Reflusso gastroesofageo e addormentamento

Buongiorno,

la ringrazio anticipatamente per la Sua cortese disponibilità.

Il mio bambino di 9 mesi e 1/2 soffre di un leggero reflusso, non abbiamo mai fatto ecografia perché non necessaria secondo il nostro pediatra e non abbiamo mai somministrato il Ranidil, ma solamente Alginor verso l’età di 5 mesi, 15 gocce al bisogno.

Da ormai un mese e 1/2 gli capita di tossire e di rimanere quasi senza respiro poi starnutire alla fine, ogni tanto anche di notte disturbandogli il sonno (senza starnuto) a causa di piccoli rigurgiti. Il nostro pediatra ci ha consigliato l’assunzione di 15 gocce al bisogno prima di coricarlo (premetto che non abbiamo alzato il materasso perché si gira spesso sul fianco destro e rialzandolo è scomodo, scivola giù e si sveglia). Lei cosa ne pensa?

Prende ancora il latte Mellin AR2, mattina e pomeriggio. A mezzogiorno pappa con brodo vegetale, carne e semolino o crema di riso, ecc. e per cena pappa con brodo di carne e formaggino o ricotta e pastina. Abbiamo provato per un po’ il Mellin 2, ma ne rimetteva abbastanza…

Mi chiedo, tra un po’ quando potrà bere il latte vaccino allungato, come faremo se anche il Mellin 2 che è modificato ma più liquido lo rimette? Cosa mi consiglia? E anche ora crede che mettere della crema di riso nel Mellin2 possa servire? L’AR costa più del doppio e in più c’è solo della farina di semi di carrube… se la trovassi in commercio quanta ne dovrei aggiungere al latte?

Per quanto riguarda il sonno volevo chiederle suggerimenti per riuscire ad abituarlo ad addormentarsi da solo. Ho sentito parlare e ho letto qualcosa in riguardo al metodo Estivill, per il quale ho dubbi… Lei cosa ne pensa? C’è un altro metodo che mi consiglia o crede che pian piano si abituerà diversamente?

Per ora si addormenta solo in braccio, a volte ancora sveglio ma molto assonnato lo corico e si addormenta, ma spesso piange e lo riprendo in braccio altrimenti le poche volte che ho provato a farlo piangere un po’ si innescava il reflusso ed era peggio!

Ho dimenticato di dirle che non prende il ciuccio, ho provato e riprovato ma niente, mi era stato consigliato anche per il reflusso, perché lo aiuta a "tenere giù" il latte e/o la pappa. Tre mesi fa ero preoccupata perché si addormentava a volte solo attaccato al seno, poi ha perso l’abitudine, non vorrei preoccuparmi per niente.

Grazie ancora,

Saluti

Francesca

 


Io penso che, se è accertato che il bimbo soffre di reflusso e il semplice latte antireflusso non elimina del tutto il problema, soprattutto di notte in posizione sdraiata, non vi è motivo di non dare qualche farmaco idoneo per il problema.

Se il bimbo ha soltanto piccoli rigurgiti senza piangere o essere molto agitato a causa di dolori o bruciori derivanti dalla esofagite da reflusso, credo anch’io che il Ranidil non sia necessario, ma potrebbe essere utile un farmaco che favorisca lo svuotamento gastrico, cioè un procinetico, oppure un po’ di Gaviscon la sera per proteggere la mucosa esofagea dall’azione dei succhi gastrici acidi.

Per quanto riguarda la dieta, poi, mi sembra poco opportuno dare brodo di carne e formaggio la sera. Il brodo di carne stimola la secrezione gastrica e contiene una certa percentuale di grassi anche se ben sgrassato; il formaggio, ovviamente, contiene anche lui i suoi grassi e viene digerito più lentamente rispetto a un cibo più magro come pesce o carne bianca.

La secrezione acida dello stomaco del bimbo e la velocità del suo svuotamento migliorerebbero se la sera prendesse solo un brodo vegetale con minestrina o semolino e carne bianca o pesce e, ogni tanto, anche senza altro, cioè solo con la minestrina e il brodo di carne con il formaggino (in realtà non sarebbe molto corretto mischiare nello stesso pasto due tipi di proteine diverse, cioè brodo di carne e formaggio) si possono dare di giorno.

