Svezzato a due mesi a causa del reflusso

 

Salve Dott.ssa,

il mio bimbo soffre di reflusso esofageo. Rigurgita spessissimo, ma non grossissime quantità, e a volte vomita. Il pediatra che ha diagnosticato il reflusso quando il bambino ha smesso di crescere mi ha fatto cominciare immediatamente lo svezzamento con la pappa lattea. A quel tempo il bimbo aveva 2 mesi e mezzo. Telefonando al servizio consumatori della casa produttrice della pappa ho scoperto che la pappa lattea è fatta con latte di tipo 2, o meglio di proseguimento. A quali rischi va incontro il mio piccolo? Ci sarebbero state alternative possibili?

Ora il bambino sembra non guadagnare più peso neanche mangiando 2-3 volte al giorno la pappa lattea. Il pediatra ci aveva prima suggerito di provare a inserire merende yogurt e frutta, e latte addensato con crema di riso, ma il primo prodotto è indicato per bimbi di 6 mesi e il secondo non ha dato giovamento. Dunque il medico ci ha detto di avviare lo svezzamento vero e proprio con un brodino vegetale e carne liofilizzata. Il piccolo ora ha 4 mesi appena compiuti. Lei cosa ci suggerisce? Abbiamo precorso troppo i tempi? (il piccolo 2-3 volte al giorno prima dei pasti assume anche maloox e peridon).

Il gioco vale la candela?

Certo, le tappe alimentari sono state forzate e fortemente anticipate. I rischi, ammesso che ve ne siano, dipendono essenzialmente da due fattori: introduzione troppo precoce del glutine con le farine lattee se quelle che hai scelto lo contenevano – il glutine andrebbe dato soltanto al compimento del sesto mese anche se ora si tende ad essere meno rigidi di un tempo – e introduzione ugualmente troppo precoce di latte numero due contenente una maggior quantità di proteine e soprattutto proteine non adattate alle esigenze di un lattante di due mesi: praticamente i latti numero due sono come il latte di mucca al quale sono stati modificati i grassi ma non le proteine.

Ne valeva veramente la pena per un semplice problema di reflusso? Forse poteva bastare addensare il latte numero uno con amido di riso o di mais associando una terapia antiacido e un procinetico.

Adesso comunque il bimbo ha compiuto 4 mesi e, se fosse veramente necessario, l’età sarebbe giusta per iniziare una prima pappa con brodo vegetale filtrato, farina precotta di riso o di mais o di tapioca e olio di oliva. A questo pasto verrà aggiunta la carne bianca – coniglio agnello – prima mezzo vasetto di liofilizzato poi uno intero, ma questo dopo una decina di giorni dalla introduzione della pappa e dopo un’altra decina di giorni uno o due cucchiai rasi di verdure passate – carote, patate e volendo zucchine – Niente yogurt fino al settimo, ottavo mese che, tra l’altro, aumenta un po l’acidità dei succhi gastrici e non è molto indicato in caso di reflusso. Oltre alla pappa – 150 gr più o meno – il bimbo potrà fare quattro poppate di latte numero uno addensate con un cucchiaino, massimo due rasi, di crema di riso o di mais e, se non le dovesse gradire o se i pasti liquidi dovessero peggiorare il reflusso, solo ora potrebbe prendere una pappa lattea come secondo pasto semi solido, la sera.

In tal caso le poppate rimarrebbero tre, mattina pomeriggio e dopo cena, attorno ai 160, 180 gr. La quantità dipenderà dal peso e siccome tu non me lo riferisci, non posso calcolarla. In linea di massima, comunque, i vomiti e i rigurgiti dovuti a reflusso non accompagnati da tutta quella serie di disturbi tipica della malattia da reflusso come agitazione, sonno disturbato, inarcamento della schiena, poppate interrotte da pianto, tossetta, ipersalivazione ecc., ecc., non dovrebbero suggerire nessuna variazione dell’alimentazione del bimbo a meno che non siano tanto abbondanti da influenzare molto negativamente la crescita ponderale del bimbo.

Siamo sicuri che il tuo bimbo stia crescendo veramente poco? E siamo sicuri che stia crescendo meno di quanto ci si aspetterebbe proprio a causa dei vomiti, visto che mi dici che i rigurgiti non sono abbondanti e che i vomiti veri e propri sono rari? La frutta stessa dovrebbe essere data con prudenza, mai vicina o dopo un pasto, qualsiasi esso sia, e possibilmente soltanto in tarda mattinata dopo almeno due ore e mezzo dalla poppata precedente e un’ora e più dal pasto successivo. In ogni caso il problema del tuo bimbo non mi è chiarissimo perché non mi fornisci molti elementi di riflessione, per esempio non mi dici come è cresciuto mese per mese, il suo peso di nascita e così via…

Un caro saluto, Daniela