Sta imparando ad espletare le funzioni quotidiane

 

Salve,

sono il papaàdi una bimba di quasi 7 settimane. Volevo chiederle dei chiarimenti in merito a un comportamento di nostra figlia.

È un po’ stitica e se dopo 3 giorni non fa la cacca, la stimoliamo con il sondino, ma ultimamente sta imparando da sola.

Però ha sempre dell’aria nello stomaco o intestino ed è quasi un continuo spingere per espletare questa aria. Lo fa quando è sveglia ed anche nel dormiveglia. Mi spiego: quando dorme profondamente ha solo a volte degli scatti un po’ violenti che la portano ad alzare, di scatto appunto, le braccine, ma poi si riaddormenta da sola; quando passano 3-4 ore ed appena è quasi sveglia, la si trova nella carrozzina che spinge, spinge e spinge… a volte fa qualche arietta a volte spinge e basta.

Le chiedo, è normale che spinga sempre cosi? Perché lo fa cosi spesso? Spero mi possa rispondere tranquillizzandoci perché la sua mamma inizia a pensare che non sia un comportamento normale e si preoccupa parecchio.

Distinti saluti

La bimba sta semplicemente imparando ad espletare le sue funzioni quotidiane. Affinché l’atto della defecazione si svolga in modo corretto, infatti, è necessario che si attui una adeguata coordinazione motoria tra i muscoli addominali che devono contrarsi per spingere verso il basso il materiale fecale e la muscolatura dello sfintere anale che, contemporaneamente, deve rilassarsi, altrimenti le feci contenute nell’ampolla rettale non potrebbero fuoriuscire.

Questa coordinazione, soprattutto temporale ma anche funzionale, non è sempre completa alla nascita per due motivi: sia perché il feto, durante la sua vita intrauterina, pur emettendo urine, non svuota mai il suo intestino anche se un certo contenuto di materiale meconiale c’è, quindi la defecazione, contrariamente alla minzione, non è una funzione già attiva e già "imparata" durante la vita fetale, sia perché ala nascita e nei primissimi mesi di vita tutto il complesso di fibre nervose che innervano e fanno funzionare la muscolatura dell’intestino non è ancora anatomicamente e funzionalmente maturo, così come, del resto, tutto il sistema nervoso del neonato non è maturo a termine di gravidanza e nei primi periodi della vita.

Quindi, l’attività della defecazione deve essere imparata e questo avviene con gradualità, per tentativi successivi, a volte anche apparentemente faticosi per il bambino che sembra spingere forsennatamente e fare sforzi immani anche se spesso è più apparenza che realtà, per poi diventare una funzione assolutamente naturale ed automatica per i primi anni fino alla continenza sfinterica che si raggiunge attorno al terzo anno di vita, quando l’atto della defecazione e della minzione diventa volontario e il bambino è in grado di comandare i suoi sfinteri.

Durante la fase della immaturità della funzione intestinale, non è soltanto scoordinato l’atto di espulsione delle feci, ma anche tutta la peristalsi intestinale, cioè tutto il complesso meccanismo di contrazione nel segmento di intestino a monte e rilassamento o dilatazione del segmento a valle che permette il procedere progressivo dalla bocca all’ano del cibo ingerito, liquido o solido che sia: pertanto si possono anche spiegare così le frequenti coliche dei lattanti nei primi mesi e l’aria nella pancia che crea spasmi e dolori.

Il segmento intestinale a monte si contrae e lo stesso fa il segmento immediatamente a valle, quindi il bolo alimentare viene costretto tra due segmenti contratti, dilata il tratto di intestino che lo contiene e provoca dolore. Quando, dopo tanti apparenti sforzi per defecare il bambino riesce ad emettere finalmente le sue feci e queste sono di aspetto e consistenza normali, non si può parlare di stipsi e non si deve provare a risolvere il problema con microclismi o, peggio ancora, lassativi, ma, al limite, con l’introduzione di un sottile sondino, anche vuoto, nell’ampolla rettale oppure la punta sottile di un termometro.

La semplice stimolazione da contatto con il sondino, il termometro, il gambo del prezzemolo tanto amato dalle nonne, non fa altro che stimolare il riflesso di rilassamento della muscolatura circolare dello sfintere anale, permettendo così la fuoriuscita delle feci contenute nell’ampolla rettale. Però, il sistema più razionale, delicato, non invasivo ed efficace anche a lungo termine è il massaggio dell’addome, esteso anche a tutto il corpo.

La stimolazione tattile della cute massaggiata, infatti, crea uno stimolo eccitatorio costante sui recettori tattili disseminati su tutta la pelle, eccitazione che, attraverso un complesso sistema di mediatori chimici a livello delle sinapsi nervose, cioè dei punti di giunzione tra una cellula nervosa e la successiva, si propaga fino alle terminazioni nervose più profonde, incluse quelle intestinali e in questo modo, giorno dopo giorno, le cellule nervose pian piano maturano la loro funzionalità proprio come avviene ad un muscolo rimasto inattivo per molto tempo dopo opportune sedute di fisioterapia e di ginnastica.

Nessuna preoccupazione, quindi, se la bimba, dopo smorfie, sforzi e contorcimenti vari, riesce ad emettere le sue brave feci di colore, aspetto e consistenza normali, anche ogni terzo giorno se ha un intestino un po’ pigro o, come a volte succede, un po’ più lungo della norma (particolarità più frequente nelle femmine che nei maschi).

Per quanto riguarda gli scatti improvvisi durante il sonno, non sono in relazione con i problemi intestinali, o meglio, non possono sempre essere messi in relazione con problemi intestinali perché sono frequenti soprattutto nelle fasi di sonno immediatamente successive all’addormentamento e dipendono da una disinibizione del sistema di controllo sulla coordinazione motoria esercitata dalla corteccia cerebrale che si mette, appunto, a riposo quando il bambino dorme.

Un caro saluto, Daniela