Strano comportamento di un neonato di tre mesi

 

Salve Dottoressa,

Sono Lorenzo, papà di Riccardo, un bimbo di 16 settimane (3 mesi e mezzo abbondanti), 6.65 kg di peso e una lunghezza di 66 cm. È cresciuto finora senza particolari problemi, prendendo il latte dalla madre abbastanza con regolarità, tranne negli ultimi 20-25 giorni quando ha ridotto la durata delle poppate a non più di 8-10 min., mantenendone 6-7 al giorno. Inoltre il pannolino si riempiva di feci non più di una volta al giorno.

Questa la situazione di partenza. Poi da quando al consultorio la scorsa settimana gli è stata "fortemente" consigliata l’introduzione di una poppata in più è successo qualcosa per cui adesso non so più che pesci pigliare. Il tentativo di introduzione della poppata aggiuntiva a scardinato i ritmi pregressi alterando un po’ tutto. Così, faticando contro l’impulsività della mamma ho cercato di mantenere il sangue freddo e cercare di osservare il fenomeno prima di intervenire in maniera scomposta. Sperando di ritornare alla situazione originaria.

Adesso Riccardo per poppare ha bisogno di essere "sorpreso" nel sonno. Se viene posto (ogni 3 ore circa) davanti alla tetta in uno stato di dormiveglia, riesce a poppare (sempre in un continuo attacca-stacca) per circa 6-8 min.. Altrimenti non c’è verso: nel migliore dei casi di distrae, gioca, ride. Ma spesso, come intuisce che si tratta di tetta, ritrae la testa e arriva fino al pianto, con il risultato di un nulla di fatto.

Sarà che da qualche giorno è un po’ raffreddato. Sarà che da quando è più presente si distrae con più facilità. Ma questa situazione ci ha portato verso il tiralatte, con la speranza di non usarlo in maniera preponderante. Ma quando dopo una poppata di una decina di minuti si è preso dal biberon ulteriori 50gr di latte, con tanto di pianto a biberon svuotato, ci siamo preoccupati ancora di più.

Il tiralatte non so quanto sia controindicato per la salute del seno, e comunque per ottenere (da entrambi i seni) 20gr (complessivi) ci vogliono circa 20 min. È normale?

Ieri, nonostante ogni poppata venisse sia dal seno (finché riuscivamo) sia con circa 40 gr dal biberon, a fine giornata non ha nemmeno mantenuto il peso che aveva all’inizio della giornata.

Inoltre, dopo l’aggiunta dal biberon (ma non necessariamente in seguito a questa) ha avuto una colichetta come da tempo non ne aveva più. E comunque appare più infastidito del solito anche durante il giorno. Figuriamoci durante la poppata.

E tutta la settimana passata è andata avanti così.

L’idea era quella di monitorare la situazione, di capire con la doppia pesata quanto latte prende e a fine settimana capire quanto è cresciuto. Da lì capire se è un problema di qualità del latte o di quantità. Ma comunque sia non spiega perché il bambino non ha più il desiderio di attaccarsi al seno. Mia moglie ha il terrore di passare al latte artificiale.

Lei cosa ne pensa?

Grazie per l’attenzione.

Un saluto

Lorenzo

Fin’ora il bimbo è cresciuto più che bene direi, quindi fin’ora il latte è stato più che sufficiente. Ora, pesarlo in continuazione per capirci qualcosa non porterebbe a nulla se non a nervosismo e paranoie varie e anche la doppia pesata prima e dopo ogni poppata non mi sembra una idea rassicurante o che possa chiarire le idee.

Il tiralatte, poi, dopo tre mesi di allattamento normale, non vedo a cosa possa servire oltre che ad innervosire la mamma e a rovinare, a lungo andare, i capezzoli. Quindi, ricordando sempre che dal terzo mese di vita in poi i lattanti non crescono più con la stessa velocità dei primi mesi e ricordando altresì che basta che un lattante raddoppi il suo peso di nascita attorno al quarto mese, quarto mese e mezzo per stare tranquilli, io lascerei che il piccolo si alimenti come crede, cioè dalle 5 alle 7 volte al giorno, quando si sveglia, lascerei che rimanga attaccato al seno il tempo che desidera senza forzarlo (il latte, con il passare del tempo, scende sempre più facilmente e la suzione del lattante è più vigorosa con l’età e 10 minuti possono anche bastare per svuotare il seno), cioè lascerei che il piccolo si comporti come meglio crede senza pensare alla bilancia.

