Soluzione definitiva al reflusso?

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Buongiorno

sono la mamma 40 enne di un bimbo pre-termine (35+2) nato a maggio scorso con cesareo programmato. Il bimbo compirà 3 mesi l’8 di agosto e da quando è tornato a casa dall’ospedale soffre di reflussi, vomiti e coliche gassose. Durante la degenza in ospedale, durata 6 giorni in terapia intensiva e subintensiva, è stato in incubatrice 3 giorni(2 con ossigeno per presenza di liquido nei polmoni). Tornato a casa ha avuto subito problemi di stitichezza ed il pediatra privato mi ha consigliato di fargli fare una eco intestinale. L’allattamento è stato sin dall’inizio artificiale.

In sede di eco è stata fatta anche l’eco gastro-intestinale:

"Nel corso dell’osservazione, non mirata allo studio del reflusso gastro-esofageo, si sono evidenziati comunque due grossolani reflussi gastro-esofagei a pieno canale con transitoria risalita del cardias ma con tempo di "lavaggio" rapido".

Specifico che le eco sono state fatte quando il bimbo aveva solo 20 giorni e mangiava molto meno di ora.

Col tempo infatti la situazione è peggiorata tanto che alla fine di luglio ho chiesto al pediatra di dar qualcosa al bimbo per non farlo rigurgitare.

Risultato: PERIDON 1,5 ml (domenica pesava 6,050 kg) un pasto sì ed uno no + MYLICON 20 gocce un pasto sì ed uno no. Inoltre mi ha cambiato latte scegliendo la versione appesantita: FORMULAT 1 PREGEL.

Riccardo mangia 6 volte al giorno, ogni poppata preparo 180 ml di acqua e 6 misurini di latte artificiale, ma non li finisce tutti a tutte le poppate.

L’accrescimento è normale. Alla nascita pesava 2,900 kg ed il giorno delle dimissioni dall’ospedale 2,780 kg.

Qualche miglioramento c’è stato, ma non definitivo. Continua a rigurgitare latte a iosa anche 10 volte di seguito (liquido, come se gli fosse rimasto in bocca) a fiotto almeno 4 pasti su 6, qualche volta lo fa dopo il pasto preceduto dal Mylicon e qualche volta dopo quello preceduto dal Peridon.

Lo tengo tutto il giorno seduto su una seggiolina e solo di notte (5-6 ore) sdraiato in culla. Ho paura che avrà problemi alla schiena se continuiamo di questo passo.

Durante il giorno ci mette 1 ora circa per addormentarsi dopo il pasto e poi dorme 2 ore se mi va bene oppure 1 ora e durante l’altra ora, che lo separa dal pasto successivo, piagnucola e rigurgita. Di notte invece ora non rigurgita più (prima di sdraiarlo lo tengo 2 ore sulla seggiolina) ma per parecchie ora si agita e si contorce nel sonno.

Vorrei che qualcuno mi aiutasse a far smettere definitivamente mio figlio di rigurgitare.

Grazie

Io non amo contraddire un collega, specie se non lo conosco, però, se una mamma con un bimbo come il tuo venisse per la prima volta a visita da me mi comporterei così: in base al peso attuale del bimbo, più che onorevole confrontandolo con il peso di nascita, il ché fa pensare ad una alimentazione fin troppo abbondante visto che, pur essendo lievemente prematuro, è cresciuto in media 300 gr a settimana dalla fine del suo calo fisiologico, cioè un terzo in più della media, io consiglierei 6 pasti al giorno di non più di 130, 140 gr a poppata – salvo ad aumentare di una ventina di grammi se il bimbo mostrasse di avere ancora fame dopo avere finito il biberon oppure salvo a passare a 5 pasti da 150-160 gr se le quantità precedenti non dovessero saziare.

Non darei immediatamente un latte ispessito perché gli amidi che vengono aggiunti al latte, di mais o di riso che siano, non sono sempre ben tollerati dai bambini così piccoli, prematurità inclusa, e nemmeno i semi di carrubo e le amilopectine come quelle contenute nel formulat pregel. O meglio: possono essere ben tollerate dal punto di vista della digestione, però, rendendo il latte più denso del normale, rallentano il deflusso del latte eventualmente risalito in esofago, rallentano cioè la pulizia dell’esofago dopo il reflusso di latte dallo stomaco. La più lunga permanenza del latte misto a succhi gastrici nell’esofago potrebbe, al limite, peggiorare l’infiammazione della mucosa esofagea.

