Tbc linfoghiandolare e contagio?

Gentile D.ssa buongiorno,
sono nuova del forum e alcune mamme iscritte mi hanno consigliato di rivolgermi a Lei.
Dunque, sono la mamma di Sofia, che ha 2 anni e nove mesi. La mia bimba ha avuto contatti sporadici con il domestico indiano della zia che, purtroppo, abbiamo scoperto è affetto da Tbc Linfonoidale.
Non riesco a capire se c’è da preoccuparsi o no. La mia pediatra mi ha prescritto il Tine test con RX polmoni (!), la pediatra della zia nulla. Che fare?
Tra l’altro, Sofia ha una tosse stizzosa da circa 20 gg che compare, in prevalenza, quando andiamo a dormire. Sono stati controllati i bronchi, ma risultano puliti. Abbiamo fatto una settimana di aereosol con 1 ml di soluzione fisiologica e 1 ml di Sedo calcio ma la situazione non è migliorata. Sofia mangia tutto, non ha mai avuto problemi di allergie e prende ancora il seno. Che fare?
Grazie per la sua eventuale risposta.
Buona giornata
Cristina

Cara Cristina,
se questa persona soffre di una forma di tbc linfoghiandolare "chiusa", cioè senza presenza di linfonodi fistolizzati o, in qualche modo, conformati in modo tale che si può supporre un contatto del loro contenuto con l’esterno (linfonodi fistolizzati, linfonodi peritracheali o peribronchiali, anch’essi fistolizzati) e se ha attuato una idonea terapia specifica antitubercolare sia in termini di specificità di antibiotici e farmaci usati sia in termini di corretta durata della terapia stessa, la bambina non ha corso e non correrà nessun rischio di infettarsi.
Però è essenziale sapere perfettamente la situazione attuale della malattia di questa persona, possibilmente con una documentazione scritta che un buon internista, meglio se infettivologo, saprà valutare.
Quindi il mio consiglio è quello di non cadere in preda ad insensati terrori con rx vari, ecc. alla bimba ma, per il bene di tutti, anche degli adulti e non solo della bimba che, in fondo, ha avuto solo contatti molto superficiali e occasionali, di approfondire in modo corretto e competente lo stato di salute del signore in questione parlandogli con molto rispetto, serenità e gentilezza e convincendolo ad effettuare una visita o quantomeno un colloquio approfondito e chiarificatore con una persona competente che sappia formulare le domande importanti da fare e sappia valutare l’efficacia e la correttezza della terapia che, sicuramente, avrà praticato.
La bimba può anch’essa essere seguita dallo stesso infettivologo, ma unicamente per scrupolo. Il tine test si positivizza tardi dopo un primo eventuale contatto con il bacillo e può dare reazioni falsamente positive: in caso di dubbio meglio l’intradermoreazione alla Mantoux, ma anch’essa non si positivizza velocemente.
Allora, per tagliare la testa al toro, io porterei il domestico a colloquio e visita in un centro qualificato di infettivologia dove saranno obiettivi nella valutazione del problema senza attuare una inutile caccia alle streghe (la tbc fa paura, è un retaggio atavico che abbiamo: io sono abbastanza vecchia per avere avuto modo di vedere famiglie intere contagiate, ma, a parte il problema degli attuali flussi migratori, gli ultimi malati "nostrani" erano i nonni delle vostre generazioni. Parlo di malattia conclamata, non di contatto col bacillo tubercolare) e per quanto riguarda direttamente la bimba, dopo avere ben chiara la situazione e la eventuale contagiosità o meno della persona in questione, potrà, a sua volta, essere sottoposta a parere di un infettivologo pediatra. Il tutto, però, per amore di precisione e per scrupolo, non con paure irrazionali.
Un caro saluto,
Daniela