Risvegli causati da fame?

Gentilissima Dott.ssa Daniela,

ho letto le risposte pubblicate e l’ho trovata veramente molto competente e chiara, motivo che mi ha portato a disturbarla per chiederle un parere su un piccolo problema.

Mio figlio, 8 mesi e una settimana, pur non crescendo molto, mangia, a mio parere, tantissimo, colazione con il mio latte, a mezzogiorno 250 ml di passato con carne e crema più frutta frullata, alle 16 uno yougurt e mio latte, la sera passato con formaggio o prosciutto, alle 20.30 ancora mio latte. Mi pare veramente che siano quantitativi notevoli, ma ciò sembra non bastargli e alle 23.30 è di nuovo alla ricerca del seno, si sveglia piangendo e niente lo consola se non attaccarsi e mangiare di nuovo, poi ancora alle 3 e alle 6 per poi ritornare da capo con la colazione delle 08.30. È possibile tutta questa fame? Può essere veramente che il mio latte non gli dia la calorie necessarie e questo lo faccia svegliare di continuo? (Tenga presente che a parte i tre risvegli per poppare ne fa in media altri due/tre per notte in cui piange e si agita nel sonno). Esagero nell’offrirgli il seno causandogli magari un eccessivo lavoro di digestione o effettivamente è la fame la causa della sua insonnia? Come devo comportarmi secondo lei?

Attualmente il suo peso si aggira sui 8600 grammi circa e alla nascita era 2900.

La ringrazio molto per l’attenzione.

