Si addormenta tra pianti e lacrime a tre mesi

 

Salve dottoressa,

 

Sono la mamma di un bel bimbo di tre mesi e mezzo, le espongo subito il nostro problema.

 

Purtroppo non siamo mai riusciti a far addormentare Gabriele da solo e siamo costretti a farlo addormentare in braccio e nella posizione che sembra piacergli tanto. Quando era più piccolino si addormentava quasi subito ma da un mesetto circa quando dimostra di avere sonno (diventa lamentoso, si stropiccia gli occhi) lo mettiamo nella solita posizione e per almeno 10 minuti prima di prendere sonno sembra veramente voler ostacolare in tutti i modi l’addormentarsi: ti graffia, scalcia e piange disperato. T

 

Tutto questo come le ho detto dura un 10 minuti dopodiché, finalmente si rilassa e si addormenta e poi lo mettiamo nel lettino dove di solito rispetta le sue quattro ore senza quasi mai svegliarsi e se invece succede si ripete tutta la trafila. Cosa posso fare per evitare tutti questi pianti ogni volta che deve dormire?

 

Grazie mille Lorena

 

 

 

 

Escluse tutte le possibili cause organiche come coliche, dolori vari, reflusso (non mi sembra sia il caso del bimbo), non resta che accettare d buon grado le scariche di tensione emotiva che il bimbo esprime prima di cedere al sonno.

 

Posso suggerire di fare in modo che il bimbo viva sempre in un ambiente tranquillo, privo di sovraffollamento, di rumori molesti, di stimolazioni eccessive di vario tipo, incluse le troppe coccole, il va e vieni di persone da casa, ecc., che abbia una vita dagli orari regolati, che esca tutti i giorni per la sua passeggiata in zone tranquille e salubri così come posso suggerire di tentare di rilassare genericamente il bimbo con la pratica quotidiana del massaggio infantile e infine, di fare la prova e il confronto tra un addormentamento in braccio, nella posizione che preferisce e un addormentamento nel lettino, cullato come fosse in braccio.

 

Se le modalità di addormentamento, in fondo, si assomigliassero, meglio sarebbe tentare di abituarlo alla culla, ma se la differenza tra tenerlo in braccio e cullarlo nel lettino fosse inequivocabile, vista l’età, meglio assecondarlo con un prolungato contatto fisico di cui certamente sente ancora gran bisogno.

 

Ricorda che più si da a un bambino nei primi tempi – sempre ammesso che vengano date le risposte adeguate alle sue richieste – e meno pretenderà il bimbo nei mesi avvenire. Ma è fondamentale dare, appunto, le risposte che il bimbo cerca, quindi è importante saperlo capire: questo, solo la mamma può con il suo naturale istinto e la sua intuizione, non i consigli di parenti né tanto meno quelli di estranei. Tra mamma e figlio bisogna creare le condizioni affinché maturi un legame assolutamente privilegiato: solo così riusciranno a comunicare correttamente tra loro.

 

Troppe regole, troppi consigli, troppi pareri, distolgono la mente e il cuore della mamma dal suo ruolo assolutamente insostituibile che non è soltanto quello di capire e dare risposte ai bisogni del bimbo, ma anche quello di capirsi e riconoscersi in questo suo nuovo stato esistenziale. Per evitare i pianti di un bimbo, forse, non c’è molto da fare, ma per evitare che il pianto iniziale, magari di richiesta, si trasformi in tragedia e in crisi isterica, si può tentare di arrivare un po prima a soddisfare le richieste del piccolo, qualsiasi esse siano.

 

Comunque è anche vero che vi sono bambini che per carattere non sanno sopportare l’attesa e la frustrazione di non riuscire ad ottenere subito quello che esigono e altri più tranquilli, con un comportamento davanti all’emotività più modulato e controllato: una percentuale non trascurabile del carattere è ereditata, il resto è parzialmente o quasi totalmente dipendente dalle influenze ambientali.

 

Su queste ultime si può agire, sulle prime no. Crea una atmosfera rilassante iniziando un po prima del momento in cui ti aspetti dal bimbo la crisi, con silenzio, penombra, filastrocche ripetitive, leggeri cullamenti, non negare il contatto fisico al bimbo se senti che ne ha ancora estremo bisogno e cerca di mantenere sempre gli stessi orari per ogni momento della giornata, succeda quel che succede. Ogni giorno ha la sua storia e piano piano per errori e tentativi, vedrai che riuscirete a comunicare sempre meglio tu e il tuo bimbo.

 

Un caro saluto, Daniela