Il latte materno dal terzo mese in poi matura e diventa più nutriente quindi una quantità anche apparentemente inferiore al solito può continuare a saziare come prima. Contemporaneamente controllerei che il bimbo non abbia mughetto o altro fastidio che renda la suzione dolorosa o fastidiosa (afte, ecc.), escluderei anche la presenza di reflusso gastroesofageo, visto che può provocare un comportamento simile a quello che mi descrivi con poppate brevi e bambino che si stacca presto e in continuazione dal seno, valuterei la sua sazietà al momento di staccarsi dal seno e anche le condizioni della mamma, perché stress, mancanza di sonno, pressione bassa, alimentazione impropria, scarsa introduzione di liquidi possono influenzare la produzione di latte.

Infine controllerei quante volte il bimbo bagna il pannolino e se lo bagnasse in modo consistente almeno 5, 6 volte al giorno continuerei a non dare aggiunte di latte artificiale. A questo punto, indipendentemente dall’incremento di peso del bimbo che potrà essere valutato con molta calma al quarto mese di vita, se il bimbo si stacca dal seno non sazio e ha difficoltà a riaddormentarsi, se richiede poppate sempre più frequenti indipendentemente dalla loro durata, se ha cambiato le sue abitudini di sonno e si sveglia di notte più spesso, se non bagna più i pannolini come prima, indipendentemente da come, quanto e quando evacua, io penserei ad una relativa carenza di latte materno.

Siccome, però, vi possono essere dei periodi transitori di carenza di produzione di latte durante tutto l’arco dell’allattamento al seno, prima di introdurre una aggiunta di latte artificiale, bisogna essere certi, prima di tutto della reale carenza di latte (bimbo non sazio, poppate spontanee più frequenti, pannolini asciutti, ecc. ecc.), poi che questa carenza sia definitiva e non transitoria (dopo circa una settimana ma anche prima le carenze periodiche transitorie si risolvono) e infine che questa carenza, se presente, non sia risolvibile soltanto aumentando il numero delle poppate giornaliere.

Solo dopo avere fatto tutti questi tentativi e queste valutazioni si può pensare all’aggiunta di latte artificiale, ma se questa necessità arrivasse dopo il compimento del quarto mese, pur di non dare altro latte oltre a quello materno, io proverei addirittura a svezzare il bimbo con una pappa a cucchiaio anziché con un biberon di latte artificiale. Diciamo che la necessità reale di una aggiunta di latte artificiale nell’alimentazione di un bambino allattato al seno si ha quando il latte materno complessivamente non raggiunge oppure raggiunge appena la metà della quantità che il lattante dovrebbe prendere per crescere e saziarsi. E nel caso del tuo bimbo, a mio avviso saziarsi significa trovare attorno ai 50, 60 gr in ogni mammella ad ogni poppata ogni tre ore, tre ore e mezzo.

Meno di queste quantità, a mio avviso, la fame è legittima e l’aggiunta (latte o pappa) andrebbe data. Se il bimbo sembra non avere più desiderio di attaccarsi al seno potrebbe essere perché non trova nemmeno questa quantità di latte oppure per i motivi elencati in precedenza. Qualora si arrivasse alla decisione di dare una aggiunta di latte artificiale, però, a mio avviso sarebbe bene alternare le poppate per dare modo al seno di riempirsi nuovamente di latte con un intervallo più lungo e per non disorientare troppo il bambino con suzioni diverse durante la stessa poppata.

Le poppate artificiali dovrebbero, se possibile, essere concentrate dal pomeriggio in poi, per permettere a mamma e bambino di dormire di notte e il latte materno ripreso, magari, una volta a metà notte e durante le ore diurne quando la mamma è più riposata (almeno 4 al giorno per continuare a produrre latte). Il problema, comunque, non può che essere valutato giorno per giorno.

Un caro saluto, Daniela