Pertanto, almeno in prima battuta, io consiglierei un normale latte numero uno riducendo le dosi come sopra indicato. Per l’ipotetica esofagite da reflusso consiglierei la ranitidina o la famotidina, che sono antiacidi, all’inizio senza associazione con altri farmaci e, se non dovessero sortire gli effetti desiderati, in associazione, magari, con un procinetico come il domperidone, cioè il peridon.

Rimangono valide le raccomandazioni della posizione del tronco sollevata rispetto al resto del corpo almeno per mezz’ora, un’ora dopo la poppata, il rialzo del materasso di 30 gradi rispetto alla posizione orizzontale e via discorrendo.

A questo punto mi informerei sull’aspetto delle feci: se non vi è problema da questo punto di vista e il bimbo non ha dermatiti o altri sintomi che farebbero pensare ad una intolleranza al latte, da quanto mi descrivi nella mail non vi sono elementi per pensare che il piccolo abbia una così grande quantità di coliche addominali e di formazione di aria da dovergli somministrare 20 gocce di mylicon a pasti alterni, cioè ben 60 gtt al giorno. Non ho chiaro il problema coliche del piccolo quindi non vorrei pronunciarmi in tal senso, però, le coliche così dette funzionali del lattante e del neonato, a tre mesi dovrebbero scomparire o quantomeno ridursi e se questo non succede, è bene valutare la presenza di intolleranze o errori alimentari. Ma se le feci sono normali, non mucose, non verdastre, non maleodoranti, ecc., se proprio si vuole continuare a somministrare il mylicon, perché non provare a darne soltanto un terzo della dose, a digiuno, un quarto d’ora prima della poppata?

O meglio ancora: perché non provare a sospendere questi due farmaci, peridon e mylicon, per vedere se lo stomaco del bimbo ne risentisse favorevolmente?

Nel reflusso gastroesofageo non deve preoccupare il rigurgito, abbondante o meno che sia, dopo le poppate, ma lo stato di benessere o meno del bimbo. Perché il reflusso non si cura con nessun farmaco a disposizione attualmente in quanto dipende, come ho detto tante volte, da una immaturità funzionale del cardias che non chiude a dovere la giunzione esofago gastrica dopo la poppata ma resta aperto e lascia risalire il contenuto gastrico in esofago. Il reflusso deve preoccupare quando diventa malattia da reflusso, cioè quando provoca esofagite da reflusso con tutti i sintomi che ne conseguono come dolore, pianto, agitazione, crisi di apnea notturne ecc.. Il reflusso si cura, quando necessario e nei casi gravi, solo chirurgicamente, ma si arriva a questa decisione solo quando i rigurgiti post prandiali sono tali come frequenza e quantità da impedire al bimbo di crescere di peso in quanto più della metà del latte assunto viene vomitata anche se la si ridà dopo il vomito. E questo non è certo il tuo caso.

Quindi, ripeto: nessuna terapia per i rigurgiti se non un aggiustamento della quantità di latte ad ogni poppata (al limite si possono fare 7 poppate ancora meno abbondanti) se questi rigurgiti non sono accompagnati da fastidi, pianto, dolore, agitazione ecc. e se il bimbo continua a crescere (bastano 180, 200 gr a settimana di accrescimento); terapia con antiacidi come ranitidina o famotidina se i rigurgiti sono accompagnati da agitazione, pianto, dolore; aggiustamento graduale della dose di questi farmaci cominciando da quella media fino ad arrivare alla quantità massima consentita per eliminare non tanto i rigurgiti quanto i fastidi collaterali sopra menzionati; associazione di un procinetico in casi resistenti, cioè del peridon, qualora il dosaggio massimo di farmaco antiacido non riuscisse a contrastare in modo soddisfacente la sintomatologia dolorosa.

Però i rigurgiti possono tranquillamente non essere particolarmente influenzati da questi due farmaci e, ripeto, se il bimbo cresce bene di peso nonostante tutto, non dovrebbero essere troppo presi in considerazione perché solo il tempo e lo svezzamento li faranno regredire. Sul mylicon ho le mie riserve ma, ripeto, forse non ho inquadrato bene i problemi addominali del bimbo che, tra l’altro, non hanno nulla a che fare con il reflusso, a meno che il reflusso non dipenda in parte da una intolleranza al latte che però può essere valutata soltanto venendo a conoscenza di più particolari del bimbo. In tal caso, ovviamente, bisognerebbe cambiare latte. Se credi puoi scrivermi nuovamente.

Un caro saluto, Daniela

 

 

 

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Medico chirurgo specializzato in Pediatria e Neonatologia con lunga esperienza Ospedaliera.