Tosse: come comportarsi?

Gentile dottoressa Daniela,
le scrivo non tanto per urgenza, quanto per aiutarmi a decidere una "linea" di comportamento in determinate circostanze.
In parole povere, vorrei parlarle della tosse.
Mio figlio Francesco, 3 anni e mezzo, appena inizia la stagione fredda si ritrova alle prese con questo "problema", che ci condiziona un po’ tutti.
Premetto che anch’io sono sempre stata (e sono tuttora) soggetta frequentemente a tosse, soprattutto notturna, come quella che il più delle volte viene a Francesco.
In questi anni, la nostra pediatra di base e alcuni pediatri del consultorio pediatrico, mi hanno consigliato ciclicamente più o meno gli stessi rimedi: aerosol (generalmente con Clenil A e Fluibron), o sedativi per gli accessi notturni violenti (Danka gocce, o Hederix supposte).
Nei periodi in cui questa persisteva, abbiamo provato anche rimedi naturali ed omeopatici. Inoltre, ho provveduto ad eliminare pelouches e altre fonti di acari dalla sua stanza, nell’ipotesi che fossero fattori irritativi.
Non mi preoccupo più di tanto, lo trovo nella normalità per un bambino che frequenta l’asilo, ma mi chiedo se ci si debba proprio convivere.
So che la tosse è un sintomo, ed ho perciò l’impressione che, in questi anni, non siamo mai arrivati al "cuore" del problema, a ciò che la provoca o l’ha provocata.
10 giorni fa Francesco ha terminato un ciclo di antibiotico (Amoxicillina) per via di un’otite. Durante la visita, la pediatra ha sentito anche questa tosse, ma ha detto che il torace era assolutamente pulito.
Da una settimana però, non passa notte che io non debba intervenire con qualcosa (a volte basta miele e limone, altre servono le gocce), per violenti accessi che poi di giorno spariscono del tutto.
Come mi devo comportare? Devo continuare a ritenerla una cosa normale ed intervenire sempre solo sul sintomo?
Specifico inoltre che si tratta di tosse stizzosa, che solo alcune volte è diventata "grassa".
Mi scuso se non sono stata particolarmente chiara, ma sono la prima ad essere confusa su questo argomento!
Grazie di cuore,
Marika

Per una tosse notturna persistente, soprattutto secca e di tipo, immagino, irritativo più che infettivo, io mi orienterei verso un’allergia.
In tal caso, eliminerei cuscino, coperte, piumone e materasso se sono di lana o di piume o se contengono questi elementi anche in piccola quantità e li sostituirei con cuscino piumone e materasso rigorosamente sintetici.
Per quanto riguarda tende, tappeti, moquette e peluche, sai già come procedere. La pulizia della casa e soprattutto dell’ambiente dove vive gioca e dorme il bambino deve essere rigorosa, quotidiana e fatta con straccio umido o con aspirapolvere con serbatoio ad acqua per non sollevare polvere.
Attenta anche ai particolari: una volta mi capitò di rompermi la testa e scervellarmi per mesi per una tosse insistente di un bambino che scomparve solo quando la madre sostituì un sovracoperta estivo in puro cotone che non aveva altra colpa che di presentare un piccolo ricamo su un angolo fatto dalla nonna con filo di lana! Se il bambino dorme con il fratello o la sorella, anche loro devono eliminare lana o piume dal loro letto.
Prova poi a fare dormire il bambino per due o tre giorni in altro ambiente: dai nonni, in albergo in occasione di un piccolo viaggio, in un’altra stanza, ecc.
Se tossisce decisamente meno, la diagnosi è confermata.
Ricambia l’aria di casa e soprattutto della stanza dove dorme il bimbo almeno tre volte al giorno per non meno di 20 minuti, non riscaldare troppo l’ambiente dove soggiorna – non più di 20-21 gradi se hai il riscaldamento autonomo regolabile – e, durante le ore di riscaldamento, metti sempre un umidificatore, anche a basso regime.
Porta il bambino al mare, se puoi, e valuta la differenza rispetto ai giorni in cui rimane in casa.
Controlla le sue adenoidi che, se ingrossate o spesso infiammate, creano produzione e scolo di muco dall’alto del faringe che di notte, in posizione sdraiata, non defluisce agevolmente verso lo stomaco e si accumula nel retrofaringe stimolando la tosse quando troppo denso.
Controlla la presenza di sintomi collaterali di alergia come starnuti frequenti, naso spesso chiuso o con scolo di muco fluido trasparente (biancastro se l’aria è troppo secca), otiti catarrali ricorrenti e via discorrendo.
Eventualmente programma una visita dall’allergologo che, qualora confermasse questo sospetto, potrebbe darti farmaci preventivi antiallergici come Zaditen o altro da somministrare nei mesi invernali, oppure sottoporre il bambino a prove allergiche, se necessario, soprattutto se questi disturbi hanno una certa famigliarità.
Dal punto di vista infettivo, alcuni microrganismi come il mycoplasma o la clamydia possono dare una sintomatologia caratterizzata da tosse con poca produzione di catarro, prolungata nel tempo e senza febbre: la diagnosi si fa con la radiografia del torace e la ricerca degli anticorpi specifici. Si curano molto bene con antibiotici  (macrolidi). Altro, purtroppo, senza il bambino sotto gli occhi, non posso dirti.
Un caro saluto,
Daniela
Una postilla alla risposta: oltre alla frequente aerazione dell’ambiente e alla sua umidificazione, bisogna assolutamente vietare il fumo! Qualsiasi fumatore deve tenersi molto alla larga del bambino e, se proprio non ne può fare a meno, andare a fumare fuori di casa.
Il bambino deve bere molto, anche se non sente troppo lo stimolo della sete e, forse, invece del solito aereosol che può risultare irritante, può assumere destrometorfano in più somministrazioni giornaliere (4 o 5).