Svezzamento ad ostacoli


Gentile dottoressa,

mi complimento anche io con la sua modalità, competente, chiara e diretta, ma sempre molto comprensiva, di affrontare i disagi e gli interrogativi di tutte le mamme preoccupate.

Io lo sono, sia mamma che preoccupata, di un piccolino di sette mesi di età corretta.

Questo perché mio figlio è nato, in realtà, dieci mesi fa, gravemente prematuro, dopo una gravidanza difficile e quasi tutta ospedalizzata.

Ne è stata causa una precocissima rottura di membrane che non ha però impedito, dopo quasi quattro mesi di ricovero, di approdare ad un fortunoso e miracoloso, ne sono sicura, parto con taglio cesareo alla 27° settimana.

Il piccolo, che alla nascita pesava poco più di un chilo, è stato poi ricoverato, ed io con lui, altri tre mesi e mezzo in Terapia Intensiva Neonatale: un viaggio fatto non solo di prevedibile incubatrice ma di ossigenoterapia (per via di una diagnosi di broncodisplasia polmonare), di trattamenti antibiotici (per via di tre consecutive sepsi), di un intervento chirurgico sul filo del rasoio (per via di una briglia intestinale generativa di una occlusione molto grave).

Alla fine di settembre, finalmente, la dimissione, anche se protetta, cioè con inseparabile bagaglio di bombole di ossigeno.

Ce n’è stato bisogno per poco tempo, in realtà, appena dieci giorni, poi il mio piccolino è decollato da solo, con i suoi coraggiosi anche se ancora fragili piccoli polmoni.

Sono seguiti un autunno ed un inverno all’insegna della “guardia alta”: nessuna frequentazione con chicchessia né, tantomeno, vita sociale in luoghi pubblici, per via della minaccia del contagio di virus respiratori.

Contemporaneamente, però, tanta vita all’aperto, anche al freddo, passeggiate in carrozzina per chilometri (per la gioia dei muscoli femorali della sottoscritta), tanti giochi, tante coccole e risate, tante sguazzate, da solo o con mamma o papà, nella vasca da bagno.

Mio figlio si è alimentato, fino a novembre, del mio latte, che puntualmente, durante il suo ricovero, tiravo e congelavo: purtroppo, in occasione dell’intervento chirurgico, il peso psicologico è stato fortissimo ed il latte è andato via.

Dopo novembre abbiamo cominciato dunque l’alimentazione con un latte formulato, che il bimbo mangiava con grandissimo appetito, tanto da crescere, a volte, fino a 400 gr. la settimana.

Al 5° mese di età corretta, di concerto con la pediatra di base e con i pediatri che si occupano del suo follow up di prematuro, ho cominciato lo svezzamento standard: brodo di verdura, olio extravergine, parmigiano, liofilizzato e poi omogeneizzato, frutta schiacciata eccetera eccetera.

Nessun particolare entusiasmo, ma terminava il pasto.

Al 6° mese e mezzo, cioè 2 settimane fa, ho introdotto il secondo pasto solido: sempre meno entusiasmo, nonostante l’introduzione di molteciplici variabili, sia nella composizione del brodo vegetale, sia nell’utilizzo di alimenti freschi (carne, formaggi consentiti, pesce) al posto degli omogeneizzati.

Da tre giorni, il piccolo accetta di buon grado le prime quattro, cinque cucchiaiate di pappa e rifiuta decisamente il resto.

Mi interrogo, ed interrogo chi penso possa rispondermi, sulle possibili cause ed ho messo insieme un paio di circostanze che forse fanno al caso mio:

  1. giusto tre giorni fa sono spuntati al bimbo due incisivi inferiori, dunque potrebbe trattarsi di inappetenza da dentizione: ma come mai, allora, il pasto del mattino, composto ancora di 230 gr. di latte di proseguimento + due biscottini solubili, viene spolverato senza esitazioni?
  2. Anche se governo la vita della famiglia imperturbabile come sempre, sto accusando giusto da un mese e mezzo il carico di fatica e sofferenza dell’esperienza della gravidanza e dei primi mesi di vita di mio figlio: sono molto più emotiva, mi rivivo con la pelle d’oca scene, suoni, grida, pianti e odori. La esprimo alle persone a me più vicine, mio marito, mia madre, ma non è sufficiente: mi sento dentro un peso così grande…e pensare che credevo di esserne uscita indenne…avevo anche ricevuto complimenti su complimenti per la tenuta fisica e psicologica di quei mesi.

Fin dal principio c’è stata molta empatia fra me ed il piccolo che non lasciavo solo, durante il ricovero, per circa 18, 19 ore al giorno: che stia partecipando, in qualche modo, a questo mio passaggio così difficile?

Eppure, visto e rivisto da pediatri, osteopata, neuropsichiatra infantile, psicologa, viene considerato un bambino vitale, attento, solare, sereno, socievole e sano, pur con le attenzioni dovute alla delicatezza della sua storia: la notte dorme sonni tranquilli e continuativi.

Un dettaglio importante: il bimbo, a tutt’oggi, pesa quasi 8 kg e ½ ed è alto 73 cm.

Da lei, nella speranza di averle fornito sufficienti elementi, vorrei capire che tipo di lettura dare a questo comportamento, anche nella prospettiva che continui nel tempo.

E che fare rispetto ai suoi rifiuti?

Certo, ho vissuto di peggio, ho rischiato grosso, ma questo ostacolo, in questo momento, mi preoccupa molto, moltissimo.

