Risvegli notturni e Nopron

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Gentile Dott.ssa Daniela,
le scrivo per avere un suo parere su un argomento complesso come il sonno dei bambini, poiché mi trovo in una situazione che mi crea dei dubbi.
Ho una bambina di 15 mesi, Teresa, nata leggermente prematura (35 settimane e 5 giorni). Nonostante ciò ha recuperato molto in fretta di peso (2320g alla nascita, 10460g oggi) e non ha manifestato nessun problema nello sviluppo sia fisico che psicologico.
È sempre stata una gran dormigliona sin dal primo giorno di vita, tanto che a 45 giorni dormiva senza risvegli dalle 23 alle 8.
Da quando ha compiuto un anno, però, qualcosa è cambiato.
I risvegli sono diventati sempre più frequenti, così come sono diminuite le ore di sonno notturno (di giorno fa sempre un riposino pomeridiano di circa due ore, in qualunque circostanza si trovi). Si sveglia anche 7-8 volte per notte, sempre piangendo. A volte basta il ciuccio, altre beve un po’, altre ancora viene nel lettone. Quando arriviamo a quest’ultima soluzione, però, vuol dire che è sveglia, e anche portandola con noi, è difficile che si riaddormenti. Sembra però che ci provi, in quanto inizia a cambiare continuamente posizione e a "sonnecchiare", tanto da sembrare un adulto che soffra di insonnia.
Inoltre, di giorno è molto irritabile, stanca, fa pisolini di frequente.
Circa due settimane fa, poiché la situazione era diventata pesante (ho anche un altro bambino di 33 mesi, che veniva puntualmente svegliato da lei alle 6.30) la pediatra mi consigliò di provare con il Nopron, visto che alcuni rimedi naturali non avevano sortito alcun effetto.
Dopo molti tentennamenti e perplessità, ho deciso di darglielo.
I risvegli sono scesi a 2-3 per notte e la mattina riesce a dormire anche fino alle 7.30.
Io rimango però dell’idea che vorrei arrivare alla causa di questo disagio, perché non vorrei perdurare con la somministrazione del Nopron.
Eliminata ogni ipotesi di causa fisica (non ci sono denti in arrivo, il nasino è libero, abbiamo trovato la temperatura che le è più congeniale) e vedendo che lei tutto sommato "vorrebbe" dormire, mi chiedo da cosa possa dipendere questo disagio, soprattutto alla luce del  fatto che di giorno Teresa manifesta con diversi atteggiamenti un gelosia più o meno marcata nei confronti del fratellino maggiore.
Secondo lei può esserci relazione tra le due cose, così come ipotizzato dalla mia pediatra?
In che modo noi possiamo aiutarla a trovare quel riposo che le manca?
La ringrazio molto per l’attenzione, certa che come Noi Mamme abbiamo avuto una gran fortuna ad incontrarla!
Marika

Cara Marika,
prima di tutto complimenti e coraggio! Due bimbi poco più che gemelli sono certamente un grosso dono ma anche una scommessa impegnativa per gli anni che verranno. Certamente sarai ripagata di tutto, ma per ora ci vogliono tanto amore e tanta pazienza.
Vediamo di capirci qualcosa con il sonno della tua bimba.
Il sonno, nell’adulto come nel bambino si compone di vari cicli che si susseguono con modalità diverse a secondo dell’età.
Ogni ciclo completo, poi, si suddivide in varie fasi: quattro fasi iniziali durante le quali il sonno, dal momento dell’addormentamento chiamato fase uno, diventa via via più profondo fino alla fase quattro. Un adulto, durante questa fase, a parte la possibilità di alcuni movimenti a scatto in fase di addormentamento, ha un rilassamento muscolare sempre più profondo e nella fase quattro diventa molto difficile svegliarlo. Se si sveglia, poi, ci mette un po di tempo prima di connettere, si sente pesante e rimbambito e può persino avere difficoltà a realizzare dove si trova, che ore sono, ecc.