Il bimbo, poi, andrà messo a letto solo dopo un’ora dalla fine della cena e nel frattempo non andrebbe né coricato né sballottato in braccio per cercare di farlo addormentare cullandolo con un certo vigore (non so se è il tuo caso, ovviamente).

Il latte antirigurgito può essere sostituito con latte e crema di riso o latte e un addensante come il Medigel e, per quanto riguarda il passaggio al latte della centrale: dal mio punto di vista potrebbe già farlo se non vi sono casi di allergia in famiglia e se il bimbo non è a rischio di allergia perché atopico o con problemi legati all’intolleranza al latte (a volte rigurgiti e reflusso possono essere un sintomo di intolleranza alle proteine del latte vaccino); però deve essere il pediatra che lo tiene in cura a decidere questo cambiamento.

Io darei al bimbo due pappe a cucchiaio, preferendo la crema di riso come cereale alla pastina o semolino, sempre alternandoli, ovviamente, un biberon di latte la mattina con biscottino e crema di riso o medigel e, magari, uno yogurt il pomeriggio, pasto più denso e meno voluminoso del latte.

Non darei mai la frutta dopo la pappa ma solo lontano dai pasti principali, a metà mattina o al pomeriggio e, quando il bimbo è abituato a questo tipo di alimentazione e di biberon di latte ne prende uno solo al giorno, passerei al latte della centrale diluito, la mattina, sempre assieme alla crema di riso o al medigel e al biscottino finché il latte viene diluito.

Considera, comunque, una sola cosa: il latte vaccino, nello stomaco, coagula a fiocchi più grossi e più lentamente digeribili rispetto al latte in polvere modificato: pertanto, se e quando lo inizierai, dovrai non avere fretta ad eliminare completamente la diluizione con l’acqua perché essa favorisce la dispersione delle proteine nel liquido e la formazione nello stomaco di coaguli più fini e più facilmente aggredibili dai succhi gastrici, rendendo così meno probabili i rigurgiti e la classica ricottina.

Per quanto riguarda i problemi di addormentamento, ovviamente dipende da te cambiare le abitudini mettendolo a letto ancora sveglio senza però lasciarlo solo ma resistendo alla tentazione di riprenderlo in braccio se si agita e piange.

Se non ti dimostrerai ferma e risoluta non otterrai nulla, quindi dipende soltanto da te cambiare registro. Metodo Estivill o altri, non ha molta importanza: non è l’orologio che conta ma la convinzione della mamma che è giunto il momento, per il bene di tutti, di cambiare modalità di addormentamento.

Quando ti sentirai veramente convinta, non farai altro che portare con calma il bimbo nella sua stanza o nel suo lettino al momento opportuno, metterlo a letto senza fretta ma senza ripensamenti, stare vicina a lui anche con un minimo contatto come la mano, le carezze sui capelli o altro, con atmosfera in semi oscurità e tutte queste belle cose, aspettare massimo una mezz’oretta poi uscire dalla stanza qualsiasi sia la reazione del bimbo.

Dopo essere scomparsa dal suo campo visivo, calcola alcuni minuti e se continua a piangere senza accennare a calmarsi, potrai rientrare nella stanza ma anche questa volta senza fretta e senza farti coinvolgere dall’ansia che il pianto del bimbo ti trasmette: non è angoscia ma solo rabbia e frustrazione per non ottenere quello che desidera.

Rimarrai con lui, sempre senza prenderlo in braccio e senza interagire più di tanto con lui per non eccitarlo ancora di più, per un tempo che stabilirai a priori e tornerai di nuovo fuori scaduto il tempo e ogni giorno il tempo che farai trascorrere tra il momento della tua uscita dalla stanza e il tuo eventuale rientro sarà gradatamente sempre più lungo così come il tempo passato accanto al lettino sempre più breve.

In linea di massima il metodo funziona, ma devi essere convinta di volere iniziare, altrimenti, se mollerai a metà strada, il bimbo si convincerà della sua onnipotenza e crederà di poter ottenere tutto, prima o poi, col semplice pianto che imparerà ad usare più come arma di ricatto che come modalità comunicativa.

Un caro saluto,

Daniela

 

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