Sesta malattia e antibiotico

Carissima dott.ssa, 

le scrivo per mio figlio di 16 mesi. Martedì pomeriggio ha iniziato ad avere febbre alta 39.5 e più, il mercoledì il pediatra ha detto che aveva una brutta tonsillite ma comunque di controllare se dopo qualche giorno sarebbero comparse delle macchie. Nel frattempo gli ha prescritto un antibiotico due volte al giorno (augmentin) e dato che la febbre non scendeva con la tachipirina, antalfebal.

Il venerdì inizia un po’ a scendere la febbre, cosicché pensavo che l’antibiotico iniziasse a fare effetto, invece sabato mi accorgo che nel collo e nel torace c’erano delle macchioline, telefono al pediatra che mi dice di sospendere l’antibiotico e che si tratta della sesta malattia. Visto che è sabato, e non visita, vorrei sapere se è giusta questa valutazione al telefono, e che effetto negativo puo’ fare l’antibiotico nelle malattie esantematiche, poiché so che non si deve prendere niente.

Il mio pensiero è pure: lunedì che controllerà mio figlio, si accorgerà se è la sesta malattia o la rosolia che dicono che sono simili?

Anticipatamente, la ringrazio per la sua attenzione.
Vincenza

Cara Vincenza,
i consulti e le diagnosi telefoniche non sono mai corretti: lo dimostra la prescrizione dell’antibiotico che è poi risultata inutile; però, nel tuo caso, l’andamento della malattia è così chiaro che non lascia adito a dubbi sulla sesta malattia (non pensare alla rosolia che, benché inizi la sua stagione proprio ora, non dà una febbre così alta nei giorni che precedono l’eruzione e non scompare del tutto quando compaiono le prime macchioline).
Vuol dire che il bimbo avrà preso per alcuni giorni un antibiotico inutilmente però, anche se non è una buona cosa prendere farmaci quando non servono, non puo’ avergli provocato nulla di particolare, sia visto l’antibiotico prescritto, sia vista la breve durata della somministrazione.
La sesta malattia si può considerare finita al momento della comparsa dell’esantema e i bambini possono tornare a frequentare subito l’asilo, ma ultimamente si ipotizza che il virus possa essere eliminato per molto tempo dopo la fine di tutti i sintomi e questo soprattutto negli adulti che contraggono la malattia senza esantema e spesso in forma asintomatica, tutt’al più con sintomi di una banale malattia da raffreddamento: pare, infatti, che proprio essi siano responsabili, in questo modo, del contagio dei bambini molto piccoli proprio nel periodo in cui gli anticorpi trasmessi passivamente al bambino, prima attraverso la placenta, poi attraverso il latte materno, si sono esauriti e quelli personali del bambino non hanno ancora avuto il tempo di formarsi. Quando leggerai questa risposta, comunque, tutto si sarà risolto felicemente.
Un caro saluto,
Daniela