Segue poi una fase detta REM, dall’inglese "rapid eye mouvements" durante la quale il suo cervello funziona come se fosse sveglio, se non fosse per lo stato alterato di coscienza ed il rilassamento della muscolatura. In questa fase si sogna. Alla fine di questa fase, di nuova le quattro descritte prima, ma in senso inverso: prima cioè il sonno profondo, poi sempre più leggero, poi quasi un risveglio. Quando il sonno è ben strutturato, anche nella fase di semirisveglio il sonno riprende, ritorna ad essere più profondo, via via fino a ritornare in una seconda fase REM, e così via per varie volte durante la notte (5o6 circa nell’adulto, il doppio circa nel bambino)
In realtà tutto è molto più complesso, ma per farti capire…
A un anno di età nei bambini succede qualcosa di diverso: la fase di addormentamento può essere brevissima e trasformarsi immediatamente in fase REM. Allora sognano, sognano tantissimo! Poi la fase REM improvvisamente finisce e il sonno si trasforma subito in sonno leggero di addormentamento. Il limite tra sonno leggero e risveglio è labilissimo e se magari alla bimba capita di sognare una situazione un po ansiogena (a questa età ne avrebbe motivo visto che inizia a camminare e di conseguenza non solo a cadere e spaventarsi ma ad allontanarsi dalla mamma per andare incontro al mondo) il solo rivivere in sogno le sue piccole e grandi paure la fa svegliare di soprassalto. Ed ecco che il sonno leggero di addormentamento non si trasforma più né in altro sonno REM né in altro sonno profondo.Arriva il risveglio, anzi, i risvegli, perché i vari cicli di sonno in una notte sono tanti, uno ogni 50, 70 minuti, ed ecco che ogni due ore in media si sveglia e cerca consolazione, con un senso di ansia e paura addosso che neanche lei sa definire ma che si placa solo con la vicinanza e il contatto proprio di quel corpo e di quelle braccia dalle quali dimostra di volersi allontanare per quella voglia irresistibile di esplorare un mondo che da un po di tempo non è più solo davanti a lei ma tutto attorno a lei, tanto misterioso quanto accattivante.
La tua bimba sta attraversando una fase di crescita psicologica e di maturazione molto importante, una vera metamorfosi, e ricerca nuovi equilibri, in bilico, come al solito, tra la nostalgia delle braccia materne e una spinta fortissima all’indipendenza. Come in tutte le metamorfosi, alla gioiosa scoperta del mondo si affianca il lutto della perdita di un’epoca della sua vita che non tornerà mai più. I genitori non possono fare altro che esserci. D’altra parte, tutto quello che sta succadendo alla tua bimba è necessario e funzionale alla sua maturazione. La grande abbondanza di sogni serve per memorizzare le esperienze e per elaborarle: è importantissima per l’apprendimento. Il dolore, fisico o psicologico che sia, serve per imparare a superarlo e a non averne più paura. Questo periodo è forse il primo distacco importante, la prima frattura importante che la allontana dal paradiso materno dopo il taglio del cordone ombelicale. E come in tutti i periodi come questi, fino all’adolescenza e ben oltre, il padre recupera una funzione importante di accoglienza e di "traghettamento" in questo immenso mondo sconosciuto che si appresta ad esplorare.
Qual è la funzione del Nopron? Rendere il sonno un po’ più profondo: ecco allora che tra una fase Rem e la successiva il sonno della bimba non è più leggerissimo, al limite del risveglio, ma un po’ più profondo, sufficientemente profondo da accompagnarla fino alla successiva fase REM senza prima doversi risvegliare. E’ efficace una volta su due, ed ecco che i risvegli si dimezzano. In compenso non sembra dare assuefazione, quindi puoi usarlo senza troppi sensi di colpa. A me è capitato di raggiungere risultati sovrapponibili con il solo effetto placebo: consigliavo cioè alla mamma di continuare a dare ogni sera il solito misurino di Nopron ma sempre più diluito con acqua. Alla fine era quasi solo acqua ma la bimba sapeva che stava prendendo la medicina buona e dormiva bene lostesso.
A volte alcune intolleranze alimentari danno agitazione notturna. Capita con il latte vaccino. Lo dico solo a titolo informativo.
Dalla tua lettera non mi parli di problemi di addormentamento, quindi non ne parlo neanch’io (ho già chiacchierato anche troppo!) ma se li avesse si potrebbe affrontare il problema in altra occasione.
Un caro saluto
Daniela
P.S. Alcuni problemi di sonno risolvono con la pratica del massaggio al bambino.
Risvegli notturni e Nopron
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