Simona


Cara Simona,
non credo vi siano argomenti altrettanto complessi come quelli che riguardano il comportamento dei bimbi nei confronti del cibo! E questo a qualsiasi età, e soprattutto non avendo la possibilità di valutare il tuo bimbo, conoscerlo meglio e conoscere il rapporto che tu hai instaurato con lui, il contesto famigliare, la costituzione, i comportamenti alimentari dei genitori del bimbo alla stessa età, l’epoca dell’inizio dello svezzamento e il motivo, e tante altre cose. Ad ogni buon conto posso solo immaginare come mi comporterei se a studio mi venisse una mamma come te con un bimbo come il tuo e mi esponesse il tuo problema.
Prima di tutto la storia del bimbo: primo figlio o secondo o terzogenito… come è stata la gravidanza, sia dal punto di vista clinico di mamma e bambino che psicologico e relazionale.. domande sul parto e sull’allattamento al seno di questo e degli altri figli se ce ne sono: quando e come è iniziato, com’è stato condotto, con quale stato d’animo ecc…Poi domande sulla storia del bimbo dal concepimento fino ad oggi: condizioni alla nascita, sviluppo psicomotorio, dati particolareggiati sull’accrescimento, mese per mese. Poi è bene sapere quando e perché è stato svezzato e come ha accettato i cibi diversi dal latte materno, e via discorrendo…Infine la visita vera e propria con valutazione dello sviluppo somatico e psicomotorio e del tipo di rapporto che il bambino tende ad instaurare con l’ambiente: persone cose giocattoli ecc. Infine peso, mai e poi mai disgiunto dalla misurazione della lunghezza  della circonferenza cranica e di quella toracica! Un conto è infatti un bimbo di otto chili e mezzo lungo, mettiamo, 70 cm, e ben altra cosa è un bimbo dello stesso peso ma lungo 80, 85 cm. La circonferenza cranica, oltre ad informare sul corretto sviluppo della massa cerebrale, assieme alla circonferenza toracica danno l’idea se un bambino pesa perché di costituzione robusta o solo perché sta aumentando molto solo la massa grassa.
Quando un allattamento esclusivo al seno procede nel modo ottimale, non tanto per quanto riguarda il peso – ché, anzi, i bimbi allattati al seno possono anche crescere solo mezzo chilo al mese ed essere perfettamente soddisfatti e normali – ma soprattutto per quanto riguarda il benessere generale della diade madre-bambino, sarebbe buona norma non dare al bimbo nessun altro cibo almeno per i primi sei mesi. Raggiunta tale età e raggiunti anche gli 8 chili di peso ( le due tappe spesso coincidono), si comincia a valutare l’inizio dello svezzamento, non prima e non tanto per togliere il latte materno,mai e poi mai se la mamma è disponibile, ha ancora latte e non deve tassativamente tornare al lavoro, ma per dare al bimbo un poco più di proteine e di ferro di quanto non riesca a trovare nel latte materno. Ma si procede lentamente: prima si prova se riesce a stare seduto agevolmente nel seggiolone o seggiolino, se si regge già in equilibrio sul tronco, poi si prova se ha perso il riflesso di opposizione della lingua nei confronti di un oggetto solido introdotto in bocca, come il cucchiaio, cioè se non sputa e non si oppone al cucchiaino. Poi i primi piccoli assaggi di un pasto dolce contenente cereali in piccola quantità (frutta e biscottino, per es) poi si sostituisce una poppata al seno con una pappa di cereali e verdure, con aggiunta di carne dopo una o due settimane. Di solito 180 g bastano. Si mantiene se possibile il latte materno per tutte le altre poppate, se c’è ancora, con aggiunta eventuale di frutta e biscottino a metà mattina o a merenda. La seconda pappa si introduce non prima di un mese da quando si è abituato e prende volentieri la prima, ma se il latte materno è ancora abbondante si aspetta ancora. Certo è che il latte materno ha tempi di digestione molto brevi rispetto alla pappa e il bimbo, a qualsiasi età, dopo massimo tre ore e mezzo quattro dalla poppata ha di nuovo lo stomaco vuoto e reclama. Nel tuo caso non si capisce bene se il tuo latte ci sia ancora o stia scarseggiando, per il semplice fatto che non so quanto stia crescendo il tuo bimbo ( mi dici il peso attuale ma non quello di un mese fa).
Poi non so se ora sta andando all’asilo e vive la poppata al seno investendola magari di un significato maggiore rispetto ad un bimbo che a 8 mesi ha ancora sempre la mamma a disposizione.
A 8 mesi poi i bimbi si svegliano di notte anche per gli iniziali fastidi procurati dalla dentizione imminente: se ad ogni risveglio e ad ogni richiamo gli offri il seno per consolarlo anche se sai che non può avere fame otterrai lo scopo ma forse creerai in lui un circolo vizioso un po complesso.
Nell’allattamento la libertà totale di poppare a richiesta è sacrosanta ma solo nel periodo in cui l’allattamento al seno è esclusivo. Quando l’alimentazione è mista e si sta vivendo un periodo di transizione bisogna mediare: se capisci che il bimbo vive ancora in stretta simbiosi con te e il processo psicologico di separazione – individualizzazione è appena cominciato, lascia ancora al bimbo i suoi tempi e lascialo pure succhiare quanto vuole se sei disponibile ma controlla meglio quanto prende al seno e magari riduci qualcosa come lo yogurt pomeridiano, per es., o metti qualche grammo in meno di carne e formaggio (carne max 30, 35 gr.,formaggio poco più della metà) e i cereali nella pappa non più di tre, max quattro cuchcchiai rasi se precotti, la metà se da cuocere. Di verdure passate ne bastano due cucchiai rasi ad ogni pappa e il brodo vegetale quanto basta per arrivare a 180 max 200g. Così facendo per 2 volte al giorno più una merenda con frutta e biscottini, durante il resto della giornata il latte tuo a gogo’ dovrebbe proprio bastargli sia per crescere di peso che per essere sereno e soddisfatto, almeno fino a nuovo ordine, che sarà poi sempre lui a dettarti!
So di essere stata troppo prolissa, ma un ultimo consiglio te lo voglio dare: ascolta il tuo istinto di mamma, solo dopo vai dal pediatra, ma per una messa a punto, non per un diktat.
Buona fortuna!
Daniela

 

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Medico chirurgo specializzato in Pediatria e Neonatologia con lunga esperienza Ospedaliera.