RGE, intolleranza o altro?

Gentile dott.ssa,

so che su l’argomento le hanno scritte in tante, ma poiché il quadro completo dei sintomi cambia da neonato a neonato non vorrei interpretare erroneamente quelli della mia bambina.

Lei  è nata il 21 nov scorso con un peso di 3,570 x 50 cm e ad oggi pesa 5,460 per 57 cm. Come noterà la crescita è regolare e anche alle visite di controllo è tutto ok se non fosse che da quando è nata soffre di rigurgito.
Premetto che lei ha preso da subito latte artificiale perché io non ne avevo e attualmente uso il neolatte perché lei sembra tollerarlo bene e scarica regolarmente.

I sintomi che ha sono i seguenti:

–       dopo ogni pasto rigurgita parecchio e anche a distanza di ore (anche 2 ½ – 3) tanto che dopo diventa tipo “ricotta”;
–       sempre dopo ogni pasto si agita freneticamente muovendo gambe, braccia e testa da un lato all’altro per poi tenerla girata a sx,  tanto che si fa fatica a tenerla in braccio. Agita tanto anche le manine. Ultimamente ho notato che se le porta sempre alla bocca e fa un pochino di saliva ma non so se queste due cose hanno pertinenza con la situazione;
–       starnutisce spesso dopo il pasto;
–       la notte dorme ma agitata e si raggomitola come se avesse mal di pancia;
–       ha sempre mangiato con voglia e non ha mai pianto nè durante nè dopo i pasti, se non per qualche colica (o così sembra)
–       a volte per fame mangia voracemente tanto che tossisce perché si strozza;
–       ogni tanto ha dei colpetti di tosse come se qualcosa le fosse andato di traverso (lontano dal pasto);
–       a volte rantola come se avesse del catarro (che ovviamente non è) e sibili come se non respirasse.

Prima ho provato a cambiare latte, ma senza successo.

Poi su indicazioni del pediatra ho provato i latti AR ipotizzando RGE e agitazione dovuta all’acidità:
–       con uno non rigurgitava più, ma c’era ugualmente agitazione ed erano aumentate le coliche;
–       con l’altro rigurgitava lo stesso e aveva comunque tutti i sintomi.

Adesso mi ha consigliato il latte di soja ipotizzando un’intolleranza alle proteine del latte vaccino.

A questo punto le chiedo un parere perché in realtà il pediatra avalla solo mie supposizioni, ma non ha mai fatto una sua diagnosi e ancora meno esami specifici (ecografie e/o test allergologici): è opportuno, visti i sintomi fare anche questo tentativo?

 Non sarebbe meglio usare un latte idrolisato, visto che anche la soja può creare intolleranze, soprattutto se questa si manifesta con una forma gastrointestinale (la pediatra dice di no perché è caro e si usa solo per gravi intolleranze)?

Prima di fare altro è meglio aspettare 3/6 mesi per vedere se il tutto si sistema da solo (ma nel frattempo non c’è il rischio che la cosa peggiori)?

Lo so che con i neonati non ci sono certezze, ma mi sembra di brancolare nel buio senza che nessuno mi indichi un adeguato percorso da seguire, evitando di andare in giro a cercare informazioni più o meno corrette che non fanno altro che aumentare la mia ansia.

Grazie infinite per l’aiuto
Flavia

Da quanto mi dici noto che: 1) la bimba mangia volentieri e con appetito; 2) la bimba cresce molto bene; 3) la bimba non vomita e non ha feci di aspetto sospetto, cioè diarrea, muco, colore anomalo e così via; 4) la bimba non presenta dermatiti sospette; 5) la bimba non presenta, almeno da quanto mi dici, sintomi riferibili a vere e proprie coliche, quelle che iniziano almeno un’ora dopo i pasti, di solito di sera o di pomeriggio tardi, che si presentano almeno tre o quattro volte alla settimana e durano alcune ore fino a tarda sera e che sono tali da non fare calmare il pianto con semplici coccole o tenendo la bimba in braccio.

Pertanto mi riesce difficile pensare che i sintomi che mi descrivi siano riferibili a qualche intolleranza al latte artificiale, o per lo meno ad una intolleranza tale – meglio sarebbe dire allergia – da suggerire un cambio di latte così drastico come il latte idrolisato, idoneo all’alimentazione dei soggetti fortemente allergici. I sintomi che mi descrivi sarebbero piuttosto riferibili a qualche episodio di reflusso gastroesofageo – colpetti di tosse, fischietto, rantolo e rigurgiti che, da come ho capito, non sono dei veri e propri vomiti anche se qualcuno avviene lontano dai pasti.

Allora sarei tentata di suggerirti un latte antireflusso, cioè arricchito con addensanti tipo amido di mais o di riso e non con semi di carrubo, per esempio Aptamil conformil 1. Ma se questo è uno dei latti che hai già provato senza particolare successo, a mio avviso non resterebbe che tentare, ma proprio per togliersi ogni dubbio, o con un latte di soia o con un latte ipoallergenico HA, proprio per non arrivare al latte idrolisato visto che anch’io non ne vedo le indicazioni.

Altra cosa da fare sarebbe il frazionamento delle poppate aumentando il numero e riducendo la quantità qualora attualmente fosse eccessiva. In realtà la bimba, per il peso che ha, dovrebbe fare 6 poppate al giorno di 140 gr ognuna, massimo 150 gr proprio per calcolare 5 misurini rasi di polvere qualora tu utilizzassi il latte in polvere, ma in tal caso potrebbe anche lasciarne 10 gr. Qualora non ci fossero errori nella quantità di latte ad ogni poppata e anche i buchi della tettarella fossero idonei – esistono tettarelle antireflusso con apposita valvoletta, o meglio, biberon antireflusso – , i sintomi non migliorassero nemmeno cambiando latte, non resterebbe che pensare al semplice reflusso trattandolo con un antiacido in caso di esofagite da reflusso o con un alginato, associato o meno ad un procinetico come il peridon in caso di semplice reflusso senza esofagite conclamata.

Purtroppo, come dici tu, ogni bambino è un caso a sé e l’iter da seguire per risolvere i suoi problemi, quasi sempre, è lento e procede per tentativi successivi. Le indagini di tipo ecografico o le analisi per le allergie non sempre danno risultati apprezzabili e molto spesso non illuminano più di quanto possano fare i vari tentativi "ex juvantibus".

Un caro saluto, Daniela