Reflusso gastroesofageo: che dilemma!

Salve dottoressa,

le spiego la mia situazione: ho una bambina di 6 mesi e mezzo, età reale. Nata a 32+6 per gestosi. Peso alla nascita gr 1350.

Il mio problema è il reflusso: ho allattato esclusivamente al seno per quattro mesi e mezzo. L’allattamento era diventato un incubo: si attaccava e staccava urlando e dimenandosi. Allora abbiamo inziato a integrare con latte antireflusso e cura con Ranidil e Peridon. Un po è migliorata ma le crisi arrivavano come una tortura per tutti: grida, urla, pianti e nervosismi.

Allora, d’accordo con il pediatra, l’abbiamo svezzata a 5 mesi, un mese e mezzo fa. Ha gradito molto il cucchiaino e adesso mangia pastina con omogeneizzato e olio. Abbiamo eliminato il latte (ora prende il Polilat) e derivati perché è risultato sangue occulto nelle feci e da allora abbiamo tolto tutto quello che riguardava latticini e vari.

Adesso non ha più tracce di sangue ma il reflusso rimane. Sta meglio ma ha sempre crisi di reflusso e a volte vomita. La cosa strana è che più di 130 gr di latte non mangia. Fa circa 5 pasti: 4 di latte e uno di pastina a pranzo. Adesso devo iniziare con l’altro pasto solido ma dato che non può mangiare latticini non posso far altro che darle pappe con crema di riso e olio. Non so che altro farle. Mi dia un consiglio alimentare, anche per quando riguarda la merenda. Non le do frutta perché so che crea acido ma vorrei dargliela, che fare?

Ora pesa 5870 ed è lunga 64 cm.

Il latte lo addenso io con crema di riso, mais e tapioca e lo gradisce molto, ma mi rendo conto che forse le fa fare cacca più spesso. In questi giorni la fa anche due volte al giorno e vedo che soffre molto nonostante le feci siano morbide.

Grazie


Innanzitutto bisogna dire la bimba è cresciuta bene nonostante la sua prematurità, il suo basso peso iniziale e il problema del reflusso.

Dati i suoi presunti problemi di intolleranza è anche stata una buona idea svezzarla un po’ precocemente e alimentarla con un latte contenente sieroproteine idrolizzate. È bene, comunque, ricordare due cose: la presenza di sangue occulto nelle feci non dipende solo e esclusivamente da una allergia alle proteine del latte vaccino ma anche da una gastrite o esofagite da reflusso e il sangue, in questo caso, può provenire dalla mucosa esofagea infiammata e non dal colon, come nel caso dell’allergia alle proteine del latte vaccino. Preciso questo perché dalla tua lettera mi è sembrato di capire che il sangue occulto nelle feci era stato evidenziato in un periodo in cui la bimba veniva allattata al seno, però posso avere capito male io.

Un’altra precisazione: i succhi gastrici, con o senza frutta nell’alimentazione, hanno comunque una loro fisiologica e necessaria acidità, pertanto, evitare la frutta per evitare l’acidità di stomaco mi sembra poco ragionevole, a meno che non si sia notato un deciso peggioramento dei sintomi della bimba dopo l’assunzione della frutta.

Infine, un’ultima precisazione: l’introduzione della seconda pappa serale da somministrare con il cucchiaino può avvenire dopo un mese dalla introduzione regolare della prima, quindi puoi tranquillamente dare una seconda pappa serale alla bimba, visto che sembra piacerle come o più del biberon. Ovviamente, senza conoscere la bimba, non posso permettermi di modificare le disposizioni alimentari date dal tuo pediatra perché non avrebbe senso, ma in linea teorica io mi comporterei così: mattina, biberon di latte (mantenere, per ora, il polilat) di 160 gr circa (non preoccuparti se non lo finisce) addensato con un cucchiaino di crema di riso e con l’aggiunta di un cucchiaino di biscotto primi mesi senza proteine del latte, senza glutine e senza uovo.

A metà mattina, qualche cucchiaino di mela o banana (o relativo omogeneizzato) per provare se gradisce questi sapori e se il reflusso non ne risente (se tutto va bene si può aumentare fino a mezza tazzina da caffè con o senza biscottino primi mesi). A mezzogiorno, il solito brodo vegetale preparato con verdure di stagione senza, ovviamente, il pomodoro, un cucchiaio di passato di verdure, alcuni cucchiai di farina di riso mais e tapioca, o solo riso o solo mais e tapioca (circa tre cucchiai rasi di farine precotte ma, comunque, segui le quantità prescritte dal tuo pediatra) e mezzo liofilizzato di carne di agnello o coniglio, più un cucchiaino di olio di oliva extra o olio di mais. A merenda dovresti dare il latte come la mattina e la sera una pappa come a mezzogiorno con l’altra metà del liofilizzato di carne.

Il quinto pasto, a questo punto, potrebbe non servire, a meno che la bimba non abbia difficoltà a finire le due poppate di latte da 160-170 gr, assumendone solo 120-130: in tal caso, la sera, può essere riproposto un terzo biberon, magari solo con metà dose, cioè 80 gr o poco più, sempre, comunque, con un po’ di crema di riso o mais e tapioca come addensante e, volendo, con un cucchiaino di biscotto.

Il consiglio è di non preoccuparti troppo delle quantità di alimento che assume la bimba e se finisce o meno le poppate o i piattini di pappa, ma solo se sta bene e cresce regolarmente di peso in modo soddisfacente. Se i disturbi legati al reflusso dovessero persistere potrebbe essere opportuno controllare che non abbia una infezione gastrica da Helicobacter o una infezione alle vie urinarie che sono note per essere anche due cause di mancata scomparsa dei sintomi del reflusso gastroesofageo nonostante la terapia.

Infine, qualora si desiderasse modificare la terapia antireflusso tuttora praticata perché gli effetti non sembrano soddisfacenti, visto che la bimba ha superato il primo trimestre di vita, se dall’elettrocardiogramma sicuramente praticato durante il suo ricovero nelle prime settimane di vita non risulta un allungamento del tratto Q-T, si potrebbe sostituire il Peridon con un analogo procinetico, la Cisapride (cipril), a dosi opportune frazionate in quattro somministrazioni un quarto d’ora prima dei pasti: ma è solo un suggerimento e non desidero che venga attuato senza il consenso del pediatra curante: si tratta di un farmaco efficace ma non molto amato, appunto, perché può dare alcuni problemi a livello elettrocardiografico e, a volte, neurologico, ma dopo il primo trimestre di vita e a dosi opportune, anche ridotte rispetto alle prescrizioni standard, è un farmaco, secondo la mia esperienza, efficace, della stessa famiglia del Peridon.

Un caro saluto,

Daniela