Svezzamento bimbo di 6 mesi nato prematuro

Salve Dottoressa, vorrei chiederle se un bambino prematuro nato a novembre 2014 di 6 mesi e 1 settimana, di peso 740 gr è capace, in data odierna, di mangiare le pappine e la frutta?

La ringrazio.

 

Lo sviluppo somatico, neuromotorio, funzionale e psicologico di un pretermine dalla nascita in poi non segue le tappe dello sviluppo che avrebbe avuto in sede intrauterina in quanto le necessità di adattamento alle diverse condizioni ambientali fuori dall’utero, la quantità innumerevole di stimoli neurosensoriali che riceve in più rispetto alla sua condizione precedente, la necessità di fare funzionare il suo intestino autonomamente lo fanno maturare più velocemente che se fosse rimasto dov’era fino al termine fisiologico della sua gravidanza. Quindi, per quanto sia corretto tener conto della sua prematurità quando si valuta periodicamente il suo accrescimento somatico e il suo sviluppo psicomotorio aggiustando i dati riscontrati con l’età corretta, cioè considerandolo di alcuni mesi più “giovane” di quanto non sia anagraficamente, si è comunque obbligati a scendere a compromessi. Le vaccinazioni, per esempio, non vanno rimandate più di tanto, anzi, è bene che il neonato sia precocemente protetto dalle infezioni più importanti e le tappe di progressione dell’alimentazione devono essere valutate caso per caso in quanto lo svezzamento, cioè l’introduzione di alimenti diversi dal latte, materno o artificiale che sia, deve tener conto di due punti importanti: il primo è lo sviluppo psicomotorio e il secondo è la considerazione delle esigenze nutrizionali del bimbo più che dell’età corretta. Per quanto riguarda il primo punto: per iniziare ad essere alimentato con il cucchiaino il bambino deve già stare seduto sul seggiolone o quantomeno sulla sua sdraietta senza bisogno di appoggio laterale e deve saper girare testa e collo da un lato e dall’altro senza che il suo tronco segua i movimenti del collo. Solo a questo punto del suo sviluppo motorio sarà in grado di deglutire cibi più solidi dei liquidi e saprà accettare in bocca oggetti più rigidi di una tettarella come il cucchiaio. Ugualmente dovrebbe essere in grado di protendere entrambe le braccia in avanti come per afferrare un oggetto posto davanti a sé. Per quanto riguarda le sue capacità digestive: nei meccanismi digestivi si dice che è la funzione che fa l’organo, cioè è al momento di introdurre il nuovo alimento che si iniziano a sintetizzare i vari enzimi digestivi necessari al suo metabolismo. Sia la mucosa intestinale che le varie ghiandole come pancreas, ecc, sono potenzialmente mature per produrre quanto necessario per metabolizzare gli alimenti. L’accortezza è quella di procedere con molta gradualità e magari più lentamente rispetto ad un lattante di pari età anagrafica nato, però, a termine di gestazione. Quindi, ferma restando la necessaria maturazione delle capacità neuromotorie del piccolo, se egli riesce già a stare seduto da solo e sa girare il collo e la testa senza che il tronco segua questi movimenti ma resti in posizione frontale rispetto all’esaminatore, si può iniziare con piccole quantità di frutta, poi con cereali e via via con uno svezzamento completo da attuare solo più lentamente di quanto consigliato per un lattante a termine di pari età. Naturalmente anche le quantità dei vari alimenti andranno calcolate in base al suo peso e, di conseguenza, ai suoi personali fabbisogni nutrizionali: non dovranno essere troppo standardizzate o paragonate, magari, a quelle di un bambino di pari età che pesa uno o due chili in più, questo è ovvio.