Tosse profonda per laringotracheiti ricorrenti

Gentilissima dottoressa,
le ho già scritto per avere consigli sulla laringite di cui la mia bambina, che ora ha 5 anni e mezzo, soffre dalla nascita.
Ora vorrei presentarle una situazione che diventa sempre più frequente in seguito alla laringite: la comparsa di tosse insistente e profonda che la pediatra attribuisce alla laringo-tracheite e cura con Bentelan, areosol (solo nella fase iniziale), antibiotico e sedativo al bisogno.
Io sono molto preoccupata perché la terapia contro questa tosse cupa e insistente non sortisce alcun effetto. La bambina tossisce ininterrottamente per ore nonostante la somministrazione di Bentelan da 1 mg per due volte al giorno. L’ultima volta ci son voluti due giorni e due notti prime di passare ad ua  tosse "grassa" e tollerabile.
Ora, dopo due giorni di tosse sfiancante accompagnata da febbre (che non supera 38) la situazione non cambia ed io sono molto preoccupata per la notte che verrà.
Può aiutarmi? Può darmi un consiglio?
Sono molto in ansia.
Grazie,
Marta

Cara Marta,
in realtà, la terapia che la bimba sta praticando sarebbe quella indicata per il suo problema e per calmare questo tipo di tosse non resta che dare un calmante centrale come la paracodina unito a vapori caldo umidi più cortisone e tutto quello che sta facendo.
Quello che sarebbe bene capire, però, al di là dell’episodio acuto che i farmaci, prima o poi, riescono a controllare, è il motivo di questi episodi di laringospasmo e di laringotracheiti ricorrenti. Se vi sono casi di asma o atopia in famiglia, la tesi della iperreattività e dell’allergia è plausibile, ma vi sono altre patologie che possono sottostare ai croup ricorrenti oltre alle infezioni virali.
Per esempio il reflusso gastroesofageo, oppure qualche malformazione vascolare che può restringere laringe o trachea, oppure patologie neoformative come angiomi nei pressi delle corde vocali o tessuto tiroideo aberrante, cioè sviluppantesi nei pressi della tiroide ma fuori dall’organo stesso che si trova a ridosso della trachea e via discorrendo.
Come pure la bambina potrebbe avere una ipereccitabilità dei recettori della tosse e si gioverebbe, in questo caso, di broncodilatatori. Le laringiti e il laringospasmo ricorrenti, quindi, prima o poi andrebbero indagati con esami strumentali per capire se la patologia fosse sostenuta da un altro problema sottostante.
La bimba dovrebbe essere visitata da un otorinolaringoiatra (se non l’ha già fatto) ed egli potrebbe prescrivere una fibroscopia (esame molto poco invasivo e fastidioso) per escludere quanto elencato sopra, incluso il reflusso.
Quindi, un conto è la terapia dell’attacco acuto di tosse che, secondo il caso, può essere cortisone con broncodilatatore oppure cortisone con sedativo della tosse centrale come la codeina, oppure cortisone con antistaminico, il tutto con o senza copertura antibiotica e l’adrenalina nei casi estremi e un conto è approfondire il motivo di questi episodi ricorrenti.
Un caro saluto,
Daniela