Somministrazione di complesso gluconato ferrico sodico ed annerimento denti

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Egregia dottoressa,

avrei da porle un quesito circa l´assunzione del farmaco Ferritin Oti.

Mio figlio, di anni sei, ha assunto durante il mese di Settembre il suddetto farmaco nella dose di mezzo misurino con intervallo di 12 ore.

L´anemia era solo sospetta in quanto non sono mai state eseguite indagini diagnostiche ematiche. Presentava comunque dei sintomi che la nostra Pediatra di base ha ritenuto riconducibili ad una leggera carenza di ferro quali:irritabilità, deficit di attenzione, pallore, astenia alternata ad iperattività.

La terapia ha avuto ottimi esiti,a parte la colorazione dei denti. Ovviamente è scomparsa circa una settimana

dopo la sospensione della cura. Mi chiedevo innanzitutto se fosse normale la colorazione nerastra a carico dei denti, poi se si potesse ovviare al problema e infine se non fosse un sintomo da sovraccarico.

Non ho esperienza diretta con l´assunzione di preparati liquidi, piuttosto con compresse od iniezioni, per cui mi trovo decisamente impreparata a riguardo.

La ringrazio anticipatamente per la sua attenzione

e le porgo i miei più distinti saluti.

Ambra, mamma di Jari.

I sintomi che presentava il bimbo sono suggestivi di anemia da carenza di ferro, quindi è stata una idea corretta prescrivere ferro al piccolo. Però sarebbe stato utile praticare un minimo di analisi, non tanto a conferma della carenza di ferro, ma per quantificarla meglio in modo da sapere con maggior precisione quanto ferro dare al bimbo e per quanto tempo per ovviare all’inconveniente.

La terapia sostitutiva a base di ferro, infatti, viene calcolata in un certo senso in modo matematico: concentrazione di ferro ematica che si desidera che il bambino abbia o raggiunga meno concentrazione di ferro che effettivamente ha. La differenza costituisce la quantità di ferro da somministrare e questa quantità si suddivide per un numero di giorni variabile in base alla quantità di ferro giornaliera che il bambino può assumere senza avere effetti collaterali. Una volta normalizzata la concentrazione di ferro, può essere necessario continuare ancora la terapia per ristabilire la giusta quantità di depositi di questo elemento.

Infine, nonostante l’anemia sideropenica sia una evenienza tutt’altro che rara nel periodo della crescita, specie della crescita in altezza di un bambino, qualora essa non si risolvesse con una terapia marziale di durata ragionevole, è necessario indagare sui motivi che possono essere all’origine di questo problema che, di per sé, non è una malattia ma solo un sintomo.

Pertanto, bene per la terapia ma prima o poi sarà opportuno controllare almeno un emocromo, una sideremia, una ferritinemia e una transferrinemia, sia per capire bene se la terapia sta funzionando, sia per valutarne la durata più opportuna, sia per escludere altre problematiche ematologiche concomitanti. Di solito i denti neri non sono che un epifenomeno, semmai si possa considerare tale, della terapia orale a base di ferro: intolleranza e sovradosaggio, infatti, si manifestano di solito con sintomi gastrointestinali come diarrea, dolori allo stomaco, e a volte vomito: in tal caso, se fosse necessario continuare comunque la terapia, basterebbe soltanto ridurre le dosi giornaliere e farla durare proporzionalmente di più fino a fare assumere al bambino la quantità totale di ferro calcolata, appunto, in base alla sua sideremia. Per quanto riguarda un sovradosaggio per le esigenze del bimbo: l’organismo ha dei provvidenziali meccanismi regolatori della quantità di ferro che a lui serve in quanto un eccesso sarebbe dannoso per molti organi e la prima cosa che fa è eliminare il ferro in eccesso per via intestinale con le feci.

Ma proprio a causa della potenziale tossicità di un ferro somministrato anche quando non sarebbe necessario, un minimo di analisi del sangue si impone proprio per decidere quanto ferro dare e per quanto tempo e per stabilire meglio se al bambino manca il ferro perché, come di solito avviene, si trova in un periodo di aumentato fabbisogno a causa della forte crescita, oppure perché non lo assimila bene a livello intestinale (malassorbimento, celiachia, intolleranza alle proteine del latte vaccino, ecc.), oppure perché ha un aumento delle perdite fisiologiche di ferro per un motivo da scoprire. Vi può, comunque, essere una certa familiarità nell’anemia sideropenica così come nelle anemie di altra natura.

Un caro saluto, Daniela

Somministrazione di complesso gluconato ferrico sodico ed annerimento denti
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