Sviluppo genitali nel feto

Salve,

sabato scorso ho fatto la morfologica di secondo livello con un buon ecografo, ero di 22 settimane più 6 giorni, l’ho fatta in ritardo perché sono stata ricoverata con colica renale al rene destro.
Purtroppo, oltre le coliche renali che ho avuto in questo ultimo periodo, all’inizio della gravidanza è venuta fuori una tiroidite acuta, con tre noduli, uno dei quali molto grossi; sono stata malissimo, all’inizio ho preso molta tachipirina, poi quando ero vicina alla quattordicesima settimana, endocrinologo e ginecologo di comune accordo mi hanno fatto iniziare il Medrol, cortisone della famiglia metilprednisolone. Ho iniziato con 16 mg per 10 giorni, poi scalando con 8 mg per 20 giorni, poi 4 mg per altri 20 giorni ed infine ancora 4 mg per 20 giorni ma un giorno si e l’altro no, questa mattina ho preso gli ultimi 4 mg.

Parlando con l’ecografo dell’assunzione di questo farmaco, lui ci ha assicurato che non è forte e che sono state dosi minime, ma ci ha parlato anche degli effetti negativi di cui fino ad oggi nessuno ci aveva mai parlato: alterazione dei genitali.

Stiamo aspettando una bambina, durante l’ecografia abbiamo visto le grandi labbra, ma non è detto che possa cambiare qualcosa. Ci ha anche detto che era più facile che accadesse in passato, con farmaci più forti e presi per più tempo, certo è che non ci ha tranquillizzati del tutto.

Sa dirmi qualcosa di più?

Tra circa 3/4 settimane rifarò l’ecografia e sarà tridimensionale, così tra le altre cose controlleremo meglio anche questa cosa; se intanto potesse darmi anche il suo parere, mi farebbe un immenso piacere.
 

La ringrazio tanto, cordiali saluti.


 

Io credo che tu possa stare relativamente tranquilla per due motivi.

L’inizio della terapia cortisonica dopo la fine del periodo strettamente embrionale di formazione degli organi del feto, cioè dopo la dodicesima settimana, cioè ad inizio quarto mese di gestazione e l’uso del metilprednisolone che è uno dei cortisonici meno rischiosi per il feto per una durata non eccessivamente lunga della terapia, sapientemente condotta e adeguatamente scalata.

Occhi e palato sono gli organi che potrebbero essere colpiti da eventuali malformazioni, cioè palatoschisi e cataratta, ma questo avrebbe potuto succedere se la terapia fosse iniziata prima della dodicesima settimana di gestazione, a sviluppo morfologico di questi organi non ancora ultimato, non alla sedicesima settimana.

Per di più, questo tipo di cortisone viene in parte metabolizzato dalla placenta prima di arrivare al feto e questo è un ulteriore motivo di tranquillità. Dopo la fase embrionale, cioè dopo il terzo mese di gravidanza, una terapia cortisonica materna prolungata potrebbe, al limite, indebolire transitoriamente la funzionalità surrenale del feto, ma scalando adeguatamente il farmaco prima di sospenderlo, questo inconveniente viene scongiurato.

Rimarrebbe l’ipotesi di un transitorio ritardo di crescita intrauterina ma i controlli periodici ai quali vieni e verrai sottoposta – aumento del tuo peso, ecografie morfologiche varie, misurazioni fetali ripetute – sapranno fare il punto della situazione.

Io ti consiglio di stare ragionevolmente tranquilla: il cortisone, nel tuo caso, era necessario, non prenderlo avrebbe sottoposto il feto a rischi di altro tipo.

Sei stata ben consigliata e ben curata.

Fidati.

Un caro saluto, Daniela

 

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Medico chirurgo specializzato in Pediatria e Neonatologia con lunga esperienza Ospedaliera.