noi e divertendosi a riconoscere le lettere o gli oggetti in essi raffigurati. Dice pochissime parole e soprattutto non cammina e quando cerco di farlo camminare si rifiuta e si infastidisce. Vorrei avere una sua opinione al riguardo; alcuni pediatri sostengono che il bambino sia eccessivamente stimolato e che questo sia controproducente.

Grazie per l’attenzione che vorrà dedicarmi.

Difficile dire cosa sia troppo o troppo poco stimolante per un bambino: i bambini, da un lato assimilano con facilità e naturalezza gli atteggiamenti e le proposte educative di chi si occupa di loro e d’altro canto hanno sufficienti capacità espressive e comunicative per farsi capire quando gli stimoli che ricevono non sono adeguati al loro livello di comprensione e di assimilazione.

Pertanto, se il bimbo è vivace e felice, non credo che il problema risieda in un eccesso di stimolazioni ma forse soltanto in un mancato equilibrio tra le varie stimolazioni, diciamo, di tipo intellettuale e quelle di tipo motorio, visto che non sembra troppo propenso ad iniziare a camminare.

Il piccolo intellettuale in erba dovrebbe, cioè, iniziare ad investire maggiormente sul suo corpo e sulla sua motricità, dovrebbe frequentare altri coetanei per imparare a rapportarsi anche con loro e non solo con gli adulti, dovrebbe sperimentare giochi semplici di pura fisicità come lo scivolo, un pallone o un tappeto di gomma su cui rotolarsi e via discorrendo.

Alternando sapientemente un tipo di attività ludica ad un altro e frequentando altri bambini al nido o al parco, potrà scegliere e sperimentare volta per volta le attività che maggiormente lo interessano e in questo modo il suo sviluppo intellettivo avverrà naturalmente secondo la sua natura e per nulla forzato. Ma se la sua intelligenza fosse programmata in modo naturale verso un certo tipo di apprendimento, sarà normale per lui imparare a leggere e a parlare precocemente.

Per ora è importante offrirgli sempre sollecitazioni adeguate alla sua età e soprattutto varie a tutto tondo. Di libri come di musica per bambini ve ne è proprio per tutte le età e quanto ai giochi di movimento, essi sono gli stessi da sempre. Per quanto riguarda i giochi: i bambini traggono divertimento e profitto anche dalla manipolazione di oggetti domestici comuni senza bisogno di doverli per forza riempire di giochi che indicano percorsi educativi e formativi precostituiti e forse anche troppo standardizzati, però, oltre ad insegnare al bimbo a leggere le lettere, è bene che impari a manipolare la materia giocando con la sabbia, con la pasta di sale o di pane, con semplici costruzioni di legno da impilare e che alterni queste esperienze con l’ascolto di una fiaba raccontata e con momenti di gioco di movimento.

Al massimo a due anni, poi, sarà bene inserirlo in comunità vista la vivacità che dimostra.

Un caro saluto, Daniela

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mm
Medico chirurgo specializzato in Pediatria e Neonatologia con lunga esperienza Ospedaliera.