Rifiuto del cibo e stitichezza

Gentilissima dottoressa Daniela,

Dapprima vorrei ringraziarla per essere qui con noi ed essere così disponibile, davvero la sua presenza è preziosa.

In secondo luogo vorrei esporle il mio problema: Cristina, la mia bimba, ha quasi 3 anni. Da quando aveva 10 mesi, e ha cominciato l’asilo, non ha più accettato il cibo come in precedenza.

Non che sia mai stata una mangiona, ma adesso non si riesce a farle mangiare nulla o quasi tranne che all’ asilo, naturalmente, dove si spazzola il possibile e l’impossibile. Credo che la sua sia una forma di ripicca nei miei confronti, anche se all’asilo ci è sempre andata volentieri. Ma come mi devo comportare? Tutti mi dicono di non insistere, ma sei io non insisto lei non mangia, non gli interessa proprio farlo! Quando la porto dal pediatra mi dice che è cresciuta…certo, ma io mi sono esaurita nel frattempo!

Inoltre ha problema a  defecare da quando è nata. Le ho sempre fatto ogni 3 giorni la peretta o micro clisma ma andiamo avanti così da 3 anni! Il mangiare lo controllo e le dò tutto il possibile per aiutarla ma niente da fare. Da sola normalmente l’avrà fatta sì e no una ventina di volte da quando è nata. Tutti i pediatri mi dicono che prima o poi si sbloccherà, ma nel frattempo, l’altra sera per farla uscire, ci ha messo 15 minuti tra pianti e urla, e le è uscito anche del sangue.

Cosa devo fare?

Grazie per la disponibilità

La saluto cordialmente 

Giusy

 


Cara Giusy,
è vero, quando si è in ansia per qualcuno o per qualcosa non c’è nulla di peggio che sentirsi dire "non ti preoccupare"!
Probabilmente le mamme si preoccupano troppo ma è facile giudicare e dare consigli quando non si ha il problema sotto gli occhi tutti i giorni e soprattutto non si è direttamente responsabili della salute e del benessere del piccolo o della piccola tiranna!
Allora, andiamo per ordine e lasciamo ragionare solo la parte sinistra del nostro cervello, quella più obiettiva, fredda, razionale. La bimba cresce, è sempre cresciuta regolarmente, la gravidanza è decorsa per il meglio, il peso di nascita era buono (suppongo io). Poi l’hai sempre fatta controllare e la crescita è stata sempre soddisfacente, anche quando credevi che mangiasse poco. Bada bene: un conto è mangiare poco e un conto è mangiare svogliatamente ma in quantità regolare. Nessun problema di allergie o intolleranze alimentari, nessuna infezione cronica magari senza sintomi apparenti, come per esempio un’otite subacuta o una infezione delle vie urinarie (nelle femmine che vanno all’asilo e ormai anche al bagno da sole non è infrequente), nessuna forma di malassorbimento alimentare che, in linea di massima, si manifesterebbe con un aspetto delle feci decisamente patologicoe con arresto di crescita. Poi, continuando: nessuna anemia degna di essere indagata o curata. Nessun segno di depressione, all’asilo va volentieri, è serena e mangia anche tanto…quindi, quando non deve dimostrare niente a nessuno, la birbante si da da fare e mangia pure per due, magari per mettersi in pari con la sera prima, magari per farsi una bella scorta di pappa prima di andare in scena, dal pomeriggio in poi, davanti alla sconsolata platea materna e famigliare…Allora, cosa sta succedendo? Vuole tutta per se l’attenzione di una mamma che ancora soffre di dovere lasciare la mattina per lunghe ore? O semplicemente gradirebbe una cucina magari più saporita? E’ nella fase dei fatidici no? Per affermare la sua omnipotenza, ora che sta crescendo ripete agli altri i no che forse ha ricevuto quando era più piccola: non fare questo, non fare quello…si crea dei propri schemi mentali rigidi come rigide forse sono state le imposizioni che sente di avere ricevuto: devi mangiare tutta la pappa. Bada bene, il rigore può anche non apparire, magari mascherato da una eccessiva non autentica pazienza e dedizione, un’ansia e un nervosismo mascherati da comprensione a tutti i costi… Il bambino sente quando il genitore non è autentico, quando non c’è completo accordo di comportamenti tra mamma e papà, o tra mamma e nonna. Il bambino capta ogni mancanza di autenticità nel suo educatore e sfrutta l’occasione per portare l’acqua al suo mulino.
Come si origina il fenomeno del viziare? Sarebbe troppo lungo spiegarlo adesso, e soprattutto non ti conosco e non conosco la tua storia quindi non posso e non devo giudicare. Solo posso dirti di non farti mettere i piedi in testa da nessuno, tantomeno dai figli. Se la tua bimba con te non vuole mangiare, rispetta la sua volontà, qualsiasi sia la motivazione; osservala con discrezione, cerca di comunicare con lei il più possibile sia attraverso il gioco che la condivisione di esperienze come rigovernare la casa, andare a fare la spesa, dipingere qualcosa insieme e così via. Cammina al suo fianco (metaforicamente), non sbarrarle la strada con le tue ansie, le tue imposizioni o qualsiasi cosa tu pensi sia meglio per lei. Con i suoi rifiuti la tua bimba ti sta gridando solo il desiderio di essere ascoltata e capita, e questo magari lo sta facendo da sempre.

Se soffre di stitichezza cerca di non aiutarla più di tanto con rimedi "fisici". Bilancia piuttosto l’alimentazione con frutta possibilmente la mattina (kiwi, pera, spremute di arancia, succo di prugna) offerti anche sotto forma di gelati fatti in casa (è semplicissimo e ti puoi divertire assieme a lei); riduci latte e formaggi se dovesse farne molto uso e preferisci carne magra con contorno di polpettine di verdura (un modo piuttosto indolore per fare accettare la verdura cotta dai bimbi); infine biscotti e pane integrali al posto dei biscotti e del pane normali. Poi insisti (senza esagerare!) affinché beva molto e falla muovere più che puoi con una semplice corsa su un soffice prato (le margherite sono già in fiore dato il caldo ed è bellissimo). Il resto verrà da solo. Se non accusano mal di pancia i bambini possono stare anche 3 o 4 gg senza andare di corpo: non succede nulla. L’abitudine al vasino o alla tazza, magari con riduttore, anche questa si attua con pazienza, senza imposizioni, con molto tempo da perdere seduta sul suo vasino, magari con i suoi libri e i suoi giochini preferiti, ogni santo giorno, alla stessa ora, per 15, 30 minuti…sempre, anche se per un po di giorni non succede nulla. Poi, se e quando succede, un grande applauso di incoraggiamento e un bel premio! Mai dire che schifo, che puzza ecc. I bambini, a questa età, amano trattenere le feci: finalmente sono in grado di fare quello che fino ad ora non sapevano fare! Per loro è una grande conquista che procura sensazioni nuove e il solito senso di onnipotenza. Allora trattengono, trattengono. È lo stesso per la pipì. Ma devono imparare che è più bello e più giusto lasciare andare piuttosto che trattenere. Una volta provato il gusto di saper trattenere devono imparare il piacere di lasciare andare, e questo, dall’esterno non si insegna. Solo si possono creare le condizioni psicologiche ed ambientali per sperimentare in modo sereno questo lasciare andare, quasi come fosse un regalo che il bambino fa a se stesso e all’ambiente che lo circonda. Avremo forse modo di riparlarne.

Un caro saluto,

Daniela