Un grazie grande, un saluto ancor più grande,

Silvia


 

Cara Silvia, da mesi ormai tu e il tuo bambino avete dimostrato di saper superare ostacoli ben più difficili e significativi di un semplice svezzamento. Allora posso dirti: rilassati e continua a credere, non solo al tuo piccolo ma anche a te stessa e alla vostra capacità di stare bene insieme e di capirvi. In altre parole, ferme restando le prescrizioni dietetiche del o dei vari pediatri, cerca di capire quello che fa veramente piacere al tuo bimbo, trova i suoi tempi e assecondalo.
Per il primo pasto della mattina, come mi dici, non ci sono problemi. Per la pappa di mezzogiorno cerca di capire se rifiuta il cucchiaio o il sapore diverso dal latte della minestra o la sua consistenza più densa. Se non accetta il cucchiaio lo puoi capire facilmente dal gesto di rifiuto che fa con la lingua che cerca di spingere fuori il cucchiaio quando glielo metti in bocca: in questo caso si può pensare che non abbia ancora acquisito la piena capacità di accettare questo nuovo modo di essere alimentato. La soluzione è quella di somministrare quasi tutte le sostanza nelle prime cucchiaiate che lui accetta lasciando indietro la parte più liquida e meno nutriente che può essere data o con più calma o con il bicchierino o addirittura del tutto sostituita da liquidi di altro genere. In pratica si preparano due piattini di pappa, uno con tutta la carne necessaria più una quantità variabile di pastina o semolino e di passato di verdure in base a quanto prende prima di cominciare a rifiutare, e uno col brodo vegetale rimanente,eventualmente la minestrina rimanente e il passato di verdure rimanente. Puoi preparare infatti i 30-40 grammi di carne o pesce mischiati a tutta o solo parte della minestrina o farina di cereali e uno o due cucchiai di passato di verdure miste (cerca di capire quali sono quelle a lui più gradite). Se i cereali aggiunti aumentano troppo il volume della pappa mettene meno: compenserai con qualche pezzetto di pane che forse già comincia a sgranocchiare tenendolo in mano da solo o un biscottino in più. Se anche la verdura fa aumentare troppo il volume di pappa che accetta con il cucchiaio, riducila e magari aumenta un po la frutta del pomeriggio. Insomma, siete già abbastanza esperti entrambe per fidarvi del vostro buon senso e interpretare con una certa elasticità le prescrizioni standard dei medici.
Se invece ti accorgi che il problema non sta nel rifiuto del cucchiaio (che col tempo passa perché è un problema di coordinazione motoria tra lingua palato e muscoli della deglutizione che si acquisisce piano piano), ma di sapore salato della pappa, perché, per es., la frutta col cucchiaino la mangia molto volentieri, allora, anche se non è affatto ortodosso, a volte funziona aggiungendo un pizzico di zucchero nella pappa, sempre però preparandone meno di quanto prescritto, in termini di volume. Se, altra ipotesi, capisci invece che, al contrario, i cibi saporiti come il prosciutto, lo interessano molto, beh, assecondalo nei limiti del possibile. Insomma, da una parte cerca di liberarti dall'idea di dovere seguire alla lettera le prescrizioni dei medici e fai un po di testa tua, visto che hai vissuto talmente tante esperienze che in un certo senso sei diventata medico anche tu.
Se la pappa della sera aggiunge poi problema al problema e le soluzioni prospettate per il giorno non sono risolutive allora prova ogni tanto con una farina lattea che ha un buon sapore dolce. E' chiaro che è più corretto dare una pappa tradizionale, se non altro per le proteine e per il ferro contenuti nella carne,ma non commetterai certo un peccato mortale dando una pappa dolce ogni tanto, tanto più che la mia opinione è che è stato svezzato un po presto. Non che non fosse giusto fare così, ma penso che il bimbo non fosse ancora maturo per accettare questi cambiamenti: lo dimostra il gusto per il biberon che ancora dimostra.
Ma al di là di tutto, per favore, tranquillizzati. Allontanati un po dai medici sia fisicamente che psicologicamente: sono certamente stati miracolosi e indispensabili nei momenti critici, ma ora tutto è passato e il futuro è senza di loro, sempre più senza di loro, si spera. Prenditela finalmente comoda e ricomincia a goderti la vita senza troppe paure. Mediando e facendo valere il tuo intuito di mamma, se qualche volta, soprattutto la sera, sei stanca e il bimbo fa storie per la pappa, dagli pure un comodo biberon di latte come piace a lui e magari non dirlo al pediatra. Certo, non fare così tutti i giorni, ma stai sicura che anche se qualche volta farai di testa tua il bimbo crescerà benissimo lostesso, e se qualcuno troverà qualcosa da ridire in ciò, non starli a sentire. Comincia a dare spazio anche a te, alle tue esigenze e alla tue comprensibilissime stanchezze. Quando la situazione migliore permette di allentare la tensione nervosa lo stress accumulato si fa sentire ed è buona cosa che avvenga questo perché permette di prendere coscienza che è ora di riposarsi, almeno mentalmente. Se imparerai a prenderti cura di te e a dare spazio alle tue esigenze del momento non cadrai in depressione, altrimenti l'esaurimento che si nasconde dietro l'angolo si affaccerà inesorabile e tu non te lo puoi permettere perché nient'altro e nessun'altro potranno rendere felice il tuo bimbo più della tua presenza serena accanto a lui. Un caro saluto, Daniela

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