Sonnolenza durante la convalescenza

 

Gentile dottoressa,

vorrei avere da lei un parere.

Mio figlio, due anni e due mesi, ha avuto lo scorso fine settimana un po’ di febbre (è arrivata al massimo a 38°C), con raffreddore e gola arrossata, che ora stanno lasciando il posto ad una tosse piuttosto grassa e violenta.

Il bimbo è stato visitato dalla sua pediatra che ha trovato le spalle perfettamente pulite perciò ha prescritto solo tachipirina per la febbre (ogni 5-6 ore se bassa, anche ogni 4 ore se alta dato che soffre di convulsioni febbrili semplici), aerosol con fisiologica e umidificatore acceso.

Ora la mia domanda è questa: febbre non c’è più da martedì mattina, guarito il raffreddore e credo che anche la gola ormai sia sfiammata dato che non fa più smorfie di dolore quando tossisce. Persiste solo questa tosse con picchi abbastanza violenti ma non frequenti, concentrati soprattutto al momento del risveglio.

Il piccolo sembra però più assonnato del solito. È vero che nella fase acuta della malattia il sonno è stato piuttosto disturbato perciò deve recuperare, è vero anche che potrebbe apparire così giù perché sono in fase di eruzione i molari inferiori, però ieri per farle un esempio, ha dormito fino alle 11 del mattino (salvo un breve risveglio alle 8 per bere il suo latte) e oltretutto a quell’ora è stato svegliato dalla nonna (non mi chieda perché: non è dato sapere!).

Si è riaddormentato alle 15.30 e, nonostante stiano facendo dei lavori al piano di sotto con conseguente rumore, ha dormito come un sasso fino alle 17.30.

Tutta questa premessa per la seguente domanda: questa aumentata sonnolenza in convalescenza che ho notato anche altre volte a cosa può essere imputata? Alla necessità del suo organismo di dover recuperare o invece può essere una conseguenza del medicinale che ha preso (solo paracetamolo)?

Grazie infinite, Caterina

All’80% credo che si tratti di energie da recuperare, ma se gli hai somministrato molte volte la tachipirina, anche questo farmaco può avergli indotto spossatezza e sonnolenza.

Lascia che il bimbo recuperi dormendo, non esagerare con l’antipiretico anche se sei rimasta scottata dalle convulsioni, reidrata molto il bimbo che può essere disidratato e in carenza di sali minerali a causa della febbre e delle probabili relative sudate.

Dagli succhi di frutta e alimenti momentaneamente più salati come prosciutto e formaggio oppure le solite confezioni di sali minerali aromatizzati agli agrumi che si possono trovare già pronte in farmacia.

La convalescenza, le abbondanti sudate e l’antipiretico potrebbero avergli abbassato esageratamente la pressione e anche, forse, la temperatura. Vacci sempre piano con la tachipirina e anche se è vero che si può ridare anche ogni quattro ore, cerca di non superare mai le tre somministrazioni giornaliere, con un intervallo di otto ore o poco meno tra l’una e l’altra.

Le febbri virali sono capricciose: all’inizio sembra che siano insensibili ad ogni antipiretico poi, improvvisamente, scompaiono per crisi, cioè tutto in una volta, spontaneamente, magari proprio quando l’antipiretico stava producendo il suo massimo effetto. Il risultato è uno stato di ipotermia relativa con conseguente ipotensione e sindrome, nei casi limite, simile al collasso.

Liquidi, zuccheri, un po’ di sale in più negli alimenti e sali minerali risolveranno il problema. Chissà che non si sia trattato di una forma lieve di influenza visto che la spossatezza è uno dei sintomi più evidenti della malattia?

Un caro saluto, Daniela