Tosse canina e laringotracheite

Gentile Dottoressa,
mia figlia di undici anni continua a soffrire di episodi ricorrenti di tosse.
Da un anno a questa parte la tosse da secca e stizzosa si è trasformata in tosse canina.
Sin da piccola ha fatto tutte le prove allergiche, risultate tutte negative.
L’anno scorso, dopo un mese e mezzo di antibiotici, è risultata positiva al mycoplasma, pensavamo di aver risolto il problema dopo 15 giorni di macladine.
Noi vivevamo a La Maddalena in Sardegna. Da settembre ci siamo trasferiti in Piemonte e mia figlia ogni 15-20 giorni è costretta a prendere il macladine (unico antibiotico che le fa passare la tosse) perché continua a soffrire di tosse canina (quindi non più stizzosa come gli anni passati).
L’ultima volta che sono stata al pronto soccorso il medico mi ha parlato di tracheite (e di questo ne ero già al corrente) ma quando gli ho chiesto da cosa poteva essere provocata e, soprattutto, gli ho manifestato la mia preoccupazione circa il fatto che sono sempre costretta a darle l’antibiotico, per tutta risposta mi sono sentita dire "Signora del resto prima che inventassero l’antibiotico la gente moriva".
Adesso anche la pediatra sta cercando di indirizzarmi verso qualche specialista che risolva il problema di mia figlia, anche perché siamo consapevoli che fra un po’ anche il macladine non farà più effetto.
La prego, mi può dare qualche consiglio?
La ringrazio infinitamente,
Anna

La tosse canina dipende da una laringotracheite: la provoca la pertosse, alcuni altri batteri simili a quello che provoca la pertosse, simili, cioè, alla Bordetella Pertussis, che si chiamano, appunto, Bordetelle Parapertussis, la provoca il mycoplasma e altre forme infettive.
In realtà sarebbe una forma di laringospasmo, una particolare reazione molto violenta della piccola ad una irritazione anche non molto importante che va ad infiammare quel tratto delle vie respiratorie (laringe, trachea e parte del tutto iniziale dei grossi bronchi).
Tutti i batteri menzionati prima sono sensibili ai macrolidi (macladin e simili), ma, ovviamente, non i virus e non le tossi di natura allergica che possono manifestarsi in modo simile.
Il mio consiglio è, quindi, di trattare questi episodi con una copertura antibiotica se è necessario, ma solo valutando ogni volta il problema, cioè facendola visitare ogni volta e anche con la terapia che si prescrive per il broncospasmo, cioè cortisone anche solo per via inalatoria con inalatori monodose visto che è già grande e si suppone anche responsabile e, nei casi più importanti, dove è presente anche difficoltà respiratoria (ma non mi sembra il tuo caso) anche con adrenalina. Se, poi, il pediatra della bimba ipotizza una certa ipersensibilità dei recettori della tosse (sindrome da ipereccitabilità dei recettori della tosse o SIRT), un certo giovamento lo trarrebbe dall’uso di broncodilatatori nella fase acuta degli episodi di tosse, oltre che, ovviamente, di calmanti centrali della tosse come la codeina.
Un caro saluto,
Daniela