Troppi antibiotici?

 

Gentile dottoressa,

ho un bimbo di due anni che dall’età di sei mesi circa non ha fatto altro che prendere antibiotici a causa di placche alla gola otite, tosse. Il problema è che ormai credo si sia assuefatto a questo tipo di farmaco. Deduco questo, a causa di una recente tosse che ormai tra alti e bassi persiste da una quindicina di giorni.

Il mio pediatra inizialmente gli ha dato lo zitromax per tre giorni, ma la tosse era davvero molto forte e abbiamo portato il piccolo al Bambin Gesù di Roma, che è la città dove abitiamo e gli hanno prolungato lo stesso antibiotico per altri tre giorni e dato una terapia di aerosol xavin + sei gocce di broncovalias.

Finita la terapia porto il bambino a controllo dal mio pediatra a causa di una febbre comparsa il giorno dopo la sospensione di tali farmaci, il quale mi dice che lo zitromax non ha avuto alcun effetto, che è peggiorata l’otite e la gola anche se la tosse è migliorata e che bisogna dare un altro antibiotico agumentin per altri cinque giorni.

Io ho seguito il parere del medico e ho somministrato il nuovo farmaco ma ora che ho finito il ciclo da due soli giorni mi ritrovo il bambino di nuovo con una tosse secca e raffreddore. Mi domando cosa posso fare ,e se c’è da preoccuparsi. Inoltre mio figlio da novembre 2009 a gennaio 2010 ha preso per ben quattro volte antibiotici mi chiedevo se si è assuefatto e cosa posso fare in alternativa per aiutarlo senza intossicarlo più con tutti questi farmaci.

La ringrazio anticipatamente e mi scuso per le troppe parole.

Una tosse che persiste oltre le due settimane deve essere approfondita e siccome, oltre alle tante infezioni virali, alcune delle più frequenti patologie infettive che possono giustificarla sono la pertosse o forme simili ipotizzabili anche se il bambino è stato vaccinato – le infezioni da mycoplasma o clamydia, tre microrganismi sensibili ai macrolidi, è stato corretto pensare allo zitromax, almeno in prima battuta e in assenza di analisi o accertamenti specifici (l’antibiotico è particolarmente indicato nelle infezioni alle basse vie respiratorie).

Visto che la situazione non è migliorata come ci si poteva aspettare, o meglio, visto il ritorno della febbre, le ipotesi che si possono fare sono due: o la seconda febbre è dovuta ad altra patologia, cioè ad una otite acuta che prima il bimbo non aveva, oppure che la continua produzione di catarro che sostiene la tosse e procura episodi febbrili ricorrenti origini dalle alte vie respiratorie, adenoidi, seni nasali, faringe, ecc. e in questo caso si sa che i germi maggiormente responsabili delle patologie delle alte vie respiratorie o delle otiti e sinusiti sono altri rispetto ai germi più comunemente responsabili delle infezioni alle basse vie respiratorie, bronchi, polmoni, ecc..

Per l’otite, infatti, l’amoxicillina, con o senza acido clavulanico, cioè l’antibiotico che ti è stato prescritto attualmente, è quello di prima scelta. In un bambino che non ha ancora tre anni in caso di otite febbrile l’antibiotico è sempre consigliato, anzi, previsto da tutti i protocolli terapeutici.

Pertanto, purtroppo per il tuo bimbo, la ripetuta prescrizione di antibiotici è opportuna e ineccepibile, almeno in linea teorica. È anche vero, comunque, che la persistenza di queste infezioni ed episodi febbrili a ripetizione, qualora quest’ultimo ciclo di terapia fosse seguito da altro episodio febbrile, suggerirebbe almeno alcune analisi di base e, se il bimbo frequentasse l’asilo nido, il suo allontanamento per alcune settimane per dargli modo di riprendersi dopo la febbre senza tornare immediatamente a contatto con altri bambini più o meno malaticci, così come è vero che, almeno fino al terzo anno di vita, l’80% delle infezioni che contraggono i bambini sono virali, quindi insensibili all’azione degli antibiotici.

Ma è difficile capire la differenza tra infezioni virali o batteriche basandosi solo sulla visita e sui sintomi. Pertanto, in assenza di analisi di supporto, esistono linee guida che suggeriscono l’uso di antibiotici sia in caso di tosse persistente da più di due settimane sia di otite accompagnata da febbre. Alternativa scientificamente valida agli antibiotici non ne conosco se non, appunto, un generico ciclo di vitamine e l’allontanamento transitorio del bambino da fonti presumibili di contagio.

Solo il suo pediatra curante potrà stabilire la necessità di integrare con una terapia immunostimolante oppure di approfondire le indagini nell’ottica di scoprire una ipotetica costituzione allergica del piccolo che potrebbe sostenere la costante produzione di catarro di questo periodo.

Un caro saluto, Daniela