Tremori

Gentile dottoressa,

vivo con la mia famiglia in un’isola greca, qui c’è un piccolo ospedale, con pediatri competenti, devo dire, ma in ogni caso l’assistenza medica non è sempre sufficiente. Quando sono rimasta incinta, poiché la gravidanza si è presentata tranquilla, eccetto il problema di fortissimo vomito fino al quinto mese, abbiamo deciso di avere qui il bambino. Gabriele è nato dopo dodici ore di travaglio, le ultime sei terribili, perché io non avevo praticamente dilatazione, ed il bambino era ovviamente stanco, ma vitale. Durante le 24 ore successive ha solo succhiato dal mio seno e quando la notte sono venute a prenderlo le infermiere, ha cominciato a piangere ed ha continuato come un ossesso per più di due ore, senza che io potessi prenderlo.

Infine è arrivata la pediatra e lo ha portato via perché il bambino tremava tutto ed aveva zuccheri ed ematocrito piuttosto bassi. Lo hanno nutrito e poi lo hanno mandato all’ospedale di Patrasso, nel reparto neonatale. Gli accertamenti non hanno mostrato nulla di anormale, i dottori mi hanno ripetutamente chiesto se avessi usato sostanze o medicine durante la gravidanza (niente, ad eccezione del Plasil in iniezione circa una volta a settimana nel primo trimestre, e poi solo integratori, tra cui il magnesio dal settimo al nono mese e l’acido folico praticamente fino al nono mese). Poi a 15gg di vita al bambino è stata fatta una risonanza magnetica, anche quella risultata normale. Qui finiscono i controlli.

Adesso Gabriele ha quasi quattro anni, ed i pediatri non lo hanno mai visto in una delle sue piccole crisi e forse per questo non mi hanno mai consigliato una visita specialistica. I sintomi sono questi: un forte tremore alle mani e i piedi, ma soprattutto al lato sinistro (il bambino è mancino). Le cause non le conosco, cioè, all’inizio accadeva che tremasse se lo prendevo in braccio nel sonno o se piangeva molto molto forte. Adesso accade più raramente, magari se piange durante il bagnetto perché non vuole fare lo shampoo, o se si "fissa" su qualcosa che gli fa paura, dopo la crisi, appena smette di piangere, comincia questo tremore fortissimo, che dura qualche minuto, e mi dà l’idea come di una energia repressa che trova il modo di venir fuori. A volte per calmarlo gli diamo qualcosa da mangiare, mio marito anzi crede che si tratti di un problema legato ad un calo di zuccheri, ma visto che il bimbo quest’anno è stato ricoverato per l’asma ed ha fatto le analisi del sangue, credo che la cosa sarebbe venuta fuori.

Ecco, questo è tutto. Mi chiedo solo se lei crede che sia il caso di chiedere un parere ad uno specialista o di vedere questi episodi come un qualcosa di fisiologico del bambino, senza preoccuparmi oltre.

La ringrazio.

Purtroppo senza conoscere il bambino e senza poter effettuare un esame neurologico completo non mi è possibile inquadrare il problema in modo esauriente. Ad occhio e croce penso che si possa trattare di un residuo di sindrome ipereccitabile che nei primi tempi dopo la nascita poteva anche spiegarsi con il travaglio un po’ complicato e con le esperienze negative perinatali dell’allontanamento da te, i vari controlli e prelievi, ecc., ma ora che ha 4 anni si dovrebbe parlare di costituzione, di eretismo psichico, magari di scarso controllo di sè nelle situazioni frustranti, ecc. In questo caso non ci sarebbe nulla di strettamente medico da fare se non lavorare sull’educazione, offrirgli un ambiente relazionale tranquillo e paziente e soprattutto non viziarlo.

Dalla decisione dei medici, nei primi tempi dopo la nascita, di controllarlo più attentamente e di praticargli anche una risonanza magnetica, immagino che il problema sia apparso da subito e controlli neurologici il piccolo ne avrà certamente fatti diversi dalla nascita ad ora. Sono quindi portata a pensare che tutte le ipotesi che possono venire in mente in caso di sindrome ipereccitabile siano già state fatte ed eventualmente scartate, altrimenti te ne avrebbero parlato allora e ti avrebbero fatto un quadro sufficientemente preciso della situazione neurologica del bimbo.

Per logica, quindi, io non mi preoccuperei, però, ripeto, senza conoscere il bambino non è possibile per me inquadrare la situazione convenientemente.

Un caro saluto, Daniela