Situazione alimentare in stallo

Gentilissima D.ssa,

già alcune volte in passato sono ricorsa ai suoi consigli e mi permetto di disturbarla ancora.

Mio figlio D., 25 mesi, è un bambino estremamente vivace e intelligente (parla, corre, sa tutto l’alfabeto amemoria e conta fino a 10).

Le amiche mi fanno i complimenti ma non sanno che c’è un rovescio della medaglia. D. non riesce ancora a dormire tutta la notte senza risvegli, almeno un paio e sempre concentrati agli stessi orario(intorno all’1, 1.30 e intorno alle 3.30).

A volte urla disperato finché non cediamo dandogli il latte di soja (che beve da sempre in quanto ritenuto intollerante alle plv e affetto di conseguenza da RGE che ancora oggi curiamo con Limpidex e Riopan gel), ma più spesso si "accontenta" di essere abbracciato e coccolato un po’ (il suo lettino è perfettamente attaccato al nostro letto dal mio lato e abbiamo anche rimosso la sbarra).

La mia salute psicofisica nemmeno gliela descrivo potrà immaginarla. Da oramai diversi mesi, dopo averlo sottoposto a varie cure alternative da uno specialista delsonno infantile (melatonina, melatonina+ferro) siamo dovuti ripiegare sul Nopron (che ora prende in dose di 4 ml prima di andare a dormire, con dosi inferiori le cose peggiorano subito) poiché il numero dei risvegli era ancora altissimo (anche 10-12 per notte).

La sua alimentazione poi è come "bloccata": mangia a colazione uno yogurt di soya che gradisce molto, fa regolarmente merenda al nido, pranza mangiando volentieri quasi sempre solo la pasta (condita in vario modo), ma lascia la carne che gli viene lì proposta poiché "intera" (polpette o pezzettini). Fa merenda (torte senza latte, pizza, frutta, gelato disoya…) e poi la sera a cena mangia volentieri di nuovo un primo e sempre e soltanto la carne macinata come gli veniva proposta un anno fa (carne macinata, un pezzetto di patata lessa, salsa di pomodoro, il tutto mischiato e cotto a mo’ di "poltiglia" in acqua e un goccino d’olio in un padellino).

Altro non accetta. Ogni tanto al nido mangia un po’ d’uovo e un po’ diprosciutto cotto (che a casa curiosamente rifiuta categoricamente). Lasera per addormentarsi pretende il latte (che beve anche in quantità elevate: 300 ml ca). Abbiamo provato l’eliminazione graduale ma la situazione generale peggiorava notevolmente e il bambino non si addormentava più.

Il mio pediatra di famiglia dice di avere pazienza, che anche il fatto di soffrire di RGE influenza la sua "fiducia" nei confronti dei cibi, ma io sono veramente esaurita e oltretutto tutta questa carne (che comunque non è molta di quantità poiché ne mangia max 35 gr macinata+ tutto il resto) non credo che siapoi troppo equilibrata.

Oltretutto pensare di andare da qualche parte anche solo in vacanza risulta proibitivo. Come non bastasse mio marito è stato trasferito a decorrere dal primo luglio in una città a 500 km dalla nostra e temiamo che con il distacco (il bimbo è mammone ma molto attaccato anche al padre)le cose possano peggiorare (sicuramente peggioreranno per me).

Mi scuso perla lungaggine ma sono veramente disperata e tutti mi dicono invece di pazientare ancora.

La saluto caramente,

Sarah

È possibile che i disturbi legati al reflusso dei primi tempi abbiano disabituato il bimbo al sonno regolare così com’è possibile che il bambino abbia dei disturbi primitivi del sonno che possono anche avere una origine familiare se uno dei genitori alla stessa età aveva lo stesso problema.

Ovviamente bisogna escludere tutte le altre cause di sonno disturbato come le apnee notturne, l’ostruzione delle alte vie aeree, intolleranze alimentari e così via. Certamente, un comportamento materno troppo ansioso e iperprotettivo, a mio avviso, non favorisce la conquista dell’autonomia da parte del bambino, pertanto sarebbe da valutare l’opportunità di continuare a tenere il bimbo così vicino a te anche di notte e non piuttosto iniziare ad abituarlo alla sua cameretta.

Raggiunti i famosi due anni, sai bene anche tu che i famosi "no" che aiutano a crescere sono sempre più necessari anche se spesso dolorosi.

Per quanto riguarda l’alimentazione: i bambini sono abitudinari e sono molto rari quelli sempre curiosi di novità alimentari. Però anche questa tendenza piano piano deve essere contrastata, magari con un atteggiamento un po più fermo e risoluto da parte tua.

La lontananza del papà ti obbliga, capisco, ad impersonare un doppio ruolo sicuramente faticoso, ma credo che tu, almeno in questo delicato periodo della crescita del bimbo, non potrai fare a meno di svolgerlo.Inconsciamente lo hai percepito chiaramente, altrimenti non ti sentiresti così stanca di questa situazione.

Una mamma sa quando è ora di modificare un po il suo rapporto con il figlio, ma a volte il cambiamento è difficile anche per lei e non solo per il bambino.

Una mamma cresce assieme al suo bimbo eattraversa con lui, anche se in modo diverso, tutti i momenti di cambiamento e le crisi di identità.

Quindi, forse, dopo avere escluso tutti i possibili motivi di ordine medico che possono portare disturbi del sonno, io rifletterei bene su quelli psicologici e comincerei a dare una svolta un po’ più ferma e decisa al tuo comportamento nei confronti del bimbo.

Come antidoto alla tua stanchezza e alla tua disperazione, non vedo altro modo che raccogliere tutta la pazienza residua, certamente, ma anche riprenderti la vita e prendere in mano la situazione prima che ti sfugga con il risultato di vivere in solitudine le conseguenze di un esaurimento nervoso e di un bambino irrequieto, insoddisfatto e con atteggiamenti un po tirannici nei tuoiconfronti. Se ci riuscirai, il bimbo sarà il primo a ringraziarti  conil suo comportamento più sereno ed equilibrato e questo, forse, potrebbe essere vero qualsiasi sia il motivo dei risvelgi notturni frequenti del bimbo.

Un caro saluto, Daniela

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Medico chirurgo specializzato in Pediatria e Neonatologia con lunga esperienza Ospedaliera.